"Ricordando la partita dello scorso anno, un po' sì, almeno personalmente. E anche un po' lo spogliatoio. L'anno scorso fu una gara abbastanza dominata da parte nostra e sicuramente meritavamo qualcosa in più. Il trofeo è sempre la ciliegina sulla torta per ragazze e società, ma anche per me stessa. Chiaramente, abbiamo tanta voglia di portarlo a Roma, ci manca e questa può essere una motivazione in più per dare qualcosa in più".
"Da questa stagione, avendo vinto lo scorso anno, dovremo fare di tutto per difendere lo Scudetto. Soprattutto per la Roma e per i sacrifici che tutti i giorni facciamo, allenandoci a tremila, sperando poi di poter portare a casa il risultato nel weekend. Per le nuove arrivate, il lavoro più complesso è il nostro, quello che facciamo quando dobbiamo far capire l'importanza della maglia, quanto è importante vincere: sono arrivate tante giovani che non hanno vinto ancora nulla, ma sono arrivate con la convinzione di poter alzare un trofeo. Questa è la cosa più importante: che si giochi male o bene, alzare un trofeo è bellissimo. Questo è il nostro lavoro".
"Entrambe le squadre hanno cambiato allenatore e giocatrici: ci sono nuovi stimoli, nuove idee, una nuova voglia di dimostrare. Come dico sempre quando incontriamo la Juventus, non so dire se c'è o non c'è una favorita: è una finale, una partita secca, bisogna vedere chi gestisce meglio le emozioni e il pallone. C'è un nuovo gioco rispetto alla Juve che conosciamo. Spero che si possa vedere un bel calcio, che le persone possano divertirsi, che è la cosa più importante per far crescere il nostro movimento".
"Quello fu un anno bellissimo, quasi indimenticabile. Partimmo con una squadra tranquilla: c'erano Girelli, Sabatino... Io arrivavo e cercavo di fare del mio meglio. Facemmo una finale Scudetto, vincemmo una Supercoppa... Il mister era ed è tutt'ora diretto, spensierato. E in campo cerca sempre di guardare il lato positivo, pure quando le cose non vanno come vorremmo. Ha sempre la battuta pronta e questa cosa ci fa impazzire: è fondamentale, perché essendo una grande famiglia la cosa più importante è essere felici. Se non c'è serenità, le cose sono più difficili e nei momenti complessi è più difficile gestire le emozioni".
"Sicuramente quelle vittorie si sentono in maniera positiva. Continuare a indossare questa maglia e alzare trofei è un immenso orgoglio. Come ho detto prima, è la cosa più importante per un calciatore e una calciatrice. Si lavora quotidianamente per portare a casa i risultati; e quando arrivi alla fine, sei felice. Oggi sono orgogliosa di indossare questa maglia grande, importantissima. Dobbiamo essere molto brave noi che abbiamo vinto tanto, come Greggi, Corelli: sono romane e romaniste, sanno che cosa significa indossare questa maglia e che cosa è Roma. Il duro lavoro è far capire alle nuove l'importanza della maglia: anche quando giochi male, se ci sono il carattere e la voglia di fare una corsa in più si può vincere ugualmente il trofeo!".