Roma Femminile

VIDEO - Femminile, Giugliano: "C'è voglia di rivincita. Dobbiamo far capire alle nuove l'importanza della Roma"

La numero 10 giallorossa alla vigilia della finale di Serie A Women's Cup: "Anche la Juventus ha cambiato, spero che questa sia una sfida divertente"

(GETTY IMAGES)

PUBBLICATO DA La Redazione
18 Settembre 2026 - 16:11

Alla vigilia della finale di Serie A Women's Cup, che la Roma Femminile giocherà domani contro la Juventus, Manuela Giugliano ha parlato in conferenza stampa. Ecco le parole della numero 10 giallorossa.

Un anno fa è arrivata una sconfitta in finale contro la Juventus, eravate considerate sfavorite. A un anno di distanza i numeri raccontano che i ruoli si sono invertiti...

"Credo che i numeri rimangano numeri. Penso che ogni anno si costruisca un percorso, noi lo scorso anno abbiamo fatto un percorso in cui partivamo da sfavorite, ma abbiamo lavorato quotidianamente. Quest'anno facciamo lo stesso, con un mister nuovo e compagne nuove. Il mister ci ha portato un'idea diversa, un gioco più propositivo, ci piace molto. Stiamo seguendo molto il mister, è un'opportunità per noi di avvalorare ancora di più quei numeri che parlano di noi".

Hai vinto tutto con la Roma, manca solo la Serie A Women's Cup. Quanto ci tieni? Si respira un po' di "voglia di vendetta"?

"Ricordando la partita dello scorso anno, un po' sì, almeno personalmente. E anche un po' lo spogliatoio. L'anno scorso fu una gara abbastanza dominata da parte nostra e sicuramente meritavamo qualcosa in più. Il trofeo è sempre la ciliegina sulla torta per ragazze e società, ma anche per me stessa. Chiaramente, abbiamo tanta voglia di portarlo a Roma, ci manca e questa può essere una motivazione in più per dare qualcosa in più".

Sei arrivata con Bavagnoli, hai continuato con Spugna e Rossettini, ora c'è Piovani. Come si sono integrate le nuove? Che cosa ti aspetti da questa stagione?

"Da questa stagione, avendo vinto lo scorso anno, dovremo fare di tutto per difendere lo Scudetto. Soprattutto per la Roma e per i sacrifici che tutti i giorni facciamo, allenandoci a tremila, sperando poi di poter portare a casa il risultato nel weekend. Per le nuove arrivate, il lavoro più complesso è il nostro, quello che facciamo quando dobbiamo far capire l'importanza della maglia, quanto è importante vincere: sono arrivate tante giovani che non hanno vinto ancora nulla, ma sono arrivate con la convinzione di poter alzare un trofeo. Questa è la cosa più importante: che si giochi male o bene, alzare un trofeo è bellissimo. Questo è il nostro lavoro".

Ennesima sfida contro la Juventus, stavolta con una rosa diversa. Che partita dobbiamo aspettarci?

"Entrambe le squadre hanno cambiato allenatore e giocatrici: ci sono nuovi stimoli, nuove idee, una nuova voglia di dimostrare. Come dico sempre quando incontriamo la Juventus, non so dire se c'è o non c'è una favorita: è una finale, una partita secca, bisogna vedere chi gestisce meglio le emozioni e il pallone. C'è un nuovo gioco rispetto alla Juve che conosciamo. Spero che si possa vedere un bel calcio, che le persone possano divertirsi, che è la cosa più importante per far crescere il nostro movimento".

Hai avuto Piovani tanto tempo fa al Brescia. Come sei cambiata da allora? E lui è cambiato?

"Quello fu un anno bellissimo, quasi indimenticabile. Partimmo con una squadra tranquilla: c'erano Girelli, Sabatino... Io arrivavo e cercavo di fare del mio meglio. Facemmo una finale Scudetto, vincemmo una Supercoppa... Il mister era ed è tutt'ora diretto, spensierato. E in campo cerca sempre di guardare il lato positivo, pure quando le cose non vanno come vorremmo. Ha sempre la battuta pronta e questa cosa ci fa impazzire: è fondamentale, perché essendo una grande famiglia la cosa più importante è essere felici. Se non c'è serenità, le cose sono più difficili e nei momenti complessi è più difficile gestire le emozioni".

Sulla maglia: quel doppio trofeo, Scudetto-Coppa Italia, era arrivato già due anni fa. Ora sei il primo capitano della storia della Roma a indossare quella maglia per due anni consecutivi. 

"Sicuramente quelle vittorie si sentono in maniera positiva. Continuare a indossare questa maglia e alzare trofei è un immenso orgoglio. Come ho detto prima, è la cosa più importante per un calciatore e una calciatrice. Si lavora quotidianamente per portare a casa i risultati; e quando arrivi alla fine, sei felice. Oggi sono orgogliosa di indossare questa maglia grande, importantissima. Dobbiamo essere molto brave noi che abbiamo vinto tanto, come Greggi, Corelli: sono romane e romaniste, sanno che cosa significa indossare questa maglia e che cosa è Roma. Il duro lavoro è far capire alle nuove l'importanza della maglia: anche quando giochi male, se ci sono il carattere e la voglia di fare una corsa in più si può vincere ugualmente il trofeo!".

© RIPRODUZIONE RISERVATA

CONSIGLIATI