Femminile, il trofeo va alla Juve con i soliti sprechi fatali
La Roma passa in vantaggio, poi si fa rimontare e cade: decide Girelli all’85’. Inutile il vantaggio di Giugliano al 24’. Viens spreca due chance enormi sull’1-1
(GETTY IMAGES)
La solita lezione, mai imparata fino in fondo: gli errori si pagano, contro la Juve di più, nelle finali contro la Juve nemmeno a dirlo. La Roma ha perso 1-2 la Supercoppa Italiana a Pescara nella gara contro le bianconere, la prima del 2026 e l’ennesimo scontro diretto per un trofeo con lo stesso vizio di sempre di sprecare le opportunità determinanti.
Rientro per tutte
All’Adriatico la partita è iniziata con le due squadre un po’ a secco di ritmo partita dopo lo stop natalizio, la Roma si è fatta vedere in avanti con l’asse Giugliano-Viens e mentre la Juventus stava iniziando a rendere meno sterile il suo possesso palla è arrivato il primo lampo giallorosso. Al 24’ Dragoni ha premiato Rossettini per averla schierata da titolare e portato palla per 40 metri prima di scaricare sulla destra a Viens, la canadese ha crossato dopo una finta pescando Giugliano, destro della numero 10 e 1-0. Un gol che per la Roma poteva voler dire gestione del ritmo almeno fino all’intervallo: così non è stato, la Juve ha alzato il baricentro e creato diverse occasioni con Carbonell, Godo e un’ispirata Beccari. Proprio da un guizzo della nove bianconera è arrivato il pareggio al 40’, con un cross dalla destra respinto malissimo da Baldi e solo da spingere in porta per Vangsgaard.
Al rientro degli spogliatoi Pilgrim ha preso il posto di una poco incisiva Babajide, aggiungendo rapidità e spunto offensivo, ma mancando spesso nel momento dell’ultimo tocco decisivo. Sulle spalle di Rieke (tra le migliori in campo) e di Greggi (prestazione in crescendo) le giallorosse hanno anche trovato e percorso più volte un varco centrale tra le linee juventine. Col passare dei minuti le squadre si sono allungate, il ritmo dopo una mezz’ora più intensa si è abbassato e la squadra di Canzi ha concesso diversi varchi in ripartenza che la Roma ha sfruttato, ma mai fino in fondo. Tra il 73’ e il 79’ le romaniste hanno sprecato due occasioni giganti per segnare il 2-1, dare un colpo forse decisivo alla gara e fornire una prova di maturità per sfide come questa, contro la solita Juve e con un trofeo in palio. Al 73’ un’ottima palla profonda centrale di Giugliano ha aperto lo spazio per Viens che ha avanzato fino a dentro l’area di rigore, salvo poi sparare il suo destro sopra alla traversa; sei minuti dopo nuova chance per la canadese, da dentro l’area piccola dopo un rimpallo fortuito su suggerimento di Dragoni, ma niente da fare, parata di De Jong, risultato bloccato e poi il più classico dei finali beffardi. La Roma ha accusato il colpo psicologicamente, la Juve lo ha sfruttato per rialzare la pressione, riuscendo a trovare il 2-1 all’85’ con un tacco della subentrata Girelli. Triplice fischio e trofeo alle bianconere, sesto ko romanista in sette finali contro di loro e terzo consecutivo dallo scorso maggio, molto spesso per il solito mancato cinismo.
Occasione mancata
Un risultato che fa male, un’occasione mancata di mandare un messaggio forte a una delle dirette contendenti per il campionato, già dietro di cinque punti in classifica ma in forma e vogliosa di recuperarli. Da Pescara le giallorosse non si portano a casa solo la delusione perché qualche segnale positivo per essere alla prima gara dopo tempo è arrivato, come la prova di Rieke, il rientro di Veje, il debutto di Dorsin nel finale e qualche traccia offensiva in ripartenza. Mere consolazioni per un pomeriggio in cui contava altro, che finisce con un discreto rimpianto.
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