Quanto basta. La Roma approda in semifinale di Coppa Italia battendo 2-1 il Como nel ritorno dei quarti al Tre Fontane. Gran parte del compito era stata svolta col successo per 3-0 all'andata in trasferta, ieri le giallorosse hanno chiuso la pratica, sfruttando l'occasione per provare delle nuove soluzioni ma anche mettendo in mostra una scarsa efficienza sotto porta, problema ricorrente anche nell'arco della striscia di vittorie attualmente in corso. Il Como va via dalla Capitale a testa alta, dopo una buona prestazione che certifica il valore della squadra, come conferma l'attuale leadership in classifica in Serie B. L'11 di de la Fuente passa persino in vantaggio dopo 6' con Kubassova, abile a sfruttare un errore romanista in impostazione per poi battere Lind. Il gol subito sveglia la Roma che inizia a pressare migliorando la circolazione di palla e l'intensità di gioco, spreca tante opportunità con Andressa, Glionna e Giugliano ma al 20' trova il pareggio. Su un corner battuto da Andressa arriva la testa di Haavi, per il quinto gol in 4 partite da romanista della norvegese che sta mettendo in mostra la continuità di livello internazionale per la quale è stata chiamata in giallorosso.
Dal pareggio in poi viene fuori la superiorità di Giugliano e compagne che sfruttano i movimenti di Andressa e della numero 10 per allargare il gioco e "lavorare ai fianchi" l'avversario: ne nasce una serie di corner e diversi interventi importanti di Bettineschi, ma non abbastanza. Al 28' su una palla vagante in area dopo un angolo arriva la zampata vincente di Valeria Pirone e il vantaggio delle padrone di casa. Tornata titolare dopo i problemi fisici post-Napoli la numero 9 si conferma molto aggressiva sotto porta oltre che sempre disposta al sacrificio per il gioco delle compagne. All'intervallo è già 2-1 e nella ripresa il risultato non cambia: Haavi sfiora due volte la doppietta (un errore a porta vuota al 48' e una traversa colpita al 68'), e sprecano qualcosa anche Andressa e Glionna. Nel secondo tempo ritmi più bassi ma altre buone notizie per Spugna: rientrano in campo Ciccotti e Bartoli dopo un lungo stop (con il capitano accolto da una vera e propria ovazione dei tifosi, al momento dell'ingresso e anche dopo la gara), Soffia torna a giocare tutti i 90' (giocando sia da terzino a 4 che da esterno dopo il passaggio alla linea di difesa a 3) mentre Kollmats porta a termine la prima gara intera da quando veste la maglia giallorossa. Il tecnico ha potuto anche provare Borini come terzino sinistro e dare qualche minuto a Pacioni (che a maggio ha alzato il trofeo di campione d'Italia con la Primavera). Soluzioni diverse e prove interessanti in vista del momento clou della stagione, in arrivo proprio al rientro dalla pausa. Contestualmente, la Roma porta a casa la quarta semifinale in 4 partecipazioni alla competizione e il 12 marzo affronterà l'Empoli per continuare la difesa del titolo.

Le parole di mister Spugna

Alla vigilia della gara contro il Como Alessandro Spugna aveva chiesto alla sua squadra di passare il turno e approcciare alla gara con la mentalità giusta: la Roma l'ha accontentato ma non al 100%, andando sotto in un inizio di gara distratto e sprecando tante opportunità per rendere più ampio il risultato. «Potevamo gestire meglio alcune situazioni - ha commentato l'allenatore - il risultato dell'andata ci permetteva di essere più tranquille, chiaro che non parti benissimo e devi rincorrere. Ma sono state create occasioni, le giocate sono state fatte. Dobbiamo migliorare sottoporta: quando hai 6 o 7 occasioni nitide, la gara non può finire 2-1. Dobbiamo migliorare, ma godiamoci questo momento». Il tecnico giallorosso ha ormai abituato la squadra a passare da un modulo all'altro nel corso delle partite, una duttilità importante anche per gestire le forze nei due obiettivi tutt'ora in gioco nella stagione: «Non amo parlare di sistemi di gioco, credo che dobbiamo andare avanti con i nostri principi: un calcio offensivo, di riconquista di palla immediata, di alti ritmi. Se dobbiamo pensare di giocare a livello europeo dobbiamo alzare i ritmi».
Tra le note liete della gara ci sono i 90' minuti di Angelica Soffia: «Erano mesi che non facevo una partita intera, però è bello. Bello anche fare fatica per ritrovare la forma, speriamo di fare sempre meglio». L'esterno romanista si concentra anche sugli aspetti da rivedere della prova : «Volevamo chiuderla con più gol. Dovevamo essere più cattive, però l'importante è essere passate e lavoreremo su ciò che non abbiamo fatto bene per crescere ancora. Siamo un bel gruppo, molto affiatiate. Sull'aspetto mentale ci dobbiamo lavorare, ma sappiamo aiutarci in ogni momento».