Col cuore oltre l'ostacolo, o meglio, gli ostacoli. La Roma Femminile apre il suo girone di ritorno in campionato battendo l'Empoli 2-1 al Tre Fontane con un'incredibile ma meritata rimonta. È il sesto successo consecutivo in Serie A di una squadra che mantiene la continuità al netto delle tantissime assenze dovute (per lo più) al Covid-19 e delle conseguenti carenze dal punto di vista della prestazione. Carenze più palesi soprattutto nel difficile primo tempo: contro un avversario giovane ma attento difensivamente le giallorosse, schierate (quasi obbligatoriamente) con la difesa a tre, faticano a imbastire la circolazione di palla con fluidità, pagano delle esitazioni a centrocampo e si ritrovano ad avere come unico sfogo offensivo la spinta sulle fasce di Serturini e Haavi. Gli esterni (adattati) a tutta fascia fanno il loro, ma perdono qualcosa in fase di finalizzazione (come al 22' quando la numero 15 fa un tocco di troppo prima di impegnare Ciccioli in un grande intervento). Al 39' la doccia fredda: l'Empoli sfrutta una disattenzione della Roma tra linea mediana e difensiva e Dompig batte l'esordiente Lind per lo 0-1. A 12' dall'inizio della ripresa entra Ciccotti che già non era al meglio e la sfortuna ci mette del suo: al 69' subisce un pestone in area di rigore (senza che l'arbitro ravvisi il fallo, come accaduto su un evidente tocco di mano nel primo tempo) ed è costretta a uscire in barella con le lacrime agli occhi, al suo posto debutta la norvegese del 2003 Bergersen (delle sette Primavera in panchina ha esordito anche Petrara).
Negli ultimi 20' l'Empoli perde un po' di mordente in difesa e a 6' dalla fine Haavi fa l'ennesima discesa sulla fascia trovando proprio Bergersen che di piatto batte Ciccioli e rende la sua giornata indimenticabile davanti ai 400 del Tre Fontane e agli spettatori d'eccezione Ryan Friedkin e Tiago Pinto. Da lì in poi è un assedio romanista, non ordinatissimo ma efficace. Al 96' De Rita nega il gol sulla linea a Pettenuzzo ma quando Lazaro va giù nell'area avversaria poco dopo, l'arbitro non può non fischiare. Sul dischetto va Linari che non sbaglia: al 98' è 2-1. Tre punti e la splendida dedica al medico Salvatore Gervasi, uno dei simboli del cuore di questa Roma, più grande anche di tanti ostacoli.