Lei è sfinita: «Sono contenta certo….ma oggi è stata una giornata intensa…Siamo tornati ora da un controllo per il mio bambino all'ospedale... ». La mamma di Francesco, nome di fantasia, 4 anni, primo paziente leucemico curato in Italia e con successo con cellule geneticamente modificate ora ride, dopo anni di terrore, anche se un po' imbarazzata dal ritrovarsi al centro di tanto clamore. Maurizia e suo marito, foggiani, sono stati i primi in Italia ad accettare, su suggerimento del primario del dipartimento di onco-ematologia del Bambin Gesù, di affidarsi a questa tecnica avveniristica già sperimentata negli Stati Uniti e riprodotta nell'ospedale pediatrico della capitale. Si tratta di una manipolazione delle cellule del sistema immunitario del paziente, nell'ambito della cosiddetta immunoterapia, ottenuta mediante il prelievo nell'organismo del malato di linfociti e la loro successiva modificazione genetica che li trasforma in killer delle cellule tumorali. Grazie a questa terapia, in pochi giorni, sono sparite tracce di quella maledette cellule nel sangue del piccolo Francesco.  Una notizia clamorosa, tanto più il bambino sembrava spacciato: la malattia gli era infatti ritornata, anche dopo la chemioterapia e successivamente un trapianto di midollo. «Sono stati anni lunghissimi e duri - ricorda la signora Maurizia - Lui si è ammalato che era molto piccolo. Ogni volta ci sembrava di essere arrivati alla fine della cura, al traguardo. Invece ci ritrovavamo a dover iniziare tutto da capo».

Quando ha avuto la notizia che c'era ancora una speranza per suo figlio?
«Noi avevamo fatto il trapianto. Erano trascorsi 86 giorni e tutto sembrava andare per il meglio e invece gli esami ci hanno detto il contrario. Per me, dopo il trapianto fallito, significava che stavo per perderlo, mio figlio. Il professor Lucarelli, il primario del Bambin Gesù che ringrazio tantissimo, ci ha proposto invece questa nuova terapia. Io ero contenta, anche se temevo gli effetti collaterali : febbre altissima, abbassamento di pressione, tossicità. Invece mio figlio non ha avuto nessuna reazione negativa. E' stato benissimo. E adesso ai controlli sta bene e quindi ci auguriamo che questa situazione duri».

Le cellule tumorali sono scomparse..
«Sì c'è un solo un piccolo residuo a livello molecolare ma le cellule tumorali non ci sono più. Avrete conosciuto tanti genitori angosciati… Ho conosciuto bambini che ce l'hanno fatta e altri che non ce l'hanno fatta . Io ricordo tutti. Quei genitori coi loro figli sono stati i nostri compagni di viaggio. Vorrei dire a chi ancora lotta che c'è sempre una speranza. Si può vincere!»