Lorenzo Pellegrini ha partecipato alla conferenza stampa in vista della sfida di domani contro lo Shakhtar Donetsk, valida per l'andata degli ottavi di finale di Europa League. Ecco le sue dichiarazioni, arrivate dopo quelle del tecnico Paulo Fonseca.

Siete una squadra di respiro internazionale, con tanti nazionali e giocatori che hanno vinto l'Europa League. E' cresciuta la consapevolezza rispetto allo scorso anno? Vi sentite una squadra realmente forte per pensare di arrivare fino in fondo?
"Penso che debba essere così. Sono quasi due anni che lavoriamo insieme con il mister e con un gruppo consolidato già dallo scorso anno quindi la consapevolezza deve essere cresciuta. Sappiamo di affrontare una grande squadra che scende dalla Champions League, dobbiamo avere tutte le attenzioni del caso. Noi faremo comunque la nostra partita, quello che abbiamo preparato e quello che pensiamo di essere più bravi a fare".

Come vivi quest'altalena di giudizi di tifosi, tanti ti esaltano e tanti si aspettano di più da te. Ti sprona o ti senti bersagliato?
"Il calcio è bello perché è di tutti. Quindi penso sia bello che ognuno possa avere la sua opinione riguardo un giocatore riguardo un giocatore, una squadra, un allenatore. Sappiamo di dover essere abituati a questi giudizi ma sicuramente non è questo che mi sprona a fare di più. E' semplicemente la mia ambizione di venire ogni giorno qui, per migliorarmi, per essere pronto a fare sempre qualcosa in più ed essere pronto poi la domenica. I tifosi ti giudicano per quello che fai in campo, la mia unica preoccupazione è quella di migliorare sempre quello che faccio in campo in modo da essere a posto con me stesso e poi spero anche con tutti gli altri".

Sei il miglior assist man dai calci da fermo, su punizione non hai ancora segnato. Ma è vero che in allenamento sei il migliore e allora stai insistendo?
"Questo si lega al discorso di prima. Sono contento di aver fatto tanti assist da corner semplicemente perché la mia squadra ha segnato, a queste statistiche pensate un po' più voi che noi. Sulle punizioni non sono io a doverlo dire. Scegliamo insieme al mister e allo staff, ci fermiamo spesso dopo gli allenamenti per cercare di migliorare perché c'è sempre da migliorare. Un sacco di miei compagni tirano bene punizioni e angoli e spesso e volentieri ci alterniamo. Siamo tranquilli, ho molto compagni con molte qualità che sono fortissimi a battere i calci da fermo. Dopo gli allenamenti ci fermiamo per migliorare e questo è quello che dicevamo prima, l'importante è cercare di migliorarsi, poi le cose arriveranno".

Più di una volta Fienga parlando del tuo rinnovo ha detto "lo convinceremo con un progetto ambizioso". Ora che i Friedkin si sono insediati da 7 mesi come definiresti il progetto del Club?
"Certamente un progetto ambizioso perché ho avuto la possibilità di parlare con i Friedkin, con Pinto e con Fienga, quindi ho avuto modo di capire la loro ambizione. Mi rende molto felice far parte di un progetto che vuole crescere. Sono un calciatore che ogni giorni viene al campo con l'idea di volersi migliorare in qualcosa e quindi sentire attorno a me quest'identità mi fa solo che piacere. Riconosco moltissima ambizione in questo Club, ma non solo in loro, anche nel mister, nello staff tecnico e nei miei compagni. Questo ti fa venire al campo felice".

La Roma ha concesso più gol delle prime otto di Serie A. Un problema di gioco, di schemi difensivi o qualcosa di diverso?
"Come ha detto anche il mister, spesso ci siamo creati delle difficoltà da soli quindi non credo sia un problema di stile di gioco. In settimana curiamo nel  minimo dettaglio anche la fase difensiva. Secondo me siamo una squadra molto organizzata che raramente subisce quando non si crea da sola i problemi. Questa cosa della gestione della palla quando siamo pressati, dobbiamo stare più attenti e concentrati per non gettare al vento tutto il lavoro fatto offensivamente e difensivamente in settimana, quando uno compie un errore individuale. E se vogliamo stare lì in alto dove tutti vogliamo stare c'è poco spazio per gli errori individuali. Dobbiamo limitarli il più possibile".

Durante il campionato la Roma non ha battuto nessuna big. Lo Shakhtar è una big, qual è il piano per batterli?
"L'unico dato per migliorare è vincere queste due partite. Iniziamo facendo quello che abbiamo preparato, mantenendo la concentrazione e la consapevolezza di quello che stiamo facendo e cerchiamo di vincere sia domani che la prossima settimana per passare il turno. Questa è l'unica cosa che possiamo fare per migliorare questo dato".

Molte squadre italiane stanno faticando in Europa, c'è chi parla di ritmi, di arbitri, o che la Serie A si sia abbassata di livello. Cosa ne pensi?
"Dal mio punto di vista la Serie A non si è abbassata di livello. Forse quest'anno stiamo vivendo uno dei campionati più belli dopo il monopolio che c'è stato da parte della Juventus in questi ultimi anni. Dal mio punto di vista forse è il più difficile, insieme a quello inglese e spagnolo. Il discorso delle competizioni europee è soggettivo, riguarda squadra per squadra, noi cerchiamo di non rientrare nelle squadre che fanno fatica in Europa League cercando di vincere domani migliorando sia il dato che dicevamo prima sia questo per fare due piccioni con una fava".