A poco più di 5 anni dal suo primo giorno a Trigoria, Stephan El Shaarawy, tornato alla Roma nell'ultima sessione del mercato di gennaio, si presenta ancora una volta ai tifosi giallorossi. Queste le sue parole in conferenza stampa.

Bentornato. Manchi da un anno e mezzo, hai giocato in Cina. Quando sei pronto a tornare titolare?
"Sono stato fermo qualche mese dopo la Nazionale, mi sono allenato da solo e ho cercato di fare il massimo per arrivare a una buona condizione. Mi serve tempo per arrivare al top ma sto lavorando con i preparatori, abbiamo già fatto un programma che aggiorniamo ogni giorno in base alle sensazioni e a come mi sento. C'è tanta voglia e entusiasmo di ricominciare".

Fonseca ha rinunciato agli esterni per giocare con una punta e due trequartisti. Hai parlato con lui?
"Abbiamo avuto modo di parlare il primo giorno, l'attacco non è stato stravolto più di tanto. Sono sempre partito largo a sinistra per accentrarmi, un sistema simile a quello di Di Francesco dove gli esterni si accentravano. Ho fatto presente a Fonseca che sono a disposizione per ricoprire ogni ruolo in attacco".

La concorrenza per te è uno stimolo o un timore?
"Non è mai un timore quando giochi a questi livelli. Sono entrato nel calcio da piccolo e per fortuna mi sono confrontato sempre con grandi giocatori, è sempre stato uno stimolo. Più concorrenza c'è più c'è qualità e più è alta la possibilità di vincere, ben venga".

Come hai trovato Dzeko?
"L'ho visto molto sereno, col sorriso. Sono contento di averlo ritrovato come i miei ex compagni e i nuovi. Un clima sereno".

A Ferrara hai avuto una lite con Dzeko. Conoscendolo, qual è la strada per riaverlo al 100%?
"Sappiamo tutti le sue qualità, troverà da sè la strada per tornare a essere un giocatore importante. Sono dinamiche di spogliatoio che nascono e muoiono quel giorno".

Esperienza in Cina, tralasciando l'aspetto economico sono più i pregi o i difetti?
"Esperienza molto particolare, è stata condizionata dalla pandemia. I primi sei mesi mi sono alternato tra club e nazionale ma nonostante questo ho vinto un trofeo, il mio primo. É una cosa che porto dentro. Dopo la fine del campionato siamo stati fermi quasi 7 mesi senza giocare, a livello calcistico non è stato semplice. Considerando che sono tornato nella squadra dove volevo tornare con l'Europeo alle porte, sono contento".

Cosa hai trovato di diverso alla Roma?
"Innanzitutto sono molto contento di ritrovare questa società, è stata un'accoglienza molto positiva, come se non me ne fossi mai andato anche a livello di rapporti. Qui ho costruito più di un percorso calcistico, ho instaurato rapporti con tante persone anche fuori dal campo per cui l'accoglienza è stata positiva, mi ha fatto piacere ritrovare tanta gente a Trigoria e ricevere l'affetto dal presidente, da Pinto e dall'allenatore: mi hanno dimostrato interesse e fiducia. Ovviamente poi sta al giocatore ripagare questa fiducia e mi auguro di farlo il prima possibile".

L'ultima tua partita è stata l'addio di De Rossi, allo stadio c'erano 62mila persone e Dzeko era un punto fermo della squadra. Sono cambiate tante cose: il pubblico tornerà, come vedi il tuo rapporto con Dzeko?
"A livello di sistema di gioco non è cambiato tantissimo in attacco, giochiamo con due esterni che vengono dentro a giocare con Edin. Vedere lo stadio vuoto ti manca l'affetto dei tifosi, che soprattutto qui all'Olimpico sentiamo molto. Mi auguro di riaverli presto".

Quanto conta avere la proprietà a Trigoria?
"Tanto, per tutta la squadra e l'ambiente. Sentire la vicinanza del presidente è una spinta maggiore per tutti noi, ho visto grandissima disponibilità da parte di tutti, dal direttore al presidente, è una cosa positiva per tutti. Poi sta ai giocatori fare il proprio lavoro con professionalità e diligenza".

Perché a ottobre non è andato in porto il tuo ritorno?
"É stata una situazione particolare, nel calcio sappiamo che non sempre i tempi coincidono, c'è stata una situazione d'attesa. Devo dire che sono contento e entusiasta di essere tornato qui, non vedo l'ora di scrivere un capitolo importante con questa maglia".

Non hai mai smesso di seguire la Roma. Che ambizioni può avere la squadra?
"Non ho mai smesso si seguire la Roma e la Serie A. Questa squadra ha sempre avuto l'obiettivo della Champions e anche di più perché ne ha sempre avuto le potenzialità. Il campionato è avvincente, tante si sono rinforzate. Ho trovato un ambiente molto positivo, una squadra che si aiuta. Ciò è fondamentale, quando c'è un momento difficile se ci si aiuta a vicenda si riesce a uscirne. So che è una frase retorica ma penso che dobbiamo pensare di partita in partita, perché vincendo ogni partita si raggiungono risultati importanti. Abbiamo l'obiettivo della Champions, personalmente spero di cominciare come nel 2016 quando sono arrivato e guadagnarmi un posto all'Europeo".

Una cosa della città e della squadra che ti è mancata
"Ritrovare le persone con cui ho instaurato un rapporto. Nel periodo in cui sono stato lontanto quando c'è stata la possibilitò di tornare come a ottobre ho sempre sentito l'affetto della gente, anche quando sono tornato a febbraio dell'anno scorso a vedere l'Europa League, allo stadio ho visto tanta gente che mi vuole bene. Questo è uno stimolo in più per ricominciare alla grande".