Pedro si presenta. Il calciatore spagnolo risponde alle domande dei cronisti in conferenza stampa in quella che è la sua prima uscita pubblica da calciatore della Roma, a parte le prime parole pronunciate al sito del club nel giorno della firma sul contratto. Pedro è arrivato questa estate a parametro zero dal Chelsea.

Hai vinto 29 trofei e hai ricoperto molti ruoli in attacco, nel sistema di Fonseca in quale ruolo potresti rendere di più?
"Penso che in questo sistema il ruolo migliore può essere alle spalle della punta, ci sono tanti giocatori che possono operare lì. Da lì posso entrare in area e creare spazi per la punta, io però mi adatterò a quello che mi chiederà il mister. Io voglio aiutare la squadra, è questa la mentalità con cui sono venuto a Roma".

Cosa manca alla Roma per vedere la squadra vista qualche anno fa in quella semifinale di Champions League?
"Siamo una squadra molto buona con tanti giovani, è un progetto a medio e lungo termini. Ma ci sono anche giocatori di grande esperienza come Dzeko e Mkhitaryan. Voglio aiutare a creare una mentalità vincente per raggiungere i nostri obiettivi e tornare a essere una squadra forte come quella che aveva raggiunto la semifinale. Ho giocato contro la Roma all'Olimpico con il Chelsea e abbiamo trovato un avversario molto forte.La squadra ha un giusto mix di esperienza e gioventù, dobbiamo creare la mentalità vincente che ci chiedono club e tifosi".

Hai già battuto la Juve e sei il più titolato, senti di avere una responsabilità maggiore?
"Ogni volta che si affrontano i campioni d'Italia c'è una responsabilità in più. La Juve viene da tanti campionati vinti e la responsabilità è alta e anche l'esigenza personale è alta. Noi dobbiamo scendere in campo per battere tutti, non solo la Juventus. Dobbiamo avere una mentalità vincente giocando alla pari anche con i più forti. Affrontare la Juventus ci da uno stimolo particolare ma adesso dobbiamo tradurlo in campo".

27 maggio 2009, che ricordo ti viene in mente?
"Non posso che conservare bei ricordi di quella data, è stata la mia prima finale di Champions vinta. Tra l'altro nel finale sono riuscito a entrare in campo nel finale, era al mio primo anno da professionista col Barcellona. È stato un sogno. Tornerò a giocare in questo bello stadio con la Roma e spero di farlo tante volte. Ho solo bei ricordi di questa data".

Per la prima volta giochi in un club che non parte per vincere, cosa spinge un calciatore a fare questo tipo di scelta?
"La motivazione è sempre la stessa, quella di avere una forte voglia di vincere. Sappiamo che sarà difficile, è una sfida complicata ma stiamo lavorando per questo. Dobbiamo andare avanti partita dopo partita per raggiungere quello che io penso sia l'obiettivo minimo di questa stagione, ovvero tornare a giocare la Champions League. Abbiamo una rosa in grado di arrivare tra le prime 3 o 4, malgrado per ora sia prematuro fare valutazioni. Per me l'obiettivo minimo è questo".

Dzeko ha parlato con voi, ti sembra felice di essere rimasto a Roma?
"Sì lo vedo contento. Edin è il nostro capitano ed è un giocatore di livello straordinario. Ha un peso specifico importante nel nostro spogliatoio. Siamo molto contenti che resti con noi. Fa gol e fa la differenza, ti aiuta a vincere le partite. La sua presenza ci può aiutare a raggiungere i nostri obiettivi. Lo vedo motivato in allenamento e spero che domenica possa giocare, è un giocatore che aiuta sempre la squadra".

Conosci meglio di tanti altri calciatori il significato del concetto di mentalità vincente. alla vigilia della sfida con la Juventus, a Roma si è parlato della panchina traballante di fonseca e della roma come di una vittima predestinata. In questo senso che consigli ti senti di dare ai tuoi compagni per preparare al meglio la partita?
"Affrontiamo un avversario complicato, è una partita difficile. Dobbiamo essere solidi, compatti e uniti per cercare di vincere la partita e non farci distrarre dalle voci che vengono dall'esterno. Dobbiamo commettere meno errori possibili per provare a vincere".

Quanto ha influito sulla tua scelta la presenza di giocatori come Dzeko e Mkhitaryan?
"È molto importante, sono giocatori di grande livello e esperienza. Senza dubbio è una squadra giovane ma che ha anche elementi di grande esperienza e sono fattori importanti quando scegli perché certi giocatori ti permettono di ambire a grandi risultati. Arrivo in un grande club e colgo l'occasione per ringraziare tutti i calciatori della Roma per come mi hanno accolto e lo stesso è successo con i tifosi che ho avuto modo di incontrare quando sono andato in centro. Spero di ricambiare con prestazioni in campo che ci facciano raggiungere i nostri obiettivi". 

Che obiettivo vi siete dati? La Roma può arrivare in Champions?
"L'obiettivo deve essere quello di vincere. Io ogni volta che scendo in campo lo faccio con questa mentalità, quando pareggi o perdo sono sempre arrabbiato, anche in allenamento. Noi dobbiamo ambire sempre al massimo e cercare di vincere il campionato e l'Europa League. Questo deve essere l'obiettivo di tutti i calciatori di questa squadra, sappiamo che è difficile ma questo deve essere il livello. Spesso se ti poni come obiettivo il quarto posto, magari a fine anno arrivi sesto o settimo. Noi dobbiamo vincere e arrivare più in alto possibile. Ribadisco che la Roma come club, istituzione e rosa è una squadra che può ambire e merita di giocare la prossima Champions League".

Hai avuto il primo impatto con le difese italiane e la marcatura a uomo, quanto è importante l'intelligenza tattica per liberarti dalla marcatura?
"Già conoscevo il calcio italiano, adesso ho la possibilità di giocarci. È difficile trovare spazi tra le linee e difficile creare occasioni, è un calcio molto tattico. Essere particolarmente mobili in campo è importante per creare spazi. All'inizio potrei avere qualche difficoltà ma sto lavorando tanto su questo in allenamento, sto vedendo tante partite per capire meglio questo calcio. In questo senso è un campionato difficile, soprattutto per gli attaccanti, però cercherò di aiutare la squadra quando avrò la possibilità di giocare".

Cosa ti ha colpito di più della città e dei tifosi della Roma?
"Una città spettacolare, molto bella. Ha una storia incredibile. Ho passeggiato un po' per le vie del centro e sono contentissimo anche del rapporto che c'è con i tifosi. Ho ricevuto una grande accoglienza e sono contento. Tocca a me fare del mio meglio in campo per ricambiare questo affetto ricevuto dai tifosi".

Come farai, all'atto pratico, ad aiutare il gruppo a crescere in termini di mentalità?
"Credo che tutta la squadra debba essere convinta di essere forte e vincere le partite. Io cercherò di dare il mio contributo con gioco, prestazioni e esperienza così da far funzionare questo mix di gioventù e esperienza. L'importante è che siamo tutti compatti e uniti, perché è difficile che un solo giocatore possa vincere dei titoli. Questa deve essere una delle chiavi della nostra stagione".