Conferenze Stampa

Gasperini: "Pellegrini ci sarà, Koné in forse. Nella Roma non esistono gerarchie"

Il tecnico giallorosso parla alla vigilia della partita di campionato contro il Torino. Dalla forma della squadra alla sfida, ecco tutti gli aggiornamenti

(GETTY IMAGES)

PUBBLICATO DA La Redazione
13 Settembre 2026 - 13:37

Manca sempre meno alla sfida di campionato tra il Torino e la Roma, valida per la quarta giornata e in programma domani alle 18.30. Alla vigilia del match, Gian Piero Gasperini ha parlato in conferenza stampa, rispondendo alle domande dei cronisti presenti nella sala stampa del Centro Sportivo Fulvio  Bernardini. Ecco tutti gli aggiornamenti sull'evento.

Torino-Roma fu il "battesimo" di Malen. Ha segnato 19 gol in 21 gare in Serie A: ci credeva? Si aspettava questo rendimento? Che cos'ha di così speciale?

"Difficile pensare a questi numeri, al tempo. Sono straordinari, fuori dal normale: sono un qualcosa di speciale che questo giocatore ha fatto con continuità. Sono passate tante partite e i numeri sono significativi, per come sono stati raggiunti, con quali caratteristiche e quali qualità. Sapevo che Malen potesse essere importante, ma siamo andati oltre!".

Su Mora: ai suoi occhi si è già inserito bene negli schemi d'attacco? Ed è già affidabile?

"Vedo quello che vedete tutti: è di grande talento, ha bisogno di completarsi fisicamente e tatticamente. Lui è arrivato da poco, ma quello che ha già fatto vedere quando ha giocato dal 1' o a gara in corso, praticamente sempre, è quello che fa un giocatore di grande livello e talento. Non credo che al mondo ci sia un giovane che può essere più protagonista di lui in questo momento".

In difesa stanno aumentando i titolari. Le gerarchie possono cambiare?

"Vi prego di smetterla di parlare di gerarchie. Non va bene nei confronti dei ragazzi, che stanno dando il massimo: non esistono giocatori che sono davanti agli altri e il concetto non fa bene alla squadra. Ghilardi è cresciuto, Koulierakis è arrivato e sarà un'alternativa importante; conoscevamo le qualità di Balerdi, ha fatto grandi cose a Marsiglia ed è un ragazzo di grande spessore. Se entriamo nel discorso delle gerarchie... Non funziona così per chi fa la Champions. In queste squadre ci sono tanti titolari e non ci sono promozioni o bocciature".

La Roma viene da due sfide dispendiose, dal punto di vista mentale. Qual è il rischio, avvicinandosi alla partita? Si può pagare qualcosa dal punto di vista psicologico?

"Bisogna sempre avere un gruppo solido, come il nostro, e non va mai minato. Qui ci sono tutti giocatori che portano soddisfazione, quando vengono impiegati lo si fa con la massima fiducia. Non c'è uno standard unico per gestire determinati periodi in cui si gioca molto: si naviga un po' a vista, sperando di azzeccare qualche volta, perché i giorni tra una gara e l'altra diventano pochi. Sarà così dopo la sosta, quando si giocherà in modo più ravvicinato rispetto ad ora. Quello che penso io è che se un giocatore sta bene può giocare; chi sta male, può recuperare, lo aspettiamo. I giocatori vivono di cicli, bisogna cercare di prendere il meglio in qualunque momento, considerando che tutti sono affidabili e che non esistono bocciature. Una volta gioca uno, un'altra volta gioca l'altro. Altrimenti entriamo in un meccanismo di polemiche che fa danni alla squadra".

Ha visto lo striscione dedicato a Bergamo a de Roon? Come l'ha presa? Ne avete parlato?

"Ne parleremo oggi. De Roon è stato un giocatore che ha portato in alto il nome dell'Atalanta e di Bergamo, facendo qualcosa di straordinario in Italia e nel mondo. Averlo qui è una fortuna, lui e Balerdi sono giocatori di spessore. Quella di lasciare Bergamo non è stata una scelta sua: non rientrava, giustificatamente, nelle scelte fatte dall'Atalanta. Che cosa doveva fare? La scarpa vecchia in uno sgabuzzino? Sono contento di averlo qui, sarà importantissimo, niente toglie qualcosa a ciò che ha fatto. Lui è uno striscione a tutta curva per quella società".

Giocherà?

"Non lo so, vediamo. Sta crescendo, sarà importante a centrocampo, dove i quattro sono tutti importanti".

Chiarito il discorso sulle gerarchie, Dybala è plausibile che possa inizialmente riposare? O vale il discorso di prima?

"Se sta bene, gioca sempre. Non ci sono dubbi. Uno si riposa quando è stanco, se sta bene lo vuoi mettere a dormire? (ride, ndr) Non si può prevedere se un giocatore si infortuna, non c'è la sfera di cristallo. Se le partite sono ravvicinate o ha bisogno, è giusto che abbia una settimana, due... Un mese... Noi affronteremo questo tema, di volta in volta. Dovremo cercare di sfruttare il momento buono di tutti, perché tutte le partite sono dure. Non è che col Torino è meno difficile delle altre. Troveremo una squadra determinata, che vorrà fare il massimo: se non si sta bene e al massimo, non si può avere la presunzione di poter vincere dando una percentuale più bassa di ciò che si può. Servirà una grande partita a Torino, come le altre, in modo diverso. Serve una squadra al massimo. Dovremo sempre dimenticare la partita che abbiamo giocato: Atalanta, Fenerbahce... Ora c'è il Torino e domani dovremo essere a posto".

Castro è sempre entrato bene, gli manca il gol. Può partire dal 1'?

"Così è un titolare e Malen diventa riserva? (ride, ndr) Torniamo sempre a queste idee... Castro è importante, sono felice che sia qui, sta facendo bene e continuo a essere fuori da questa mentalità relativa alla titolarità. C'è lui, poi ci sono Malen, Dybala, Mora, Soulé... Tutti stanno facendo bene. Castro è entrato quasi sempre, così come Mora. Anzi, domani recuperiamo Pellegrini, sarà convocato. E forse, per la prima volta, saremo tutti: Lulli era influenzato, ieri aveva la febbre e oggi potrebbe stare meglio. Questi 20 più i portieri potranno essere a disposizione di una gara importante che vale come le altre".

Anche Koné ci sarà quindi?

"Koné proverà oggi a esserci, potrebbe esserci".

Avete preso solo due gol al rientro dall'intervallo. Per lei è una casualità?

"Intanto cerchiamo di evitarlo! Non lo so, abbiamo preso questi due gol in partite giocate bene. Staremo più attenti, ma l'importante è proprio non prenderli".

Come sta Koulierakis?

"Sta bene, sta molto bene e sono molto contento di lui. Lei non vuole vedere Hermoso o Ndicka? C'è sempre qualcuno che sta fuori. Le assicuro che anche domani la Roma giocherà in 16 e purtroppo altri 4 non giocheranno. Magari giocheranno la partita successiva".

Come stanno mentalmente Wesley e Molina?

"Dobbiamo aspettarci il massimo. Wesley ha preso una brutta botta sul ginocchio in Turchia, cosa che lo ha condizionato nel finale. Ma sono atleti molto forti fisicamente, che in due giorni recuperano, figurati in quattro! Molina lo vedo in crescita: lui come de Roon e gli ultimi arrivati stanno crescendo. Gli altri vengono dal 13 luglio, c'è un mese e mezzo di differenza. Ma il valore non può essere messo in dubbio".

Finora la squadra ha reagito bene alle difficoltà. Pensa che sia una qualità già consolidata?

"Il gruppo mi soddisfa per come si allena, per come affronta le gare, tutte complicate. Arriva sempre con una bella mentalità, con voglia di giocare la partita sul piano tecnico e fisico, con voglia di fare il risultato. Ha saputo portare dalla sua parte la gente, che apprezza; poi ci sono le partite, che sono equilibrate e molto difficili per tutti. Ora si entrerà in una fase diversa, con più rodaggio da parte di tutte le squadre. Penso che sarà un campionato duro ed equilibrato per tutti. Tutte le gare saranno difficili, con l'aggravante che chi fa le coppe dovrà resettare sia vittorie, sia sconfitte, e velocemente, calandosi in una sfida nuova ogni volta. Si tratta di un limbo infernale, ma questo è il calcio di oggi. La capacità dei giocatori deve essere quella di guardare avanti".

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