Gasperini: "Dybala non ha niente di particolare. Sono innamorato di questa Roma"
Il tecnico parla alla vigilia della sfida contro l'Atalanta, valida per la terza giornata della Serie A 2026-27. Ecco tutti gli aggiornamenti sull'evento
(GETTY IMAGES)
Gian Piero Gasperini e i suoi calciatori si preparano al big match dell'Olimpico contro l'Atalanta. Domani alle 20.45, la Roma scenderà in campo contro i nerazzurri, nella sfida valida per la terza giornata della Serie A 2026-27, e alla vigilia del match il tecnico è intervenuto in conferenza stampa. Ecco tutti gli aggiornamenti sull'evento.
Prima curiosità: le condizioni di Dybala? Non essendo arrivato l'attaccante esterno, state pensando agli svincolati? Salah-Eddine sarà reintegrato?
"Uno per volta! (ride, ndr) Dybala non ha niente di particolare, ma oggi proverà: è importante che si sente sicuro e tranquillo. Ci saranno tre partite in una settimana e deve essere sicuro di poter giocare. Sono gare molto importanti, da giocare al meglio. Difficile attingere agli svincolati, non so quali possano essere le opportunità. Non ci conterei moltissimo. Salah-Eddine ha avuto tre o quattro opportunità che ha rifiutato; sono state fatte scelte tecniche e non rientra nei piani della Roma".
In che cosa deve migliorare Malen?
"Va bene così! Magari nei gol di testa... Vediamo!".
Questo è il primo banco di prova per capire se la Roma ha maturato esperienza? Comincia la prova di maturità?
"La squadra ha dimostrato di avere maturità. Più che altro, è una prova di forza, di valore. Nelle prime dieci-dodici giornate incontriamo tante squadre d'alta classifica, come la Fiorentina; vincere a Lecce non è mai facile e ora incontreremo Atalanta, Inter, Como, Napoli... Ci saranno tutte queste partite, più la Champions, da giovedì in Turchia. Si tratta di un percorso. Lo affrontiamo, a partire da domani: affrontiamo una squadra di assoluto valore, che è partita bene. Un incontro che vale l'Europa".
A che punto è la crescita di Mora? Dobbiamo abituarci a quest'altalena? Il ballottaggio con Soulé sarà costante?
"Abbiamo giocato due partite e lui ne ha giocate due su due. Se uno parte dalla panchina non vuol dire che non sia un titolare. E' giovane, ha tanti margini e deve adattarsi al campionato, ma ha già fatto vedere il suo talento nelle prime due. Siamo di fronte a un ragazzo molto giovane, con ampi margini di crescita sul piano fisico, di resistenza e della tenuta. Ma è di assoluto valore, è difficile negarlo".
Ndicka ha recuperato? Per Pellegrini, invece? Inoltre, c'è distanza tra domani e Champions, poi arriva il Torino lunedì: ci saranno cambi?
"E' difficile fare previsioni; spesso ci si fa un programma, poi si viene smentiti. Gli scontri sono avvicinati, ma è imprevedibile ciò che accade in campo. Abbiamo passato due mesi con zero infortuni, con tutta la rosa a disposizione, seppur con giocatori arrivati in tempi diversi. Con Serie A e Champions, qualche giocatore si ferma sempre e bisogna sperare che gli infortuni siano brevi. Fa parte di questo sport. Quello che cerco di fare è far giocare chi non è affaticato o ha qualche piccolo acciacco. Sotto questo tipo di ottica, faccio determinate scelte, ma non possiamo fare programmi. Se faccio giocare chi sta bene, l'altro in 3-4 giorni può recuperare. Con infortuni più lunghi, è più difficile. Ndicka sta meglio, domani credo che sarà della partita: oggi proveremo lui e Dybala. Pellegrini ha iniziato a fare qualcosa col gruppo, ma per giocare non so se tornerà con l'Inter o dopo la sosta".
Per otto anni, l'Atalanta è arrivata sopra la Roma, poi è arrivato lei ed è cambiato tutto. Era l'ago della bilancia? E con Totti parlerà di futuro?
"Assolutamente no! Io mi sento libero di frequentare chi mi dà conoscenze ed emozioni, oppure con cui si sta bene insieme. Non c'è mai un secondo fine. L'Atalanta è cresciuta negli anni e ha superato parecchie squadre: tante volte è arrivata terza e poteva arrivare seconda, ci sono stati tanti scontri ravvicinati che potevano determinare la classifica nelle giornate finali e così è stato lo scorso anno. L'allenatore ha il suo peso, ma tutto dipende da ambiente e squadra, che lo scorso anno è stata eccezionale. E' sempre stata dentro o molto vicina alla zona Champions; poi, il finale ha determinato il risultato".
Nelle rotazioni del centrocampo è uscito El Aynaoui, mentre è entrato de Roon. C'entra anche la valorizzazione di Pisilli?
"Pisilli è molto avanti, è più maturo, è cresciuto ed è forte. Non faccio gerarchie, ho quattro giocatori. De Roon, come Balerdi e Molina, gli ultimissimi arrivati, ha bisogno della migliore condizione. Loro faranno spezzoni e a tempo pieno li vedremo probabilmente dopo la sosta. Pisilli, Koné e Cristante sono solidi, non ci sono gerarchie. Se qualcuno ha un acciacco, gioca chi sta meglio. Anche nelle rotazioni è così, ma magari tra un mese gioca di più qualcun altro. Chiunque, però, fa parte della partita: si gioca in 16, le gare sono tante e non vanno fatte distinzioni tra chi parte dal 1' e chi entra. Vedrete che presenze e minutaggi saranno vicini per tutti, senza infortuni".
Parla spesso della disponibilità del gruppo, sembra che ne sia innamorato!
"Bravo! E' giusto, è così. Qui si ha piacere a venire. Si sta bene quando ci si allena. E quando si è in un ambiente senza screzi, senza antipatie e con piacere nello stare insieme, è bello. E' bello vedere il piacere con cui ci si allena. Questo è un bell'ambiente e il merito è dei giocatori, principalmente. Indipendentemente dai risultati, abbiamo costruito un ambiente molto sano".
Quando affrontate difese a quattro, gioca con un trequartista. Castro-Malen può essere una possibilità? E Mora può agire da seconda punta?
"Sono tutti duttili, possono interpretare diversi schemi. Castro e Mora, giocando sempre di più, avranno ancora più chance di inserimento. Ma già Soulé, Malen, Dybala e Pellegrini non avranno difficoltà".
Sarri è conosciuto per la maniacalità nel possesso. Ha pensato a qualcosa per rendere meno confortevole la loro facilità nel tenere il pallone?
"Sotto il profilo tecnico, l'Atalanta è di assoluto valore. Ha fatto due vittorie di fila, si è rinforzata e ha preso Kessié, Rowe, che si inseriscono in un organico di alto livello. Ha una rosa da Champions, con cambi importanti e giocatori molto affidabili. Il nuovo allenatore ha bisogno di un po' di tempo, è risaputo, così come il valore di Sarri. Agevola il fatto che siano partiti bene, il tempo anche".
Come sta Soulé? La decisione sugli svincolati riguarda anche l'esterno di centrocampo?
"Per Soulé, la pubalgia è un lontano ricordo. Sta bene, ha fatto ottime partite. Sul mercato, mi sono espresso prima: non lo so, valuteremo e non sono così fiducioso. Poi, se escono opportunità...".
C'è qualcosa che a Roma l'ha cambiata come allenatore?
"Mi ha arricchito, sempre. Ci si arricchisce sempre. Sono in un ambiente diverso dopo 9 anni di grandi soddisfazioni, con una città diversa. Non è stato facile andarmene, ma sono felice della scelta fatta: non potevo dare di più lì, ma ho sempre grande riconoscenza. Avevo voglia di sentirmi di nuovo vivo e Roma è stata il massimo in questo. Ti motiva, ti stima. C'era la prospettiva di fare qualcosa in più".
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