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Gasperini: "I Friedkin hanno fatto il possibile sul mercato. Malen? Può insidiare Higuain"

Il tecnico della Roma alla Gazzetta dello Sport: "Mi sono detto: 'Se sposto Donyell vicino alla porta, diventa letale'. Mora un grande, la Champions un punto di partenza"

(GETTY IMAGES)

PUBBLICATO DA La Redazione
04 Settembre 2026 - 08:26

Gian Piero Gasperini ha rilasciato una lunga intervista alla Gazzetta dello Sport. Ecco uno stralcio delle parole del tecnico della Roma.

Lei ha impedito che Koné venisse venduto.

"Ma no, è un merito che mi hanno attribuito ingiustamente. Io fino alla partita di Lecce non avevo sentito nulla su Koné, dopo non ci sarebbe stato più tempo per le trattative. E comunque non ci è mai arrivata una proposta ufficiale".

Per tanti il Fair Play Finanziario è una sorta di supercazzola della Uefa. Lei lo ha capito?

"Con mio grande rammarico, credo di sì. A giugno pensavo che avessimo risolto i problemi con i soldi della qualificazione in Champions. Quando abbiamo provato a prendere Greenwood e Summerville, ho capito che non era così. L'estate è stata una tortura, rivedere di continuo le idee di mercato e rinunciare a ragazzi che erano entusiasti di venire alla Roma, per ragioni di monte ingaggio. La proprietà, compatibilmente ai paletti finanziari, ha fatto tutto il possibile. E comunque, il mio rammarico è stato compensato dalla voglia di restare di un gruppo di ragazzi che si sono tagliati lo stipendio e hanno messo davanti a tutto l'amore per la maglia e per la piazza: Dybala, Hermoso, Mancini, Cristante, Pellegrini, Lulli... Questo spirito è la nostra forza, non succede ovunque".

Che cosa l'ha fatta innamorare di Malen?

"Il primo tocco, con cui si crea lo spazio. Con il secondo si prepara, col terzo spara. Mi sono detto: se sposto quei tre tocchi vicino alla porta, diventa letale. Infatti... Deve mantenere la fame, anche se ha già segnato. Si può sbagliare, ma c'è modo e modo. A Lecce l'ha fatto con troppa leggerezza. Se insidia il record dei 36 gol di Higuain, non mi sorprende".

Qualcuno teme che Mora sia un nuovo Zaragoza...

"Nooo! Questo è un grande vero. Ogni palla che tocca, succede qualcosa. Come succede ai grandi".

Sul giovane Lulli?

"Lo facevo allenare con noi già la scorsa stagione. Per valori atletici, velocità e resistenza, è superiore a tutti, anche a Wesley. Una forza della natura e un ragazzo d'oro. Deve crescere tecnicamente. Molina è quasi pronto: giocherà spesso a sinistra, per sfruttare il gran destro quando rientra".

Sull'Atalanta?

"Fortissima, con il potere economico di una big. Come lo scorso anno, resta un punto di riferimento. Sapevo che se fossimo finiti davanti alla Dea, avremmo avuto buone chance di Champions".

La Champions?

"Per noi è un'occasione per conoscerci. Sappiamo già che in Italia ce la possiamo giocare, ora scopriremo se possibile anche in Europa. L'esperienza internazionale di Balerdi e de Roon sarà un aiuto in più. Comunque, per noi sarà un punto di partenza".

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