Claudio Ranieri ha incontrato questa mattina i giornalisti in conferenza stampa prima di Inter-Roma. Ecco le sue dichiarazioni:

Che effetto le fa tornare a San Siro da allenatore della Roma?
Già mi fa effetto essere l'allenatore della Roma, poi lo stadio cambia poco. Essere tifoso e allenare la tua squadra ti fa essere orgoglioso oltre ogni limite. Andare giocare contro una squadra che sta lottando ed è molto vicina alla Champions per me è una bella sfida.

La partita con l'Inter può essere un banco di provare per capire a che punto è la Roma?
Credo che se ci fosse una battuta d'arresto non cambierebbe il nostro umore, un risultato positivo ci potrebbe dare una spinta notevole. Io la metterei così: far bene significherebbe molto, perdere non cambierebbe molto la nostra determinazione nel voler arrivare fino alla fine lottando su ogni pallone.

Pellegrini offre più garanzie di Nzonzi a centrocampo?
 Lo sapete che io decido sempre alla fine, ho visto tutti i ragazzi vogliosi per questo prenderò tutte le decisioni domani sera. Però condivido questo pensiero, Pellegrini ha un passo più veloce mentre Nzonzi è un punto di riferimento che gioca a due tocchi ed è un giocatore importante per ogni squadra.

Sia lei che Spalletti avete allenato entrambe le squadre, che differenza c'è tra Roma e Milano? Come valuta il lavoro di Spalletti?
Non valuto il lavoro degli altri, facciamo un lavoro difficile noi allenatori.Non valuto mai perché il successo l'insuccesso spesso sono figlie dei dettagli. Ogni città ha le sue differenze e poi dipende molto dal momento storico in cui si arriva su una panchina. Spalletti conosce benissimo Roma e sta conoscendo ora Milano, io ho avuto poco tempo per conoscere Milano. Sono arrivato e andato via in corsa. Ho avuto la sfortuna di perdere due giocatori importanti come Motta e Coutinho. Fino a quando ci sono stati loro l'Inter si era ripresa, quando Motta è andato al Psg ci siamo spenti.

Con l'Udinese ha rinunciato a Schick all'intervallo, sabato rivedremo la coppia Dzeko-Schick?
Io non cambiato idea nell'ultima partita. Ho fatto il farmacista, sapevo che problematiche avevo in squadra e sapevo che De Rossi non avrebbe potuto tenere tutta la partita. Così nella mia mente ho detto: "Se parto con Pellegrini poi si stanca anche lui" e sono partito con le due punte. Domani sera farò le mie valutazioni sapendo che affronteremo una squadra forte, che pressa e lotta e io dovrò schierare i miei giocatori pensando sui 90 minuti.

A prescindere dal modulo potremmo vedere Zaniolo più accentrato?
Nicolò ora non è nel suo momento migliore, io credo che il suo miglior ruolo sia quello di mezzala. Per me dietro la punta o sull'esterno penso sia la stessa cosa, per conformazione fisica e mentale io credo che sia una mezzala a tutto campo. Dico in questo momento, è un ragazzo di 19 anni, poi esploderà e ci farà vedere altre cose. Ma in questo momento il ragazzo è una mezzala.

Quando parla di Roma le brillano gli occhi, perché è così difficile essere profeta in patria?
Io mi trovo bene qui a Roma. A me poi brillano gli occhi per due squadra: la Roma e il Cagliari. A Cagliari mi hanno dato la possibilità di emergere partendo dalla Serie C alla Serie A. Io ho tutte le mie ex squadre sulla mia mente e su tutte ci sono Roma e Cagliari. Io non mi sento un profeta, sono un professionista che certe volte ho avuto la possibilità di lavorare al meglio e certe volte sono arrivato in momenti storici non positivi, ma questo non solo a Roma. Forse questo è il mio karma e sono arrivato sempre in momenti particolari. Ma io sono contento della mia carriera e non è finita, chissà cosa mi aspetta il futuro.

Le ultime vittorie hanno dato convinzione alla squadra? Si sente ora in sintonia con i ragazzi?
Questo mese e mezzo ci ha portato ad una conoscenza migliore, per loro è più facile perché io sono uno. Io ci metto di più perché sono tanti. Fortunatamente riesco a capirli. Le ultime due partite ci hanno dato autostima: non prendere gol, soffrire e vincere ci ha aiutato. Per questo dico che perdere a San Siro non cambia la nostra prospettiva: noi sappiamo di dover lottare e far vedere ai tifosi che vogliamo arrivare fino in fondo a testa alta.

Conte ha detto che cerca una società con un progetto solido, la Roma è in grado di offrirlo? Che sia Conte, lei o un altro allenatore?
Mi fa piacere che ci mettete dentro anche me (ride ndr). Questo non sta a me, io so quello che devo fare io. Io devo portare la Roma più in alto possibile, poi non sono io a dover fare programmi futuri. Noi allenatori siamo sempre gli ultimi a sapere le cose, io penso a fare il mio per quest'anno, poi dipende da quello che vorrà fare il presidente e da quello che succederà alla fine del campionato. Lo sapete da sempre, una cosa è arrivare in Champions e una cosa è non arrivarci.

Sabato vedremo il 433? Under è pronto?
Io vedo tutti bene, le mie considerazioni le farò domani in base a come stanno e a che mi può dare sicuramente i 90 minuti. Devo capire quanti giocatori me li possono garantire e quanti noAllora non posso mettere in campo 4 giocatori che non hanno i 90 minuti perché io posso fare solo tre cambi. Come al solito ho detto tutto e non ho detto niente (ride ndr). Ma è la verità ragazzi, che mi devo inventare?

La Roma è più sicura in costruzione o dovrà essere sempre giudiziosa?
Noi dobbiamo essere sempre giudiziosi. A me piace una squadra che gioca all'attacco, mi piace dare emozioni al tifoso. Quante squadre partono da dietro e arrivano al gol? Io sono un allenatore pratico, vedo cosa possono fare al meglio i miei giocatori e non li voglio portare a rischiare. In questo momento noi dobbiamo essere pratici dando emozioni ai nostri tifosi lottando su ogni palla, mettendoci il cuore su ogni intervento e far capire ai nostri tifosi che vogliamo vincere. Io devo cercare gli strumenti idonei per far succedere questo in campo.