Domanda: tra tutte le operazioni di mercato effettuate dal senor Monchi nel mercato estivo dello scorso anno, quale votereste come la peggiore? Qualcuno risponderà sicuramente Pastore, qualcun altro Nzonzi, altri ancora l'accoppiata di centrali difensivi Marcano e Bianda, ma di sicuro per parecchi, probabilmente la maggioranza, la risposta sarebbe Robin Olsen. Con un aggravante, cioè el senor Monchi è stato un portiere, e un'attenuante, cioè c'era da scegliere un numero uno che doveva mettersi sulle spalle la scimmia di un campione come Alisson. Il risultato è che lo scimmione dell'ex International di Porto Alegre, lo svedese non se lo è mai scrollato dalle spalle. Una prima parte di stagione tra bassi e alti, poi un periodo in cui aveva dato risposte confortanti, infine, però, praticamente dall'inizio di questo 2019, una prestazione negativa dopo l'altra, fino al punto che Claudio Ranieri lo ha sistemato in panchina per dare spazio a Mirante, dodicesimo designato. Questo balletto, di fatto, alla Roma ha fatto capire che per il dodicesimo può stare tranquilla. Per il resto, però, nel prossimo mercato la questione portiere titolare la società giallorossa la dovrà affrontare, sperando, peraltro, di trovare una sistemazione allo svedese arrivato dal Copenaghen, avendo come obiettivo pure quello di non dover fare i conti con una minusvalenza (Olsen è stato pagato 9 milioni, spesa ammortizzata per un anno, per fare pareggio si dovrà cederlo a non meno di sette milioni e la cosa non sembra una passeggiata di salute).

Ipotesi Dragowski

Sul fronte portieri Ricky Massara si sta muovendo, ovviamente con il suo stile fatto di educazione, silenzi e sorrisi di circostanza. Di sicuro possiamo dire che non più tardi di una decina di giorni fa, il direttore sportivo giallorosso a Trigoria ha incontrato il procuratore polacco Mariusz Kulesza. Che, in Italia, ha un portiere che sta facendo bene, Bartlomiej Dragowski, classe 1997, nazionale polacco under 21, cartellino di proprietà della Fiorentina (pagato due milioni), ma ora in prestito all'Empoli, estremo difensore che l'Atalanta, nel posticipo di lunedì scorso, si ricorderà a lungo visto che gli ha parato di tutto e di più stabilendo pure il record di parate in una partita (17). È un nome da tenere presente per il futuro giallorosso. Anche perché il suo procuratore, dopo la gara contro l'Atalanta, ha fatto capire che la scelta della Fiorentina di Lafont chiude le porte al suo assistito, mentre il baby polacco ha bisogno di giocare per far vedere di poter aspirare a club importanti. Discorso che è stato illustrato anche nelle stanze di Trigoria. Dove, peraltro, tra le parti si è parlato pure d'altro. Cioè della possibilità che si crei una collaborazione tra la Roma e lo Jagellonia, club polacco, dove Dragowky ha cominciato e, pure, dove il presidente è il cugino del procuratore.

Cragno prima scelta

Il polacco, comunque, non rappresenta, almeno per ora, la prima scelta per la porta romanista. In pole, e non è un mistero, c'è Alessio Cragno del Cagliari, portiere che la Roma sta seguendo da tempo. Un primo approccio con il club sardo è già stato fatto, ma il prezzo del cartellino con Cragno che ha conosciuto anche la maglia azzurra, al momento è considerato esagerato. Il Cagliari, peraltro, ha fatto capire che potrebbe essere interessato a inserire nell'affare il cartellino di Luca Pellegrini (ora in prestito in Sardegna), cosa però che la Roma non ha nessuna intenzione di fare essendo intenzionata a riportare l'esterno sinistro a casa. Semmai si potrebbe ragionare con altri giocatori (Gerson per esempio, qualche giovane della Primavera, ma si potrebbe inserire anche Olsen) per chiudere un affare che altrimenti rischierebbe di essere troppo oneroso considerando anche che il mercato giallorosso non è azzardato prevederlo piuttosto esuberante in uscita e in entrata. L'altro nome che sicuramente piace a Trigoria, in particolare a Ricky Massara, è quello del tedesco Trapp, ora all'Eintracht Francoforte ma cartellino di proprietà del Psg. Magari all'emiro si potrebbe far presente che, dopo Pastore, sarebbe il caso di rimettere le cose a posto.