Eusebio Di Francesco ha parlato in conferenza stampa alla vigilia di Chievo-Roma. Queste le sue parole: "Olsen non sarà convocato per un problema al polpaccio e non sarà convocato. Manolas anche non sarà convocato per un problema al pube. Per il resto è da valutare solo Daniele De Rossi che rientrato dopo 90 minuti e ha fatto dei buoni allenamenti, ma è normale che non è nelle condizioni ottimale per affrontare più impegni ravvicinati. Ma sono molto contento di come sta in questo momento. Abbiano recuperato Jesus che ha accorciato i tempi di recupero ed è convocato, ha fatto il primo allenamento con la squadra e abbiamo sensazioni positive".

Chievo, Udinese, Bologna, Spal... La Roma con le piccole ha perso molti punti. 
"I punti li abbiamo persi da tante parti ed è successo anche ad altre squadre visto che siamo tutti a lottare per il quarto posto. Sono squadre che vanno affrontate in un certo modo, perché sono agguerrite, lavorano molto sulla fase difensiva. Noi siamo stati poco continui, spesso abbiamo dominato la partita senza chiuderla. Ora dobbiamo essere più cinici e fare una fase difensiva come quella col Milan. Giocando nello stesso modo e difendendo come col Milan sappiamo che potremo avere la meglio".

Col Milan la corsia di destra è cresciuta, con Karsdorp e Schick. Può essere riproposta?
"Sì. Rick rispetto al passato ha avuto più continuità in fase difensiva, dove lui può peccare di più perché viene da un campionato differente e ha qualità offensive. Ha lavorato veramente bene, leggendo situazioni nel modo giusto e dando equilibrio. Patrik ha messo dentro la cattiveria che deve far parte di ogni calciatore, perciò sono soddisfatto. Potrebbero essere riproposti e non solo in questa partita".

Può salire il livello di Nzonzi se si ritrova con due mezzale di spinta?
"De Rossi e Nzonzi sono due giocatori diversi, può fare il mediano nel 433 ma con caratteristiche differenti. Col 4231 abbiamo fatto partite ottime, mancando nella continuità. Al di là del sistema di gioco, giustamente si è parlato di atteggiamenti mentali. Sono più importanti. Sapete che a me il 433 piace a priori, per ciò che porta in campo come catene e movimenti. Ci sta che a Chievo riproporremo lo stesso sistema, ma potremmo anche riproporre il 4231".

Zaniolo contro il Chievo ha bisogno di riposare?
"Giocherà di nuovo. A livello mentale è libero, sfruttiamo questa sua gioventù. E' normale che deve migliorare nelle scelte, a volte è troppo generoso. Sembra un paradosso, ma a volte quando fai troppo puoi cadere in certi errori, come anche Lorenzo Pellegrini".

Dzeko e Schick di nuovo insieme?
"Sì, possono essere riproposti insieme. Il centravanti è Edin. Voglio sottolineare che la squadra non può avere una risposta fisica dopo 4 giorni da Firenze. Ci sono altri aspetti. Non è detto che giocando tanto arrivi la condizione, che arriva non dalle partite ma dagli allenamenti. Questa squadra l'ho vista allenarsi bene, ma non basta. Poi devi stare in partita".

Jesus è pronto per giocare dall'inizio o gioca Marcano?
"Vuoi sapere la formazione. Difficile che Jesus parta dall'inizio. E' già tanto che sia a disposizione. Ha ritrovato un po' di sicurezza, ma ricordatevi che sembrava si dovesse operare e non ha camminato per alcuni giorni".

Come siete riusciti a cambiare l'atteggiamento di Schick?
"Si era creata una situazione particolare domenica. Lui è cresciuto in questo senso. Ha messo un po' di determinazione in più. Non dipende solo dall'allenatore ma da tutto ciò che c'è attorno, anche dai compagni. Ha capito che è arrivato il momento di crescere negli atteggiamenti e nella determinazione, non c'è solo l'eleganza e la classe, bisogna anche sporcarsi per giocare a calcio: credo che questo messaggio sia passato ma deve continuare a crescere".ù

Florenzi sta vivendo un momento di difficoltà. La crescita di Karsdorp è uno stimolo per lui?
"Sì, sono convinto che la competitività sia sempre uno stimolo. Io a inizio stagione voglio sempre due giocatori per ruolo. Florenzi arriva da un periodo in cui ha avuto la febbre e non ha avuto continuità, questo un po' l'ha colpito. Ma vedendo gli allenamenti so che tornerà a brillare. Tutti siamo un po' in sofferenza, ma le prestazioni e i risultati riporteranno i giocatori importanti a un certo livello".

Avete parlato con Kolarov delle critiche ricevute dalla tifoseria? A lei è capitato da giocatore?
"Siamo tutti uomini, anche sbagliando. Si possono dire cose sbagliate. E poi diventano più grandi di quello che sono e a Roma si enfatizzano. Lui è il primo dispiaciuto. Non so bene cosa sia accaduto esattamente e per sentito dire non mi piace parlare. Kolarov è stato difeso perché ha sempre difeso questa maglia. Ha giocato un mese e mezzo col piede fratturato, usciva con le ciabatte e non camminava. Ha fatto più infiltrazioni di quello che può essere lecito, per giocare. Senza quasi mai allenarsi, per mettersi a disposizione della Roma. Poi accadono delle cose su cui ci si può mettere una pietra sopra. Puoi chiedere anche scusa. Spesso capita anche a me che persone si rivolgano senza portare rispetto: io faccio finta di non sentire. A volte bisogna mettere nei loro panni e capire quando si reagisce. Lui è molto importante della Roma, lo dobbiamo sostenere perché ha sempre dato il massimo".

Fuzato che giocatore è?
"Grazie al lavoro di Savorani è cresciuto tantissimo. Gli manca esperienza nelle partite. Col Chievo giocherà Mirante. Ha superato anche lui il problema al polpaccio. Fuzato è un portiere di prospettiva, lo vedo bene e cresce ogni giorno". 

Zaniolo ha scalato posizioni ai danni di Pastore. Qual è il problema dell'argentino, scarsa condizione o non si adatta ai suoi schemi?
"Nessuna delle due. Quando giochiamo il 4231 il trequartista è facilitato. Sono tante le componenti che non lo fanno rendere al meglio. E' normale che gli manca continuità. Anche per colpa mia non gioca con continuità e non trova la condizione adeguata. Ci sono però situazioni che non lo avvantaggiano. Javier deve allenarsi al meglio, sapendo che davanti ha Zaniolo che sta facendo benissimo. Mi auguro che duri alla lunga, ma abbiamo bisogno di Pastore. C'è bisogno che torni ad essere il giocatore che conosciamo".