Arrivato alla Roma per sostituire Edin Dzeko, Tammy Abraham è stato sicuramente il colpo più importante dell'estate romanista. Il centravanti inglese è arrivato nella Capitale a fronte di un corrispettivo fisso di 40 milioni di euro che il club dei Friedkin hanno riconosciuto al Chelsea, al quale ci sono da aggiungere anche circa 5 milioni di bonus. Dopo due gare, entrambe positive, già disputate con la squadra di Mourinho, il nuovo numero 9 si presenta in conferenza stampa. Di seguito, tutte le sue dichiarazioni.

Pinto su Abraham

"Sono felice di essere qui per presentare Tammy. Le ultime due partite sono state importanti per far capire a tutti che giocatore è. Lui è stata la prima scelta per noi. Prima di parlare del giocatore, voglio parlare della sua voglia di venire qui, di uscire dalla sua Londra e venire a Roma per un progetto ambizioso. Sono molto felice perché siamo riusciti a convincere lui".

Le parole di Abraham

Quanto è stato importante parlare con Mourinho per la tua decisione. Pensi che la Roma possa vincere già quest'anno, ad esempio la Conference League?
"Ho avuto modo di parlare prima di arrivare con José e con Tiago, mi hanno spiegato che il club è ambizioso e anche io sono così. Sono arrivato qui non solo per segnare gol, ma per vincere. La Conference è un torneo complicato e lungo, ma dobbiamo pensare partita dopo partita".

Pensi di giocare con un altro attaccante, per esempio con Shomurodov?
"Io non sono nato attaccante, ho iniziato a giocare come ala destra e poi mi sono spostato al centro. Sono abituato a ricoprire diversi ruoli, in diversi moduli e con diversi compagni. Dipende da ciò che sceglie il mister, io devo dare il meglio di me stesso sempre in termini di assist, gol e supporto alla squadra". 

Cosa pensavi della Serie A prima di arrivare qui? Cosa pensano i giocatori inglesi dell'intensità del nostro campionato in confronto a quella della Premier?
"Guardando giocare le squadre italiane ti rendi subito conto di come sia un calcio tattico, le squadre difendono sempre bene e sono messe bene in campo, è difficile trovare spazi per attaccare e fare gol. In Premier League le grandi squadre dominano il gioco contro le piccole, in Italia mi sembra che sia più equilibrato. Qui tutte le squadre sono preparate, questa è la differenza maggiore secondo me". 

Per un giocatore giovane e inglese lasciare la Premier è difficile, sei qui per Mourinho? Cosa rappresenta per te lui? Come ti può aiutare a crescere?
"Non ho scelto la Roma soltanto per Mourinho. La sua presenza è stata importante per la mia decisione, ma ho sempre seguito in tv nelle grandi competizioni la Roma da quando sono piccolo. Ho giocato con Rudiger ed Emerson e il primo in particolare mi ha sempre parlato bene del club. Questo ha avuto un peso importante nella mia scelta. Mourinho è un vincente, un lavoratore, caratteristiche in cui mi ritrovo".

Ti sei ritrovato in un giro di attaccanti come Dzeko e Lukaku, ti ha fatto effetto. Pensi di aver già avuto un impatto sulla squadra?
"Mi sono sempre concentrato sul calcio, ho sempre provato ad aiutare la squadra che rappresentavo. Quando è arrivata la Roma ho pensato subito di venire qui. Indosso la 9, che era di Dzeko, un attaccante che ho sempre ammirato. Complimenti a lui per quanto ha fatto qui, ora toccherà a me prendere la sua eredità pesante, io però credo nelle mie capacità e penso di poter fare bene. Sono un calciatore giovane che può crescere tanto. Devo dire che da quando sono arrivato qui i tifosi e i compagni sono stati fantastici, questo mi ha fatto sentire a casa e a mio agio. Quando si hanno dei tifosi così fantastici, i giocatori provano a fare l'unica cosa possibile, ripagare il loro affetto con delle belle prestazioni. A me piace giocare con il cuore, sudare la maglia e lasciarci anche il sangue se serve. Spero di aver avuto un buon impatto". 

Il Chelsea ha preferito comprare su Lukaku invece che puntare su di te, cresciuto nel loro settore giovanile. Questa è una motivazione in più per te? Consideri il Chelsea un capitolo chiuso o vorrai convincerli a ricomprarti in futuro?
"Non sono una persona che guarda a queste cose o che si concentra sulle scelte dei club, mi piace concentrami su me stesso e sul calcio. Ora non voglio dimostrare che hanno sbagliato o magari tornare un giorno lì. Quello che volevo davvero era uscire dalla mia comfort zone, avere nuove sfide e conoscere nuovi campionati. Amo il calcio, amo vincere. Nessuno sa cosa ci riserverà il futuro, il presente è ben chiaro e il presente è la Roma ed è qui che voglio dare tutto me stesso".