Alla vigilia di Roma-Trabzonspor, gara valevole per il ritorno dei playoff di Conference League, l'allenatore giallorosso José Mourinho ha parlato ai canali della Roma e a Sky e in conferenza stampa. Queste le sue dichiarazioni: «In Turchia abbiamo giocato dodici contro undici, all'Olimpico non sarà così e penso che loro possano sentire un po' la mancanza dei loro tifosi che sono stati bravissimi all'andata. Spero che adesso funziona al contrario, siamo noi che saremo in dodici. Al di là dei tifosi loro sono un'ottima squadra, questa settimana giocavano contro il Sivasspor e hanno fatto bene, non hanno niente da perdere. Sanno che il gol fuori casa non esiste più, che i due gol subiti a casa non sono così importanti. Sarà difficile. Abbiamo lavorato bene, abbiamo recuperato bene dopo una partita difficile e con tante esigenze come quella con la Fiorentina, i ragazzi hanno avuto finalmente un giorno libero lunedì. Nei giorni seguenti abbiamo lavorato sui piccoli dettagli sui quali bisogna lavorare, la situazione degli infortuni è buona: a parte Spinazzola e Smalling sono tutti disponibili. Rispetto alla Fiorentina l'avversario è diverso, siamo stati bravi in campionato, dobbiamo seguire questa strada».

Cambiano le regole Uefa, niente più regola dei gol in trasferta. Cosa cambia?
«La nuova regola un po' cambia le partite di ritorno. Credo che ci saranno più supplementari di prima. La nostra impostazione alla gara cambia ma non tanto: il nostro obiettivo è sempre giocare per vincere. Sappiamo che un pareggio ci serve, però penseremo al pareggio al minuto 80 se stiamo pareggiando».

Quali sono le sensazioni e le emozioni dopo il primo impatto con l'Olimpico? Questa squadra ha ancora ampi margini di miglioramento?
«Abbiamo tanti margini di miglioramento. Ho fatto i complimenti ad Italiano per domenica. Lavoriamo da meno da due mesi e quando la sua squadra fa quella partita come domenica gli vanno fatti i complimenti. Ma questo accade anche ad altri allenatori. Magari per l'Inter è diverso perché Inzaghi ha una squadra che gioca ad occhi chiusi. Per noi è più difficile. C'è tanto da migliorare e lavorare. Anche oggi abbiamo allenato una situazione di gioco che a me non è piaciuta contro la Fiorentina, dove i ragazzi hanno la dinamica di farla in quel modo lì perché lo facevano così prima. Questa non è una critica a Fonseca, anzi. Quello che arriverà dopo di me farà lo stesso perché abbiamo le nostre idee. Sui tifosi penso benissimo. Siamo noi squadra che dobbiamo creare questa empatia con un modo di giocare. Se qualche volta non puoi giocare bene, i tifosi accetteranno una performance negativa. Saranno con la squadra dopo un risultato negativo. Ci sono delle cose che non sono negoziabili, che devono essere sempre lì, e i tifosi questo lo capiscono bene. Capiscono l'atteggiamento, il modo di essere professionisti. Il rapporto sarà una conseguenza di come noi siamo in campo, è una nostra responsabilità. Non dobbiamo chiedere niente ai tifosi».

Nel precampionato Pellegrini ha giocato da trequartista centrale. Quello è l'unico ruolo o può scivolare tra i due mediani?
«Può fare tutto. Se avessimo tre Pellegrini giocherebbero tutti e tre. Lui è un giocatore molto funzionale, si può adattare a tanti moduli, sa giocare anche sulla fascia destra, contro la Fiorentina ha creato l'occasione della traversa di Tammy. Capisce il gioco e le idee dell'allenatore».

Lei ha utilizzato 12 giocatori nelle prime due partite, di cui 6 hanno fatto tutti i minuti. Ora è arrivato il momento di fare turnover oppure giocheranno gli stessi e semmai cambierà qualcosa a Salerno?
«Siamo in un momento in cui abbiamo bisogno di giocare. Abbiamo fatto un bel precampionato, ho dato minuti a tutti in partite di livello basso. Ora abbiamo bisogno di giocare. Ci sono giocatori che dobbiamo controllare particolarmente perché vengono da un passato di infortunio e problemi, su di loro faremo attenzione. Altri hanno invece bisogno di giocare per ritrovare l'intensità e il ritmo naturale. In questo momento non è il momento di fare tanti cambi».

Vuole commentare l'episodio del battibecco tra Diawara e un tifoso?
«Non è niente, non è un episodio di aggressività fisica, è un episodio di parole che hanno portato a una piccola reazione verbale. Diawara è un giocatore della nostra rosa, come sapete c'è un gruppo di giocatori che lavora a parte, ma Diawara fa parte della rosa e sta con noi. Il mercato è aperto fino al 31 agosto, può succedere qualcosa, ma può succedere anche che Diawara rimanga. Ha esperienza e qualità, è un buon professionista e un brav'uomo. Abbiamo tutti un bel rapporto con lui perché è un ragazzo fantastico, se rimane con noi è un plus per tutti perché è un ragazzo fantastico. Per questo noi e Diawara siamo tranquilli».

In Confrence League non ci sarà il supporto della Var. Lo trova giusto per una competizione internazionale? Cambia qualcosa nel modo di preparare una partita?
«L'ho detto ai ragazzi: ci dobbiamo adattare. Continuo a pensare che il gol del Trabzonspor in Turchia fosse fuorigioco, ma ci dobbiamo adattare. Domani almeno avremo la goal line technology che non c'era a Trebisonda, è già un miglioramento. Capisco la difficoltà a livello Uefa, perché è una competizione nuova che ha tante squadre di paesi dove non ci sono stadi e strutture per il Var, si deve accettare così com'è questa competizione che serve a far crescere tanti paesi. Non siamo stati fortunati col sorteggio, ma ci sono tanti avversari di tanti paesi dove si deve accettare che è un po' difficile. Vediamo se arriviamo in finale dove ci sarà il Var...».

Pensa che anche a Roma sarà costretto a una comunicazione che difenda la squadra dal rumore dei nemici o ci sarà una nuova versione?
«La nuova versione è che il nemico ora è il Trabzonspor, domenica la Salernitana. Non siamo in condizione di dire qual è il nostro obiettivo e di conseguenza individuare chi saranno i due o tre "nemici" della stagione. Stiamo crescendo. Siamo in condizione di dire che vogliamo vincere ogni partita, e il focus sarà su ogni partita. Domani è più importante di domenica, e domani la Conference League sarà più importante della Serie A».

Sulla gestione delle difficoltà della Roma.
«Mi è piaciuto, ovviamente è difficile dominare per 90 minuti e, anche se non prendi gol, ci sono sempre momenti di difficoltà in una partita. Stiamo lavorando per gestire i momenti della partita: se dobbiamo pressare alto, non lo faremo per 90 minuti. L'avversario dovrà avere momenti in cui è più forte di noi, come noi dobbiamo abbassarci e giocare più basso. Il risultato arriva come conseguenza di questo tipo di mentalità, siamo consapevoli delle difficoltà in ogni partita. Dobbiamo essere bravi dal punto di vista emozionale, senza panico, senza perdere il controllo. Mi è piaciuto nelle prime partite, anche se non avessimo segnato e poi vinto».

Zaniolo ha un eccesso di energia che va gestito?
«Non c'è, l'energia è sempre positiva. Quello che ha fatto, senza giallo, è stato fantastico. La squadra ha perso palla in una rimessa laterale e lui ha fatto uno sprint di 30 metri per compensare a un errore dei compagni. Ha fatto molto bene. Se non avesse avuto un giallo, era da applausi. Quella è stata l'immaturità di un ragazzo che non domina le emozioni che ha fatto qualcosa che va fatto senza ammonizione. Sono contento per lui, se torna in Nazionale è un momento bello».

Con il Trabzonspor vede meglio Abraham o Shomurodov?
«Entrambi, anche Borja. Sono 3 giocatori bravi, diversi ma di qualità. L'attacco è una delle posizioni in cui siamo più forti di prima: l'anno scorso Dzeko e Borja, quest'anno sono in 3 con caratteristiche diverse. Non abbiamo un problema in quella posizione».

Ha detto che negli ultimi giorni di mercato può succedere qualcosa. La rosa può essere completata con il centrocampista fisico e con i tempi di regia?
«Quando l'ho detto intendevo che la porta si può aprire in due direzioni: magari è più facile che si apra in direzione d'uscita che non in entrata».

Le manca un giocatore con quelle caratteristiche?
«Conosci qualche allenatore soddisfatto della sua rosa? Forse Pochettino (ride, ndr)».