Un contratto. Un polpaccio. Un campione. Henrikh Mkhitaryan. Che, in questo caso, rischia di fare rima con ansia crescente. In campo e fuori. Per il polpaccio e il contratto. Preoccupa il rischio di non averlo a disposizione a breve, in particolare per la doppia sfida contro l'Ajax che vale una semifinale di Europa League. E preoccupa pure il fatto che, a fronte di un contratto che si è prolungato automaticamente per altri dodici mesi, la necessaria firma è ancora nella penna di Mino Raiola. Che, per quello che ci risulta, non ha mandato nessun segnale, nè in un senso, nè nell'altro. E la cosa, con il passare dei giorni, non contribuisce alla tranquillità della dirigenza che non vorrebbe neppure prendere in considerazione l'ipotesi di una Roma priva dell'armeno nella prossima stagione. Cioè del giocatore che per qualità e numeri, è stato il migliore dei giallorossi, almeno fino al momento dello stop per l'infortunio.
Pinto sa bene che c'è una Roma con l'armeno e un'altra senza. Ai suoi più stretti collaboratori ha confidato di essere comunque tranquillo, che la firma arriverà, che il giocatore in più di un'occasione gli ha manifestato l'intenzione di rimanere a Trigoria. Meglio così. Ma Mino Raiola che ne pensa? Perché questo è il punto, non si muove foglia senza il consenso del funambolico procuratore italo-olandese. Che cosa ha in mente Minone? Lui, interpellato, dice che non parla di mercato (vogliamo discettare di fisica quantistica?). Ma cosa è intenzionato a mettere sul piatto della trattativa per garantire il suo sì? Trasferire Calafiori (in prestito) per consentire al ragazzo di giocare con continuità? La garanzia dell'ingaggio di uno dei due portieri (oltre a Gigio Donnarumma inavvicinabile per una richiesta di contratto da dieci milioni) che ha nella sua scuderia, Areola e Silvestri? Totale mano libera per decidere il futuro di Kluivert che al momento sembra destinato a tornare a Trigoria? Commissioni più alte anche per compensare quelle non incassate un anno fa per l'armeno? Una sponda per qualche altro suo assitito? Lo scopriremo strada facendo, anche se la nostra impressione, forte e chiara, è che il giocatore rimarrà in giallorosso, magari con un contratto biennale che faccia sorridere anche Minone vostro.
Nell'attesa, meglio concentrarci sulla questione del polpaccio. I pochi sussurri che filtrano da Trigoria, fanno sapere che la situazione è in evoluzione. I controlli effettuati dal giocatore a Villa Stuart lunedì scorso, hanno ribadito che il problema non è ancora risolto. A Sassuolo non ci sarà, per Amsterdam non ci sono ancora certezze, si spera di averlo per la gara di ritorno contro i lancieri. Servirebbe come il pane. Perché la transizione offensiva della Roma è una cosa con l'armeno, tutta un'altra, in peggio ovviamente, senza di lui.