La sensazione è di essere entrati ormai da qualche tempo nel capitolo finale dell'esperienza di Javier Pastore alla Roma. L'argentino, giocatore dalle qualità indiscutibili ma perseguitato dai problemi fisici, a fine stagione lascerà con ogni probabilità Trigoria. L'addio dovrebbe concretizzarsi nella prossima estate. Nonostante un lungo periodo di inattività, le offerte per il giocatore non mancano. Dal Qatar agli Stati Uniti, passando per l'Argentina: il Flaco ha ancora parecchi estimatori e la sua scelta al momento è indirizzata verso gli States. Sia chiaro: allo stato attuale dei fatti non c'è nulla di ufficiale – precisazione scontata, visto che siamo ancora a fine marzo, ma dovuta –, il suo entourage però conferma la presenza di offerte e vari operatori di mercato, interessati alle sorti del 27 giallorosso, sono pronti a scommettere che Pastore accoglierà una delle proposte in arrivo dal calcio a stelle e strisce. Ad oggi le proposte più concrete sono arrivate dal Dallas FC - ex squadra di Bryan Reynolds - e dall'Atlanta United.

Un addio lungo un anno

Che l'avventura di Pastore nella Capitale fosse vicina al capolinea, lo si era capito già dalla scorsa estate. 272 giorni fa, il classe 1989 faceva la sua ultima apparizione con la maglia della Roma. Era un caldo pomeriggio di fine giugno e la squadra di Fonseca perdeva 2-0 a San Siro contro il Milan. Da quel momento in poi, soltanto panchina o tribuna fino al termine della stagione. Chiusa l'annata, la società giallorossa, fresca del passaggio di mano tra Pallotta e i Friedkin, si mise subito al lavoro cercando acquirenti per l'ex Paris Saint-Germain. Il club diede mandato ad alcuni intermediari di proporre il suo cartellino in giro per l'Europa e non solo, nell'intento di liberarsi di un ingaggio da 3,5 milioni netti più bonus all'anno, ritenuto troppo pesante per il bilancio. Alcune società – lo Zenit oltre alle solite squadre arabe e americane - manifestarono il loro interesse, ma i conti erano stati fatti senza l'oste. L'oste in questione risponde al nome di Marcelo Simonian, procuratore di Javier Pastore. L'agente argentino scelse, in comune accordo con il proprio assistito, di fissare per l'11 agosto l'operazione all'anca, rendendo inutili gli sforzi in sede di mercato. Alla base di questa decisione, va detto, c'era la ferma convinzione da parte del giocatore di poter essere ancora utile alla causa romanista.

Dall'operazione al rientro

L'11 agosto dunque, in una clinica specializzata di Barcellona, Javier Pastore si sottopose all'intervento chirurgico mirato a risolvere il problema all'anca. All'indomani dell'operazione, il numero 27 si rivolse ai tifosi dal suo profilo Instagram: "Come sapete ho combattuto tutto l'anno con questo problema, ma ho cercato di aspettare il più a lungo possibile per operarmi, volevo provare ad essere a disposizione fino alla fine. Ora mi concentrerò per recuperare in fretta e preparare al meglio il prossimo campionato". Un'ambizione sacrosanta, che purtroppo però non si è concretizzata nella realtà. L'argentino, infatti, fu costretto a rimanere tre mesi in Spagna per un lungo periodo di riabilitazione. Tornato in Italia a metà novembre, proseguì con un lavoro individuale fino alla fine del 2020, per tornare in gruppo proprio il primo gennaio 2021. Il 31 dello stesso mese arrivò anche il ritorno tra i convocati, in occasione di Roma-Hellas Verona. Da quel momento in poi tante convocazioni per il trentunenne, senza mai la gioia di scendere in campo per il suo debutto stagionale.

È tempo di saluti

Forse proprio questa mancanza di fiducia da parte di Paulo Fonseca ha rappresentato nella mente del trequartista un'ulteriore - se non decisiva - spinta che lo ha convinto ad aprire alla partenza. Javier volerà probabilmente negli USA, provando a ritagliarsi un ruolo da protagonista, a patto che il suo fisico lo aiuti. Chissà se da qui a fine campionato gli sarà concessa la possibilità di vestire ancora una volta la maglia della Roma, giusto il tempo di vedere un altro dei suoi colpi di tacco, prima di salutarsi per sempre: "Adiós Flaco!".