Cercasi portiere. È la priorità delle priorità. Perché anche chi mastica poco di calcio, ormai è stato costretto a prendere atto che tra i pali della Roma c'è un problema, evidenziato dalle incertezze di Pau Lopez e i guai fisici di Mirante. A Trigoria, insomma, sanno che si dovrà acquistare un estremo difensore, pur nella consapevolezza che ce ne sono quattro sotto contratto: Pau Lopez, Mirante (in scadenza a giugno), Fuzato e Olsen (che l'Everton si spera acquisti a giugno). La società da tempo sta seguendo diversi portieri: Musso, Gollini, Silvestri i nomi più gettonati. Ma i primi due sembra che costino uno sproposito, soprattutto per i parametri del post pandemia. Resta Silvestri. Che ha anche altri parametri a favore. Alla Roma ha già fatto sapere che sarebbe onorato di vestire la maglia giallorossa. Il suo contratto con il Verona scadrà il trenta giugno del 2022, quindi il club veneto o lo vende tra qualche mese o rischia di dover fare i conti con un parametro zero. E, terzo vantaggio, ha un nuovo procuratore che risponde al nome di Mino Raiola. Che nella Roma cura gli interessi anche di Mkhitaryan che ha un contratto prolungabile solo se lui dice sì. Magari l'acquisto di Silvestri (7-8 milioni) potrebbe essere propedeutico pure per la firma dell'armeno.

Con ragionevole certezza di può dire che nel mercato che verrà, succederà qualcosa anche per quel che riguarda gli esterni bassi. Si dirà: ma come, è appena arrivato Reynolds, con l'americano Fonseca ora ne ha sei a disposizione, perché mai ne dovrebbe servire un altro? Perché l'obiettivo è migliorare ma, soprattutto, almeno due, se non tre, degli attuali esterni a disposizione di Fonseca, a fine stagione saluteranno. Bruno Peres andrà in scadenza di contratto e si offrirà al miglior offerente, Santon ha capito che sarà meglio fare le valigie, Karsdorp, in questa stagione bravissimo, potrebbe inaspettamente trasformarsi in una plusvalenza e Calafiori si valuterà se sarà il caso di mandarlo a giocare (in prestito) per vedere l'effetto che fa. Ci sarà, dunque, la necessità di acquistare almeno un altro esterno per andare a completare il ruolo. Il favorito è un nome che è già trapelato nel mercato invernale che si è appena concluso. È quello del turco Celik, contratto con il Lille fino al 2023, ma che ha già mandato più di un segnale (ha lo stesso procuratore di Under) di gradimento a un trasferimento in giallorosso. In più c'è la circostanza, non secondaria, che il Lille l'estate scorsa è stato acquistato da un fondo che tra i suoi due proprietari ha quell'Alessandro Barnaba (romano e romanista) che per i Friedkin ha curato l'acquisto della Roma.

Sulla carta, se c'è un settore in cui i numeri dicono che non si debba intervenire, è quello dei difensori centrali. Fonseca ne ha sette a disposizione: Smalling, Ibanez, Mancini, Kumbulla, Juan Jesus, Fazio e l'adattato, ma non troppo, Cristante. Sono numeri, però, non veritieri. Intanto perché a fine stagione Juan Jesus saluterà per scadenza di contratto e per Fazio, pur con un altro anno di contratto, si cercherà una squadra a cui l'argentino non dica no (come fatto con il Parma nel gennaio scorso). In più c'è la questione plusvalenze. Ovvero non ci si può dimenticare che la Roma è nella situazione di dover fare qualche decina di milioni di plusvalenze. E se andiamo a vedere chi potrebbero essere i giocatori utili al bilancio, uno dei sospettati è Ibanez. Per il centrale difensivo brasiliano già l'estate scorsa il Tottenham si è presentato con un'offerta da venticinque milioni, offerta rispedita al mittente. È immaginabile però che la prossima estate ci possa essere più di un club inglese disposto ad aumentare l'offerta. E se ne arrivasse una indecente, il rischio che parta c'è. E allora ci sarà bisogno di trovare un altro centrale garantito. Piace, per quello che ci risulta, il giapponese Tomiyasu del Bologna che, peraltro può giocare anche da esterno destro. La richiesta del Bologna è di oltre venti milioni di euro.