Il dopo Alisson è un capitolo ancora tutto da scrivere. Siamo i primi a sapere che ridimensionare l'addio al brasiliano, peraltro pagato dal Liverpool oltre settanta milioni, sia un'operazione tutt'altro che semplice, ma due anni dopo l'addio all'ex dell'International di Porto Alegre, la questione portiere in casa Roma non è stata risolta. C'entrano zero, in questo senso, le incertezze di Mirante a Napoli, prima partita sbagliata da un portiere arrivato a Trigoria per il fare il dodicesimo. Il fatto che sia diventato il titolare, oltretutto, è la dimostrazione di come il problema sia ancora lì, irrisolto, con il tentativo Olsen che tutto è stato meno che un successo, stessa cosa si può dire con Pau Lopez che, dopo un incoraggiante inizio, si è perso dietro i fantasmi di un derby toppato.

I due, giusto per ricordarlo, ingaggi a parte, sono stati pagati una quarantina di milioni, ma la risposta di entrambi non è stata all'altezza. Ecco perché la questione portiere è ancora aperta, considerata anche l'età di Mirante che certamente non è più un ragazzino. A Trigoria lo sanno meglio di noi. In attesa che arrivi Tiago Pinto che, ovviamente, avrà la penultima parola (l'ultima sarà comunque dei Friedkin), la dirigenza giallorossa sta seguendo una serie di portieri.

Abbiamo la ragionevole certezza che uno di questi sia Marco Silvestri, attuale titolare tra i pali del Verona dove negli ultimi due anni ha fatto vedere cose importanti con una continuità di rendimento che in un portiere è forse la dote principale da prendere in considerazione. Trenta anni nel prossimo marzo, contratto in scadenza nel giugno del 2022, in passato un'esperienza in Inghilterra al Leeds, la possibilità di andare ai prossimi Europei con la nostra Nazionale, Silvestri sembra più che pronto a fare il definitivo salto di qualità.

La Roma qualche passo lo ha già fatto, prendendo atto di come l'estremo difensore sarebbe più che lusingato per un trasferimento a Trigoria e, anche, di come l'ingaggio (attualmente intorno al mezzo milione netto) tutto potrebbe essere meno che un problema. L'operazione al momento è pronosticabile nel prossimo mercato estivo, anche se non è da escludere, nel caso si creassero le condizioni, un anticipo nella finestra invernale di gennaio. Le condizioni, prima di qualsiasi altra cosa, sono legate soprattutto a una cessione o a un prestito di Pau Lopez. Cosa oggi difficile da immaginare visto che il numero uno spagnolo non è che in questo momento possa vantare la fila di estimatori. Meglio quindi per ora pensare a giugno, sapendo che a quel punto Silvestri sarà a un anno dalla scadenza naturale con il Verona.

Il grande freddo

Già, il Verona. È vero che l'estate scorsa con il club veneto la Roma ha messo in piedi e concretizzato l'affare Kumbulla, ma è altrettanto vero che da allora i rapporti tra le due società si sono deteriorati. Conseguenza della vicenda della prima giornata quando la Roma schierò Diawara non potendolo fare, zero a tre a tavolino per i giallorossi. E ricorso romanista respinto. Ricorso, però, in cui il Verona si è costituito in giudizio, cosa che non ha fatto assolutamente piacere alla dirigenza di viale Tolstoj (la Juventus, per dire, non si è costituita nel dibattimento per il ricorso del Napoli). In più, è notizia di pochi giorni fa, Leo Longo, ex segretario della Roma dimessosi per la vicenda Diawara, è diventato dirigente del Verona con un contratto triennale, altro elemento che non contribuisce a rasserenare i rapporti tra le parti.

Gli esperti di mercato, con una certa ragione, però fanno sapere che quando ci sono di mezzo gli affari, quindi il cash, i precedenti tendono a essere dimenticati. Ma quanti soldi potrebbe chiedere il Verona per Silvestri? Il portiere, il prossimo giugno, avrebbe un solo anno di contratto e, soprattutto, sarebbe il primo a spingere per il trasferimento. Questi due elementi, al di là di inaccettabili richieste cash, dovrebbe fissare il prezzo intorno ai dieci-dodici milioni di euro, magari con la formula del prestito e obbligo di riscatto. In più la Roma nell'affare potrebbe inserire un paio di giovani del settore giovanile, come per esempio è già stato fatto nella definizione dell'acquisto di Kumbulla.