Voci. Voci. Soltanto voci. Che nel giorno di una partita chiamata Roma-Juventus si trasformano in sussurri appena percepibili. È questa la fotografia del mercato giallorosso di queste ore, sia per quello che riguarda i ruoli dietro le scrivanie, sia per quelli in campo dove Fonseca, pure stasera contro i campioni d'Italia, dovrà fare i conti con una rosa numericamente pure esagerata ma complessivamente non proprio completa. Gli esuberi stanno quasi tutti ancora lì, i nuovi arrivi sono da posticipare alla prossima settimana che, poi, sarà anche l'ultima di questo anomalo e infinito mercato. Il risultato è che sembra non muoversi una foglia quando invece qualche cosa si dovrà necessariamente fare.

Partendo dai sussurri per le scrivanie, c'è da registrare come ieri si sia risentita la voce di una Roma interessata ai servigi di herr Ralf Rangnick. Il dirigente a trecentosessanta gradi che ha chiuso i rapporti con il Lipsia, ha incassato quello che aveva da incassare per il disturbo chiamato Milan che prima lo aveva praticamente preso poi lo ha lasciato a piedi e che ora, quindi, è a piede libero in cerca di un nuovo orizzonte. Magari italiano, magari giallorosso come lo stesso Rangnick ha fatto capire con un paio di recenti interviste piuttosto esplicite. Le nuove voci, peraltro appena sussurrate, indicano nel tedesco tutto fare, allenatore, direttore tecnico, direttore sportivo, come il candidato numero uno per andare a occupare il vuoto del ds, ruolo che dal licenziamento di Gianluca Petrachi non ha trovato un erede, lasciando vacante una casella decisiva come quella della direzione tecnica-calcistica. La Roma non ha smentito, tanto meno confermato, ma certo è che se dovessimo scommettere un euro sulla prima assunzione della Roma dei Friedkin, lo punteremmo proprio su quello del ds. Il fatto, però, è che Rangnick sembra stare stretto in questo ruolo, è anche un allenatore, un accentratore di potere calcistico che vuole avere carta bianca sulla costruzione e conduzione della squadra che gli viene affidata. Difficile, insomma, immaginarlo lavorare con un allenatore in panchina, sarebbe complesso trovare gli equilibri anche se poi mai dire mai.

Passando al campo, c'è da sottolineare come le voci, da qualche giorno a questa parte, continuino a essere più o meno le stesse, in particolare per quelle che sono le priorità del mercato giallorosso. Priorità che a Trigoria sembra abbiano individuato in una seconda punta da mettere alle spalle di Dzeko e in un altro centrale difensivo. Cioè, per dare retta alle voci più recenti, lo spagnolo Borja Mayoral come punta e il brasiliano Marcao per andare a completare il pacchetto dei difensori centrali visto che la pista Smalling, tanta cara a Fonseca, ai tifosi e al giocatore stesso, al momento deve ritenersi in uno stallo che di fatto vuole dire ciao Chris.

Sul fonte dell'attaccante spagnolo, c'è da registrare una novità che potrebbe rivelarsi decisiva. Nel senso che da Madrid è arrivata l'indiscrezione che il Real avrebbe messo da parte l'idea di vendere il cartellino del giocatore per quindici milioni, soprattutto perché il ragazzo spagnolo è in scadenza di contratto il prossimo trenta giugno e quindici milioni per il cartellino non sarebbe disposto a pagarli neppure un parente stretto. E allora la dirigenza madridista ha cominciato a prendere in esame la possibilità di un prestito con diritto-obbligo di riscatto. È un'apertura che potrebbe rivelarsi decisiva per il giocatore. Ma soltanto nel momento in cui Borja Mayoral prolungasse almeno di un anno il suo legame contrattuale con il Real. Cosa che le parti stanno discutendo.

Non ci sono problematiche di contratto, invece, per Marcao. Ma qui la situazione, ovvero i contatti tra il mediatore incaricato dalla Roma Jozo Palac e il Galatasaray, si è stoppata perché oggi a Istanbul andrà in scena il derby con il Fenerbahce, una sfida che da quelle parti dire che è sentita è un eufemismo. Se ne riparlerà da domani con le parti che, per quello che si sa, non sono troppo lontane dal trovare un punto d'incontro economico che dovrebbe essere intorno ai dieci milioni di euro più bonus. Una volta che, nel caso, fosse trovato l'accordo, per la Roma ci sarà pure la problematica di affrontare la questione con il procuratore del giocatore, Hugo Garcia, finora mai contattato. Ma chi farà spazio eventualmente al nuovo centrale difensivo? Juan Jesus o Fazio? La risposta oggi è nessuno. Perché per il brasiliano è saltata la possibilità Genoa (sta prendendo Ranocchia) e perché per l'argentino si deve dire la stessa cosa a proposito del Cagliari (acquistato Godin). C'è il rischio che Fonseca si possa trovare a disposizione addirittura sei centrali. Ce ne faremmo una ragione, soprattutto considerando le ultime performance di Fazio e Juan Jesus.