Smalling, ci siamo. Il difensore inglese ha le valigie pronte per tornare a Roma dove lui e la sua famiglia si sono trovati un po' come la moglie di Dzeko. Almeno questo dicono i segnali che arrivano da Manchester e Trigoria, segnali che fanno capire come si sia vicini a una sempre più possibile fumata bianca. La trattativa, per quello che ci risulta, è entrata nella fase finale, quella in cui si dice che mancano soltanto i dettagli, anche se poi uno viene a scoprire che i dettagli sono le firme sui contratti che proprio dettagli non sono. Di sicuro le parti si sono molto avvicinate. Soprattutto il Manchester United, per motivi al momento misteriosi ma che prima o dopo verranno alla luce, ha abbassato non di poco la richiesta di venti milioni più cinque di bonus che, uniti ai tre milioni pagati per il prestito della passata stagione, avrebbero fatto schizzare il prezzo a ventotto milioni, oggettivamente troppi per un difensore di trentuno anni.

Ora i numeri sono stati ridimensionati: la spesa complessiva, compresi i tre milioni del primo anno di prestito, non supererebbe i diciotto milioni, cioè la cifra che più o meno la Roma aveva immaginato di investire. Semmai adesso le parti starebbero discutendo tempi, scadenze e modalità dell'affare. Ovvero: la Roma vorrebbe chiudere con la formula del prestito oneroso (quattro-cinque milioni subito) con un obbligo di riscatto fissato a nove tra dodici mesi; il club inglese, ovviamente, pure se è tra i più ricchi del pianeta, preferirebbe una chiusura con una cessione immediata e il pagamento del totale fissato in due rate annuali, la prima da versare a breve giro di posta. Ci sarebbe poi il presunto problema del contratto da garantire al giocatore. Nelle ultime ore si era diffusa la notizia che lo stop alla fumata bianca sarebbe stato determinato dalla mancanza d'accordo sullo stipendio di Smalling. Anzi, meglio dire sulla durata del contratto che dovrebbe legare l'inglese alla Roma. Tre o quattro anni per un ingaggio annuale quantificabile intorno ai tre milioni netti (più bonus) a stagione? Per quello che sappiamo, il problema non rappresenta un ostacolo, si può superare con la formula dei tre anni più un'opzione (facile) per la quarta stagione, considerando pure che per l'inglese sarà possibile usufruire del decreto crescita che da un punto di vista fiscale garantisce uno sconto del cinquanta per cento all'anno.