Ci si divide sulle opinioni, ma è un dato di fatto che alla Roma siano i giorni delle grandi manovre. Il mercato è entrato nel vivo e l'operazione che potrebbe portare a Trigoria il polacco Milik con il conseguente dirottamento di Dzeko alla Juventus sta prendendo forma giorno dopo giorno. Come i lettori del Romanista sanno, l'idea ha avuto un'improvvisa accelerazione intorno al 9 di agosto, in coincidenza con l'esonero di Sarri dalla Juventus. Il tecnico toscano aveva fortemente richiesto il centravanti polacco per sostituire Higuain e Paratici aveva trovato un accordo di massima con l'attaccante per un contratto di cinque anni a 4,5 milioni di euro netti a stagione.

Pirlo invece a quanto pare preferirebbe Dzeko al quasi ex napoletano (anche se ieri più volte radiomercato si è infiammata, raccontando di promettenti trattative che vedevano la Juventus impegnata sui tavoli apparecchiati sull'affare Suarez, dismesso dal Barcellona, e addirittura Benzema, che però ha ancora due anni di contratto col Real Madrid). Prima di dare il via libera di Dzeko (ancora nessun confronto con la Roma, non è detto avvenga prima della partenza per le nazionali) alla Juve, con il conseguente risparmio dell'ingaggio del bosniaco (altri due anni, a 15 lordi a stagione), Fienga vuole però l'accordo con il Napoli (in itinere, con Ünder a restringere di parecchio l'entità dell'esborso) e soprattutto col giocatore che, a quanto pare, per accettare la Roma avrebbe chiesto un ingaggio superiore a quello su cui aveva trovato l'accordo per andare alla Juventus. La sua richiesta è di 5 milioni l'anno, la Roma arriverebbe a 4,5 con i bonus. Una distanza non enorme che si potrà colmare nelle prossime ore con uno sforzo di fantasia e di buona volontà. Se poi qualche pedina non si dovesse incastrare, la Roma sarebbe felicissima di tenersi il suo centravanti e andrebbe a discutere col Napoli il costo del cartellino di Cengiz, per reinvestire la cifra su altri profili.