Parola di direttore sportivo. Che non è proprio quella di re, ma che una certa credibilità non può non averla. Nella fattispecie quella di Gianluca Petrachi, ds della Roma che il prossimo primo luglio (primo luglio, non si faccia confusione, altrimenti c'è il rischio che parta un deferimento) soffierà sulla torta con una candelina giallorossa (ha altri due anni di contratto). Ieri dai sempre ben informati microfoni di Sky (forse hanno il caffè buono), Petrachi, con alle spalle una meravigliosa fotografia della Curva Sud con lo striscione storico «Ti amo», tra una botta all'ambiente (riferendosi alla stampa non ai tifosi) e un riferimento al passato, ha parlato del prossimo mercato della Roma che è roba solo di sua competenza (o no?). Che in qualche risposta si sia avvalso della legittima facoltà di un dirigente calcistico di non poter dire tutta la verità nient'altro che la verità, ovviamente ci sta. Del resto qualche tempo fa il vicepresidente Mauro Baldissoni parlando di acquisti e cessioni arrivò a dire che erano equiparabili ai segreti industriali, cosa che ha un senso assai maggiore di quello che qualcuno superficialmente può pensare, figuratevi allora a che tipo di riservatezza si deve attenere un direttore sportivo.

Per questa ragione, ci ha un po' sorpreso quando ha dichiarato, senza se e senza ma, che Moise Kean, il ventenne centravanti ex Juventus ora all'Everton, non è un possibile vice Dzeko, «non è un nostro obiettivo, non ci abbiamo mai pensato». Parola di direttore sportivo o una legittima bugia bianca? L'interrogativo ci sta visto che il ragazzo che in Premier si è fatto notare più fuori che dentro il campo, nelle ultime settimane da molte fonti di mercato, era indicato come un possibile futuro giallorosso, conseguenza degli ottimi rapporti con il suo procuratore Mino Raiola che con la Roma ha in ballo diversi altri affari (la conferma di Mikitharyan, la cessione di Kluivert tanto per citarne un paio). Magari sul ragazzo che ha una grande voglia di tornare nel campionato italiano, ci sta lavorando qualcun altro, sta di fatto però che, parola di direttore sportivo, Kean oggi come oggi bisogna cancellarlo dal ruolo di futuro vice-bosniaco.

Eppure quella dell'attaccante in grado di far rifiatare Dzeko, è forse la priorità del prossimo mercato giallorosso. Chi, allora, per la seconda Roma di Paulo Fonseca? Sempre nel corso della stessa intervista televisiva, Petrachi ha fatto intendere che una possibilità di conferma ce la potrebbe avere anche Kalinic a patto che nelle partite che mancano alla fine del campionato (sempre che si arrivi alla fine) il croato dia ripetute risposte tipo quella, l'unica, data a Cagliari nell'ultima fatica prima dello stop. Ci permettiamo di dubitare nonostante parola di direttore sportivo. Se non altro perché l'accordo trovato un anno fa con l'Atletico Madrid, prevede un diritto di riscatto fissato a nove milioni. Cifra che ci sentiamo di escludere si decida di investire su un giocatore oltre la trentina. Chi, allora?

I nomi possibili

Escludendo Vlahovic (a Trigoria piace tantissimo ma la Fiorentina non lo vende e chiede comunque uno sproposito) e il francese Thuram per il quale è stato fatto un sondaggio con il Borussia Moenchengladbach che ha risposto che ci vogliono non meno di trentacinque milioni di euro (trattabili, ci mancherebbe), le opzioni in questo momento da seguire, sono relative soprattutto a qualche giovane emergente in grado di garantire presente e soprattutto futuro. In questo senso, il club giallorosso da tempo sta seguendo con crescente interesse l'under 21 francese del Celtic Osdonne Edouard, ventidue anni, contratto in scadenza nel 2022, ventuno gol in questa stagione. Il giocatore è stato offerto alla Roma nell'ultimo mercato di gennaio, la Roma ha gradito ma ha preso tempo per cercare di conoscere meglio le qualità del ragazzo.

Qualità che sono piaciute, ma che allo stesso tempo hanno fatto lievitare notevolmente il prezzo del cartellino arrivato a oltre venti milioni (gli scozzesi lo hanno pagato poco più di dieci). Che, più o meno, è lo stesso prezzo di Pinamonti, ora al Genoa ma tuttora controllato dall'Inter, un giocatore che a Trigoria piace nella convinzione che la stagione non felice sotto la Lanterna sia dipesa soltanto da problematiche fisiche. È un affare che si potrebbe fare solo nell'ambito di uno scambio con il club nerazzurro (Spinazzola?) pur nella consapevolezza che i rapporti tra le due società non è che si possano definire idilliaci. Sempre come vice Dzeko c'è poi da segnalare che un mediatore molto vicino alla Roma (sta lavorando anche sull'affare Pedro) ha offerto Darwin Nunez, ragazzo uruguaiano classe 1999, quest'anno compagno di Coric all'Almeria dove ha realizzato dodici reti. Costa cinque milioni di euro, forse anche qualcosa in meno, ma a Trigoria per quel ruolo vorrebbero andare un po' più sul sicuro. C'è da capirli. Parola di direttore sportivo.