La rottura è totale. Non di scatole (eufemismo) che pure ci potrebbe stare in un periodo come quello che stiamo vivendo da qualche mese a questa parte. La rottura a cui ci riferiamo è quella di Pedro con il Chelsea, ennesimo e definitivo segnale di come il futuro dell'attaccante spagnolo sia lontano da Stamford Bridge. Da una fonte inglese più che attendibile, infatti, ieri ci è arrivata una notizia non di poco conto. Ovvero Pedro non ha nessuna intenzione di accettare il prolungamento parziale del contratto, in scadenza il prossimo trenta giugno, cioè per il tempo necessario perché si concluda la Premier la cui ripartenza è stata fissata per il prossimo diciassette giugno. Una scelta, quella di Pedro, fatta insieme a Willian pure lui in scadenza a fine mese. Ne hanno facoltà. In sostanza lo spagnolo ha fatto sapere al club con cui gioca da cinque stagioni (centonovantadue partite totali, quarantadue gol, una Premier, una coppa d'Inghilterra, una Europa League ad arricchire una bacheca che magari la Roma) che sarà a disposizione del club e di Lampard fino al prossimo trenta giugno, non un giorno di più.

Del resto né la Fifa, né l'Uefa, né tantomeno la Premier possono obbligarlo a prolungare, anche se solo per qualche settimana, il suo vincolo contrattuale con il Chelsea che lo acquistò nell'agosto del 2015 dal Barcellona in cambio di ventisette milioni di euro. Era un problema temuto quello dei giocatori in scadenza contrattuale il trenta giugno e, quindi, dal primo luglio ufficialmente liberi di accordarsi con qualsiasi altro club al mondo portando in dote un cartellino a costo zero (commissioni a parte). Problema che le massime istituzioni del calcio si erano poste con anticipo pur nella consapevolezza di non poter imporre nulla a quei calciatori "senza lavoro" dal primo giorno del prossimo mese. Giusto così. Perché mettetevi nei panni di un calciatore che si è messo d'accordo già con qualche altra società riguardo al suo futuro pallonaro e che ora, in conseguenza della pandemia, dovrebbe garantire al suo vecchio club che di fatto lo ha scaricato, altre settimane di calcio con il rischio di un eventuale infortunio che potrebbe mettere in dubbio il nuovo vincolo contrattuale trovato dal calciatore.

Ci sta che qualcuno dica no grazie e forse neppure grazie. Ecco, Pedro sembra proprio intenzionato a dirlo questo no. Non intende prolungare il suo vincolo con il Chelsea. Da un punto di vista tecnico, per Lampard la rinuncia obbligata a Pedro peraltro è piuttosto relativa, visto che il tecnico in questa stagione lo aveva utilizzato solo nove volte in campionato, conseguenza anche di un mancato accordo con il club per il rinnovo contrattuale. Resta il fatto, però, che il tecnico avrà un'opzione in meno (due con Willian) per inseguire la qualificazione alla prossima Champions League, obiettivo evidente per il finale di Premier.

La controprova

Questo no di Pedro, oltretutto, fa capire, se mai ce ne fosse stato bisogno, come lo spagnolo di fatto sia già d'accordo con un nuovo club per la parte finale della sua carriera (il giocatore compirà trentatré anni il prossimo ventotto luglio). E quel club è la Roma, almeno così garantiscono molte fonti di mercato, sia inglesi che italiane. Allora, si domanderà qualcuno, dal primo luglio Pedro potrà aggregarsi alla squadra giallorossa e giocare la parte finale della stagione alle dipendenze di Fonseca? La risposta è no. Perché è vero che le istituzioni del calcio non possono obbligare un giocatore a prolungare un contratto in scadenza il prossimo trenta giugno, ma hanno detto chiaro e tondo che quel giocatore che decide di non prolungare il suo vincolo contrattuale, non può essere utilizzato da nessuno nella parte finale di questa stagione. Al massimo lo spagnolo potrebbe presentarsi a Trigoria e cominciare gli allenamenti con la sua nuova squadra, ipotesi che ci sentiamo comunque di scartare.

Lo spagnolo, probabilmente, se il Chelsea non troverà il modo di convincerlo a cambiare la sua posizione e mettersi a disposizione del club anche per il mese di luglio (l'unica possibilità è legata ai soldi che offrirà Abramovich), dal primo luglio andrà in vacanza qualche settimana per poi presentarsi a Trigoria (a meno che non succeda qualche sorpresa) nei primi quindici giorni di agosto per cominciare ad allenarsi con i suoi nuovi compagni in preparazione della prossima stagione. Pedro, secondo quello che riferiscono i sussurri di mercato, avrebbe già detto sì all'offerta della Roma per un contratto biennale con opzione per la terza stagione, opzione legata soprattutto al numero delle presenze. L'ingaggio dovrebbe aggirarsi intorno ai tre milioni netti che diventeranno solo (si fa per dire) quattro al lordo visto che con lo spagnolo, proveniente dall'estero, la Roma potrà usufruire del decreto crescita di un anno fa. Decreto che prevede una tassazione ridotta al trenta per cento per quei lavoratori che arrivano nel nostro paese e si fermano nella nostra meravigliosa penisola almeno per due anni. Appunto.