«La Premier mi ha bocciato, voglio tornare lì per prendermi la rivincita, vendetemi». «Io sono programmato per vincere, voi ancora no, vendetemi». «Pago la clausola prevista nel mio contratto, me ne vado». Nell'ordine: Salah, Alisson, Pjanic. Ricordando le situazioni che portarono alla loro cessione per un totale cash, sommando, superiore ai 150 milioni di euro, almeno 120 di plusvalenze, da un punto di vista economico applausi a scena aperta. Che la Roma, sempre affamata di plusvalenze non ne fosse poi così dispiaciuta, può anche essere un dato di fatto, ma di certo parole, pensieri e azioni dei tre protagonisti, furono comunque alla base di cessioni che molti tifosi fanno ancora una certa fatica a metabolizzare. Ora, a fronte di una nuova situazione economica piuttosto complicata, ci potrebbe essere il rischio che richieste sul tipo di cui sopra, si potrebbero riproporre con qualche giocatore dell'attuale rosa a disposizione di Paulo Fonseca. In particolare uno, escludendo causa clausola Lorenzo Pellegrini che, nel caso, dovrebbe essere d'accordo con il club che lo vuole per lasciare volontariamente Trigoria a fronte di una trentina di milioni di euro da versare, peraltro in due rate, nelle casse romaniste.

Quell'uno non c'è bisogno di essere Einstein per capire che non può che essere Nicolò Zaniolo, arrivato alla Roma due anni fa nell'ambito dell'affare (per la Roma) Nainggolan all'Inter, con un valutazione del suo cartellino fissata a quattro milioni e mezzo, cifra già ammortizzata per due anni. E questo vuole dire che a fronte di una cessione da 80 milioni (ipotesi) ce ne sarebbero almeno 75 da conteggiare nella casella delle plusvalenze. Eventualità che risolverebbe almeno al cinquanta per cento le oggettive difficoltà economiche con cui la Roma si dovrà confrontare nel prossimo esercizio di bilancio, conseguenza pure del disastro pandemia. La domanda, allora, è: c'è il rischio che Zaniolo, o chi per lui, si presenti in sede per chiedere di essere ceduto a un club disposto a fare follie per assicurarsi il suo talento? La risposta, anche se può suonare strano, è no. Per una serie di motivi.

In primis il suo procuratore, Claudio Vigorelli, manager vecchio stile, che di fronte alla domanda sul futuro del suo assistito, con noi è stato piuttosto chiaro: «Da parte nostra non c'è nessuna richiesta specifica, Nicolò ha un contratto, ma soprattutto è felice di continuare a vestire la maglia della Roma, non penso proprio che il prossimo anno vestirà una maglia diversa da quella giallorossa. Nella sua testa ora c'è soltanto il pieno recupero dall'infortunio al crociato. È già a buon punto e non vede l'ora di tornare a disposizione di Fonseca». Legittimo pensare che potrebbe essere anche una dichiarazione di routine, ma c'è un'altra serie di elementi che ci fanno pensare che invece corrisponda alla verità. A cominciare dalle sempre puntuali e ricorrenti dichiarazioni d'amore del giocatore nei confronti della Roma, ultimo esempio, un paio di giorni fa, un post in cui lui è di fronte alla Curva Sud, immagine corredata da una sola parola, «Roma». E poi c'è una serie di considerazioni economiche che spiegano come venderlo nella prossima sessione di mercato, costituirebbe paradossalmente soltanto un'operazione a perdere. Non ci si può dimenticare che il prossimo mercato sarà il primo post Covid, ovvero la liquidità delle società tutto sarà meno che tanta, gli operatori del settore a questo proposito prevedono che sarà un mercato fatto più di scambi che di cash messo in circolazione, conseguenza di un danno economico per tutti i club del mondo, compresi quelli più ricchi.

E questo per la Roma vorrebbe dire incassare di meno per il cartellino (Zaniolo oltretutto è reduce da un grave infortunio), ma anche che per il giocatore l'eventuale offerta per il suo stipendio sarebbe inferiore a quella che sarebbe potuta essere, per esempio, nel gennaio scorso. Meglio, quindi, aspettare tempi migliori. Tutti questi elementi sommati al desiderio di Zaniolo di non muoversi da Roma, «alla società giallorossa devo tutto» ha dichiarato in più di un'occasione, fanno ritenere che se non sarà la Roma a decidere di venderlo, non sarà certo lui a chiedere di essere ceduto. Il suo contratto, rinnovato un anno fa, gli garantisce uno stipendio da un milione e seicentomila euro netti più una serie di bonus, per migliorarlo ci sarà tempo.