Pericolo scampato. Steven Nzonzi rimarrà al Rennes anche la prossima stagione. Si stappi lo champagne. Non c'è neppure il pericolo di un brindisi affrettato. Perché l'ufficialità del rinnovo del prestito del "polpo" che dalle nostre parti tutto è stato meno che un polpo, l'ha data ieri il presidente del Rennes, Nicolas Holvec: «Il contratto di Nzonzi è automaticamente esteso con il terzo posto in classifica. In generale abbiamo intenzione di mantenere la stessa squadra per la prossima stagione». Notizia che qualche giorno fa era stata anticipata anche dal tecnico dei francesi, Julien Stephan. Detto che a noi del resto della squadra interessa relativamente, ciò non toglie che la notizia per la nostra Roma non possa che essere positiva. Notizia che è figlia legittima della decisione ufficializzata ieri da parte delle istituzioni calcistiche francesi che, dopo aver definitivamente rinviato a fine agosto l'ipotesi di un ritorno allo sport professionistico, ha stilato con apprezzabile celerità le classifiche finali di Ligue 1 e Ligue 2, adottando il principio della media punti (Psg e Strasburgo hanno giocato una partita in meno). I parigini sono ampiamente campioni di Francia (primo titolo per Maurito Icardi e la signora Wanda, non è da escludere che possano rimanere a Parigi anche la prossima stagione), Marsiglia secondo qualificato direttamente ai gironi di Champions, Rennes che ci sta sempre più simpatico terzo e qualificato ai preliminari della coppa con le grandi orecchie. Evviva. Perché la partecipazione del Rennes alla coppa più ricca che c'è nel sistema solare, da contratto garantisce il rinnovo automatico del prestito del polpo al club francese. Club dove, sempre il polpo, era arrivato nello scorso mercato di gennaio dopo essere stato letteralmente cacciato a calci nel sedere dal Galatasaray dove aveva litigato pure con gli uscieri e dove non poteva più entrare negli spogliatoi pena il rischio di prendere qualche pizzone in faccia. È una bella notizia da un punto di vista tecnico, ma anche se non soprattutto da quello economico.

Il risparmio

Il mancato rientro del giocatore, infatti, consentirà alla Roma di risparmiare interamente, dopo il secondo, anche il terzo anno di ingaggio del francese, ingaggio che certifica tre milioni e mezzo netti più bonus, per una spesa al lordo che sfiora i sette milioni, tanta roba insomma. Ma c'è di più. Il secondo anno al Rennes consentirà alla società giallorossa di ammortizzare per tre quarti il costo del cartellino. Costo che, el senor Monchi potrà confermare, fu di ventisei milioni e quattrocentomila euro. In sostanza il trenta giugno del 2021, quando scadrà il secondo anno di prestito, a bilancio della Roma, il polpo rimarrà a bilancio per una cifra tra i sei e sette milioni, cifra che si può ipotizzare, magari sperando in un ritorno di Nzonzi perlomeno a livelli dignitosi, potrà essere interessante per qualche club che volesse acquistarlo per il finale di carriera del francese campione del mondo. Tanto sollievo per questo rientro se non altro rinviato, è l'ennesima conferma di come l'operazione che portò Nzonzi a Trigoria, sia stata una delle meno illuminate (eufemismo) da parte di Monchi nella sua avventura certo non fortunata (pure qui eufemismo) come direttore sportivo della Roma. È rimasto un solo anno nel nostro campionato, reduce peraltro dal titolo mondiale con la Francia, non dando mai la sensazione di poter essere un giocatore in grado di fare la differenza. Un solo gol all'attivo (sul campo dell'Empoli) e tante, ma proprio tante, prestazioni al di sotto della sufficienza, con una serie di errori che sono purtroppo rimasti nella memoria dei tifosi giallorossi (clamoroso quello a San Siro contro il Milan quando, all'ultimo minuto di gioco, sbagliò un'uscita con il pallone tra i piedi, lanciando di fatto i rossoneri al gol partita con Cutrone). Sarà felice lui che potrà tornare a respirare le atmosfere della Champions League (sempre se il Rennes riuscisse superasse i preliminari qualificandosi per i gironi), saremo felici noi di non rivederlo con la maglia della Roma, sarà felice pure lo spogliatoio di Trigoria dove certo non ha lasciato molti amici, anzi. Evviva, si dia inizio alle danze.