Nella serata di ieri, con il volo di ritorno a Milano di un tristissimo Politano, che aveva toccato con mano il sogno da bambino di vestire la maglia giallorossa, è definitivamente tramontato lo scambio con Spinazzola. Che era rientrato a Roma qualche ora prima, presentandosi a Fiumicino con un sorriso ben diverso dalla faccia serissima che aveva a Milano per le visite mediche.

Cappellino ben calato sul volto, quando gli è stato chiesto se era deluso per la mancata chiusura della trattativa ha risposto come da manuale del serio professionista: «Mi andrò ad allenare, penso a domenica e basta». Poco dopo l'Inter ha ufficializzato l'ex capitano del Manchester United Ashley Young: ha 35 anni ma fa il suo stesso ruolo, laterale di sinistra, la partita è chiusa. Anche perché la Roma è rimasta decisamente seccata dal dietrofront dell'Inter, che quando si attendevano solo i comunicati ufficiali, su input di Marotta, ha cambiato le carte in tavola, chiedendo di trasformare l'obbligo di riscatto concordato con Ausilio con un semplice diritto, una formula non vincolante che la Roma non ha voluto accettare.

Le visite mediche supplementari - che a Trigoria consideravano una scusa per far saltare l'accordo precedente - non sono state autorizzate, ma i due club hanno continuato a trattare anche ieri mattina, sull'unica pista intermedia tra le due formule, un diritto di riscatto che però sarebbe diventato obbligo a date condizioni. Si era parlato di 15 presenze, a prescindere dal minutaggio: non poche, visto che mancano solamente 19 partite di serie A (e che non è detto che l'Inter faccia strada nelle Coppe), ma alla fine non si è trovato l'accordo neppure su quello.

Tra i più rammaricati, Davide Lippi, agente di entrambi i giocatori coinvolti nell'affare: se Spinazzola rientra senza problemi nel progetto Roma (anche se non è mai riuscito a impensierire Kolarov, di cui avrebbe dovuto lentamente prendere il posto in questa stagione), Politano è ai margini dell'Inter, visto che un esterno d'attacco come lui non si trova bene nel 3-5-2 di Conte, che al massimo lo può adattare come seconda punta.

Mentre sarebbe perfetto nel 4-2-3-1 di Fonseca: l'ultimo modo rimasto per riportarlo nel club che lo aveva cresciuto fino alla Primavera, è slegare la trattativa dall'ormai tramontato scambio con Spinazzola, e valutare un prestito gratuito. Operazione per nulla facile, visto che i rapporti tra i due club, in questo momento, sono al minimo storico. Però l'Inter, pronta a ingaggiare Giroud (oltre a Eriksen, ma quella è un'altra storia), Politano vuole darlo via. E la cosa, magari più avanti, potrebbe avere un suo peso.

Le alternative

Nel frattempo, però, la Roma si muove su altre piste. A Trigoria da tempo piace Suso, che al Milan considerano in uscita. Non basta per intavolare una trattativa perché i rossoneri, che in estate hanno rinunciato all'Europa League per problemi di fair play finanziario, vogliono fare cassa, e Suso sperano di cederlo per soldi. Mentre la Roma il sostituto di Zaniolo lo vorrebbe in prestito (e se il riscatto non fosse obbligatorio, tanto meglio). Lo spagnolo quest'anno ha giocato 16 partite, segnato un solo gol, e col Cagliari è scivolato in panchina, perché con l'arrivo di Ibrahimovic Pioli è passato al 4-4-2.

Un gol solo anche per Cenzig Ünder, che ai rossoneri piace molto: sarebbero felicissimi di imbastire uno scambio mandando Suso a Trigoria, e ieri hanno fatto sapere che sarebbero disposti a prendere anche Juan Jesus, che nelle ultime 20 partite ufficiali non ha giocato un minuto, e che la Roma vuole cedere per fare spazio a Ibanez, il 21enne brasiliano che in un anno di Atalanta ha raccolto una sola presenza in A (terzo cambio alla terzultima dello scorso anno). Le relazioni sul suo conto però sono ottime: superata la concorrenza del Bologna i giallorossi lo hanno in mano, operazione da un milione per il prestito, 8 per l'obbligo di riscatto, più due di bonus.

Per l'annuncio bisogna solo fargli spazio, visto che Cetin, richiesto dal Verona, rimarrà in rosa (lo ha confermato pubblicamente Fonseca). Ma anche se a Roma sarebbero ben felici di mandare Jesus al Milan, non vogliono cedere Ünder a gennaio: un po' perché a quel punto gli esterni d'attacco da prendere diventerebbero due, un po' (molto) perché sanno benissimo che i problemi fisici del 2019 hanno dimezzato la valutazione di mercato del turco, che se indovinasse un girone di ritorno come quello del primo anno in Italia tornerebbe a valere una cinquantina di milioni.

E così i giallorossi si stanno informando sulla possibilità di ingaggiare in prestito con diritto di riscatto dal Liverpool il nazionale svizzero (80 presenze, giocando tre mondiali, e 22 gol) Xherdan Shaqiri, 28 anni e un non memorabile passaggio in A con l'Inter, 15 apparizioni e una sola rete da gennaio a giugno 2015. I rapporti con il club inglese sono molto buoni.

Presi due sedicenni

Nel frattempo Petrachi continua a lavorare per il futuro: ha messo le mani sul 16enne estone Oliver Jürgens, un attaccante brevilineo che fino alla scorsa estate giocava nella serie C del suo paese con il Nomme United, e negli ultimi mesi ha segnato 8 gol in 13 partite con l'Under 17 del Verona, senza accusare problemi di ambientamento.

Classe 2003, verrà seguito con attenzione dalla Primavera, ma inizierà tra Under 17 e Under 18con l'Under 17. Come l'italo-australiano Cristian Volpato, altro classe 2003: mezzala, venuto in prova a Trigoria, gli hanno detto di fermarsi perché è piaciuto, e verrà tesserato.