Prima la scadenza del 30 giugno, le cessioni e gli acquisti urgenti. Poi è arrivato il momento dei rinnovi, adesso si chiuderanno ulteriori cessioni (definitive o in prestito), poi si procederà agli ultimi acquisti. Procede secondo ben precisi step l'efficace mercato di Petrachi e Fienga, visto all'improvviso di buon occhio dai tifosi della Roma dopo la triplice mossa dei rinnovi a tre giocatori che venivano dati in partenza e che invece sono stati felicissimi di accettare le proposte di rinnovo del club. Come dimostrano le foto sorridenti di Ünder, Zaniolo e Dzeko in posa col Ceo.

Incubo minusvalenza

Ma le difficoltà restano: e nella montagna che la Roma si ritrova a scalare ogni anno per respirare l'aria fresca delle società a posto con i conti del Financial Fair Play, c'è un incubo che spaventerebbe qualsiasi alpinista: la caduta all'indietro che ti riallontana dalla vetta che sembrava vicina. Quest'incubo (per le squadre di tutta Europa) si chiama minusvalenza ed è quel particolare meccanismo finanziario che si verifica quando iscrivi a bilancio una cessione a un costo inferiore rispetto a quello che avevi nel tuo "conto" (dato dal cartellino meno gli ammortamenti annuali). Quel segno meno in chiusura di bilancio va poi assolutamente riequilibrato e l'operazione potrebbe essere complicatissima per quelle società, come la Roma, che sono già in affanno a conseguire plusvalenze che migliorino il cronico sbilanciamento finanziario dovuto alla necessità di tenere sempre alta la competitività della squadra. Ecco perché oggi alla Roma si sarebbero potuti serenamente spendere 60 milioni per il cartellino del ventiseienne Icardi, aggiungendo magari la stessa cifra (o anche di più) per l'ingaggio lordo spalmato in cinque anni, ma ci si rifiuta di firmare contratti per l'acquisto del trentenne Lovren che prevedono un investimento di una cifra magari insignificante per un prestito (tipo tre milioni), se poi c'è l'obbigo di riscatto (vincolato al raggiungimento di venti presenze) che ti costringe a versarne altri 12 o 15, oltretutto con un ingaggio da top player. Perché se poi non funziona (ma gioca e sei costretto a riscattarlo), tra una stagione diventa praticamente invendibile, a meno che tu non voglia iscrivere una minusvalenza a bilancio. Per ora, dunque, Lovren non verrà (ma non è del tutto chiusa la trattativa) e ovviamente non ha senso sostenere che "i soldi risparmiati per Icardi possono essere investiti sul difensore". Intanto in questi giorni Fonseca valuterà la scommessa turca di Petrachi, il giovane Mert Çetin, arrivato con un'operazione che non comporta alcun rischio finanziario (e se invece il giocatore è davvero forte come Petrachi pensa, ci saranno inevitabili vantaggi sportivi e economici), e poi si considererà la necessità di acquistare il quinto difensore: la proposta juventina di prendere Rugani è stata già respinta, ma se il Monaco non chiuderà l'accordo, a fine mercato il discorso si potrebbe riaprire.

Le difficoltà, insomma, restano: a crearle quest'anno sono stati proprio i due acquisti decisamente sbagliati proprio per i parametri economico/finanziari incrociati con l'età (Pastore e Nzonzi) che hanno di fatto paralizzato il mercato in entrata dei giallorossi. La linea resta così quella tracciata da tempo: gli investimenti pesanti (diciamo sopra i 15/20 milioni) sono ammissibili solo per giocatori della fascia d'età under 26 (Spinazzola, 26 anni, è un caso limite, ma la sua valutazione è stata alzata a 29 milioni proprio per registrare una forte plusvalenza per la cessione di Luca Pellegrini entro il 30 giugno, valutato 21,5 milioni a dispetto della giovanissima età, per un'operazione che ha senso finanziariamente, ma che tecnicamente presenta grandi margini di rischio). Se Liverpool o Tottenham avessero accettato il prestito libero, senza l'obbligo del riscatto, oggi Lovren e Alderweireld sarebbero già qui. Così dopo aver chiuso le cessioni che hanno permesso di non registrare minusvalenze, gli esuberi invendibili andranno via in prestito (si è cominciato con Nzonzi e Karsdorp, presto potrebbe toccare anche a Santon, Schick e magari anche a Pastore) per evitare almeno di pagare gli ingaggi (altra voce pesante nel conto economico del club).