Detto e fatto. Gianluca Mancini è un giocatore della Roma. Gianluca Petrachi, nel corso della conferenza stampa di presentazione di Leonardo Spinazzola, aveva anticipato che il quarto acquisto della sua era sarebbe stato un difensore centrale. I fatti gli hanno dato ragione. Ieri, nel primo pomeriggio, dopo un fitto scambio di documenti con l'Atalanta, si sono definiti i numeri di un trasferimento al quale la Roma stava lavorando dal gennaio scorso. Da quando, cioè, el senor Monchi aveva pensato di portarlo a Trigoria prima di prendere l'illuminata (ironico) decisione di non fare nulla in entrata per quella Roma che già aveva fatto vedere che in fase difensiva faceva acqua un po' da tutte le parti.

Dopo sei mesi è finalmente arrivata la fumata bianca: accordo con l'Atalanta, accordo (c'era da un pezzo) con il ragazzo (classe 1996). L'operazione per il cartellino si è definita sulla base del prestito (annuale) a fronte di due milioni di cash, più un obbligo di riscatto fissato a diciannove e bonus per complessivi altri cinque. Un'operazione più o meno sulla falsariga di quella concretizzatasi un anno fa quando sempre da Bergamo arrivò Cristante (lì il totale è stato di trenta milioni). Il ragazzo ha firmato un contratto di cinque anni, si mormora per circa due milioni netti a stagione più una serie di bonus. Toccherà all'ex della Fiorentina prendere il posto di Kostas Manolas in un reparto difensivo che, molto probabilmente, nella prossima stagione sarà cambiato per quattro-quinti, il portiere, i due centrali, l'esterno sinistro (dove, in ogni caso, a meno di sorprese, ci sarà sempre pure Kolarov). A Roma l'arrivo di Mancini, che si stava godendo gli ultimi giorni di vacanza dopo gli impegni con la Nazionale, ci sarà già questa mattina con successiva tappa a Villa Stuart per le visite mediche (fissate per le 9.45). Dopo tappa a Trigoria per fare la conoscenza di tecnico e nuovi compagni. Con l'acquisto di Mancini, considerando i ventuno milioni comunque fissi da versare all'Atalanta (probabilmente in quattro anni), la società giallorossa pareggia esattamente le entrate per le cessioni con le spese sostenute per aquistare i primi quattro giocatori dell'era petrachiana. Quattro che non saranno certamente gli ultimi visto che lo stesso Petrachi non ha nascosto a nessuno l'intenzione di fare una rivoluzione anche al di là di quello che gli è stato chiesto nel momento in cui disse sì all'offerta del club giallorosso. E nella rivoluzione è previsto sicuramente un secondo difensore centrale, «perché due sono usciti, due dovranno arrivare». Il primo è stato ufficializzato, per il secondo è sempre in piedi una tentazione belga che la Roma vuole cercare di materializzare pur nella consapevolezza delle difficoltà di un affare che non si presenta per niente facile.

Alderweireld

A Trigoria, via Tolstoj e Londra non hanno definitivamente messo da parte l'intenzione di far vestire di giallorosso Toby Alderweireld, trentenne centrale difensivo del Tottenham e della nazionale belga terza all'ultimo Mondiale. Fino al prossimo venticinque luglio, il giocatore ha un contratto di solo un altro anno con gli Spurs (a quattro milioni e settecentomila euro netti a stagione), ma è legato al club anche da una clausola rescissoria che dice venticinque milioni di sterline, che al cambio fanno ventisette milioni e mezzo di euro. Franco Baldini che con il club inglese può vantare consolidati rapporti avendoci lavorato per un paio di stagioni e vivendo a Londra ormai da una vita, già ha avuto diversi contatti con i vertici del Tottenham, ma finora ha dovuto prendere atto che il presidente Levy non ha nessuna voglia di scontare di sette-otto milioni la cifra della clausola. Se non cambia qualcosa, a questa cifra l'affare non si farà, anche se la Roma può contare sul sì del giocatore che si è detto più che disponibile al trasferimento a Roma a fronte di un contratto quadriennale. Bisogna aspettare, pure se la Roma sta pensando, ovviamente, a una soluzione alternativa per non farsi trovare impreparata. E la prima opzione, considerando che per i due che piacciono del Torino (Lyanco e Nkoulou) il presidente granata chiede uno sproposito, si sta pensando all'argentino German Pezzella (che vuole la Roma) della Fiorentina. Magari ne hanno già parlato nella trattativa per Veretout.