Ora il difensore centrale. Dopo aver chiuso il buco in porta con l'arrivo di Pau Lopez che certo non è costato un piatto di lenticchie, i nuovi uomini mercato della Roma sono intenzionati, in tempi brevi, a dare a Paulo Fonseca almeno un altro difensore centrale per ridimensionare l'addio a Kostas Manolas. I nomi sul taccuino di Petrachi sono noti (forse non tutti) e ce ne sono un paio che stanno in prima fila.

Nkoulou

Se non è il nome primo della lista, ci stiamo vicini. Il camerunense del Torino è un giocatore che Petrachi ha portato nel campionato italiano due anni fa, acquistandolo dal Lione dopo una carriera trascorsa quasi interamente in Ligue 1. All'epoca ai granata costò mezzo milione per il prestito più un successivo riscatto a tre e mezzo. Ora Cairo per cederlo ne chiede trenta, soprattutto alla Roma con cui i rapporti, proprio per la vicenda Petrachi, non è che possano definirsi idilliaci. Fonti di mercato fanno sapere che la Roma avrebbe già fatto un'offerta, strutturata con un cash di dieci milioni più il cartellino di Perotti. Pare che Cairo si sia fatto una risata, del resto pensare di chiudere a queste condizioni assomiglia davvero a una mezza barzelletta. Si dovrà alzare l'offerta, consapevoli delle difficoltà della trattativa, ma sapendo che il giocatore praticamente ha già detto sì al trasferimento. L'alternativa più credibile al camerunense del Torino, rimane Gianluca Mancini dell'Atalanta. Ma sarà il caso che la Roma faccia attenzione visto che da Bergamo fanno sapere che la società bergamasca venderà soltanto uno tra Mancini e Castagne. E pare che per il secondo si sia vicini alla cessione allo Stoke City per venti milioni di euro. Dovesse concludersi il trasferimento di Castagne, per la Roma diventerebbe ancora più proibitivo mettere le mani sul cartellino di Mancini che il presidente Percassi continua a valutare non meno di venticinque milioni.

Higuian

Se serve un difensore centrale, altrettanto si può dire per un centravanti. Anche se, a dire il vero, in questo momento Fonseca può contare su tre numeri nove: Schick, Defrel e Dzeko. Solo che il francese è inserito in qualsiasi trattativa come contropartita tecnica, e il bosniaco da tempo ha trovato l'accordo con l'Inter. Manca quello tra le società e questo tiene tutto stand-by, come ha dichiarato ieri Marotta: «Siamo davanti a uno scenario simile a una partita a scacchi. Non nascondo che Dzeko sia un obiettivo, ma deve essere valutato anche nell'ottica della congruità dell'operazione e delle difficoltà che ne conseguono. Il fatto che il giocatore abbia manifestato il suo consenso a questo trasferimento non significa più di tanto perché c'è il rispetto verso una società che ne detiene i diritti sportivi. Siamo in una fase interlocutoria». Ci sarà tempo per i cambiamenti, con la società giallorossa che non è insensibile all'ipotesi Higuain solo che la Juventus dovrà venire molto incontro alle esigenze, costo del cartellino e stipendio del giocatore, della Roma.

Centrocampista

Tutto fermo con Veretout che, infortunato, è in ritiro con la Fiorentina e Barella che ancora non sa se si chiuderà il suo trasferimento all'Inter. Anche in questa vicenda ieri ha preso la parola Marotta che da tempo ha un accordo con il giocatore per portarlo all'Inter. Solo che non ce l'ha con il Cagliari: «Abbiamo letto le dichiarazioni di due dirigenti che rispetto anche se non condivido totalmente. È normale che una società quando detiene i diritti sportivi e agisce da venditrice ha diritto di fare il prezzo che vuole. Ma è altrettanto vero che il compratore ha il diritto di stabilire l'equità e il valore del giocatore. Non mi esprimo in valutazioni ulteriori, si tratta di vivere una dinamica di mercato e dobbiamo avere pazienza, però esiste una congruità di valore che sta al compratore stabilire». Insomma, al di là del formalismo delle parole, Marotta vuole fissare lui il prezzo del cartellino. Forse alla Juventus era abituato così.