Barella ridice Inter. Veretout è alle prese con un dubbio non proprio amletico: Milan o Roma? Mancini si avvicina ma per ora resta lì. Pau Lopez ha detto sì e non vede l'ora di sbarcare a Roma, ma per ora non può fare altro che attendere per chiudere le valigie. È la sintesi della giornata di ieri del mercato giallorosso in entrata, giornata in cui sono state molte le chiacchiere, ma zero i fatti concreti. Prima di analizzare nel dettaglio le trattative, c'è da registrare una voce dalla Francia che parla di un possibile scambio ai confini dell'incredibile. Ovvero: io ti do uno Nzonzi a te, tu mi ridai uno Strootman a me. Possibile? Molto, ma molto difficile. Le cose sarebbero andate così: Strootman che di fatto è stato scaricato dal Marsiglia, per via indiretta ha fatto sapere a Trigoria di essere disponibile a tornare in giallorosso pronto anche a scontare di parecchio il faraonico ingaggio che gli hanno garantito i francesi (oltre quattro milioni netti a stagione). Aggiungendo pure che il club francese, reduce da una stagione disastrosa, potrebbe prendere in considerazione uno scambio con Nzonzi. A Trigoria, pur gradendo, almeno per il momento hanno risposto che non ci sono i presupposti.

Lo spagnolo il preferito

Che sia lui, l'estremo difensore del Betis Siviglia, il preferito da Paulo Fonseca per affidargli il ruolo da titolare nella sua prima Roma, non ci sono dubbi. Il tecnico portoghese ne apprezza non solo le qualità tra i pali, ma soprattutto la capacità di giocare bene con i piedi, caratteristica, ormai, che nel calcio del terzo millennio conta quasi come essere bravi nelle uscite alte o basse. I contatti con il club andaluso sono stati avviati già da tempo, ma ancora non ci siamo sulla quotazione del cartellino che il Betis continua a valutare oltre i venti milioni di euro, mentre la Roma non sarebbe arrivata neppure a diciotto bonus compresi. Per la verità il club giallorosso vorrebbe inserire nel totale, anche la rinuncia al cinquanta per cento del cash su un'eventuale cessione di Sanabria, tornato al Betis dopo l'esperienza al Genoa che ha preferito non riscattarlo. La Roma valuta quel cinquanta per cento tra i sei e gli otto milioni di euro formulando un'offerta di dodici-tredici milioni più quel cinquanta per cento. Gli andalusi da questo orecchio non ci sentono, preferendo avere solo cash per il loro portiere che, appena un anno fa, hanno preso a parametro zero dall'Espanyol. Si dovrà continuare a trattare, anche se dalla Spagna arrivano certezze a proposito di una prossima fumata bianca. I prossimi giorni saranno probabilmente decisivi. La Roma vorrebbe chiudere in questa settimana per dare a Fonseca il portiere titolare sin dall'inizio del ritiro previsto il prossimo nove luglio.

Mancini s'avvicina

La Roma sul mercato di priorità ne ha parecchie, ma quella di un centrale difensivo sembra la più urgente soprattutto dopo aver salutato Manolas che si è trasferito al Napoli. Pure qui c'è un nome, soprattutto dopo aver abbandonato la pista che portava a Bartra, che è favorito per raccogliere la pesante eredità del greco. È quello di Gianluca Mancini cartellino di proprietà dell'Atalanta (anche se in federazione è in ballo una vertenza fatta dalla Fiorentina a Perugia e Atalanta per una cessione a un prezzo basso al punto che ai viola è apparsa molto poco chiara). I bergamaschi non hanno problemi a far partire il giocatore, ma continuano a chiedere una cifra vicina ai venticinque milioni, cifra considerata esagerata a Trigoria dove non vorrebbero superare i venti milioni, bonus compresi. La distanza tra le parti comunque non è eccessiva, ci sono ragionevoli motivi per ritenere che nei prossimi giorni si possa arrivare a dama, anche se ci risulta che il procuratore (Beppe Riso, lo stesso di Cristante) del difensore sia piuttosto indispettito per il fatto che finora con lui nessuno si sia fatto vivo (almeno così dice).

I centrocampisti

Per Barella la Roma continua ad aspettare, pur sapendo che tutto sarà meno che facile vestirlo di giallorosso. Ieri è trascorso il secondo dei tre giorni che il presidente Giulini ha dato al suo giocatore per fare una scelta. Che, peraltro, Barella ha già fatto, ovvero vuole andare all'Inter perché ha dato la parola, perché c'è Conte, perché giocherebbe la Champions League. Il problema è che Giulini più che da Barella, aspetta una mossa dall'Inter, cioè un rilancio, anche non esagerato rispetto ai trentasei milioni più quattro dell'accordo trovato l'undici giugno scorso, per giustificare una marcia indietro rispetto alla cifra che gli ha offerto la Roma e che lui considera un'offerta migliore. L'Inter per ora non ha fatto nulla, anche se ieri il direttore sportivo del Cagliari è stato visto a Milano dove avrebbe incontrato i dirigenti nerazzurri.

Così come la Roma ha avuto un prolungato contatto con la Fiorentina per il cartellino di Jordan Veretout. Il club giallorosso ha fatto la sua offerta che è superiore a quella del Milan, così come quella al giocatore, ma per ora è tutto fermo anche perché la Roma prima di fare qualsiasi altra mossa vuole aspettare la conclusione della vicenda Barella. In questa vicenda ci sarebbe poi anche il fattore moglie del giocatore, con la signora che preferirebbe andare a fare shopping a Milano. Ci sarebbe poi la questione del centravanti: non si registrano novità per Dzeko all'Inter, mentre dalla Francia arriva il nome di Sarr (Rennes) come possibile obiettivo giallorosso. Costerebbe quaranta milioni, forse troppi.