Non si muove una foglia. Che, in tempi di calcio mercato, più o meno vuole dire che non gira una breccola, per dirla alla romana. E, ormai, mancano poco più di due giorni al gong finale della fiera dei sogni. Visto dalla parte che ci interessa, cioè quella della Roma, con il passare delle ore aumenta il rischio, preventivato peraltro pure da Mourinho, che a Trigoria possa succedere di non dover mettere il nome di un nuovo giocatore su uno degli armadietti dello spogliatoio. Del resto, in questo senso, bisogna dare a Tiago Pinto quello che è di Tiago Pinto. Il general manager e direttore sportivo giallorosso, da tempo va dicendo che in assenza di una o più cessioni, il mercato romanista deve considerarsi chiuso con la spesa da quaranta milioni per Tammy Abraham. Non c'è il budget (va ricordato che la società giallorossa fin qui ha speso quasi cento milioni considerando pure i riscatti di Ibanez e Reynolds) per poter dare a Mourinho almeno un altro centrocampista con caratteristiche di regia e di fisicità. In grado cioè di andare a completare un reparto dove i numeri sono risicati, soprattutto in considerazione del fatto che lo Special One, fin qui, non ha dimostrato di impazzire per le qualità di Diawara e Villar, utilizzati nelle tre partite ufficiali con il contagocce (insieme al giovane Bove). Un altro titolare servirebbe. Un giocatore capace di potersi alternare con Cristante e Veretout che in questo momento sono intoccabili (ma potranno reggere fino alla conclusione della stagione?), in grado di garantire caratteristiche diverse, geometrie e tempi di gioco, al tecnico portoghese. Ma se non si riesce a vendere almeno uno tra Diawara e Villar, oppure se le caselle degli esuberi continueranno a essere occupate (Nzonzi, Pastore, Olsen, Fazio, Santon), oggi come oggi è difficile immaginare di dover andare ancora a Ciampino per dare il benvenuto a un nuovo giocatore.

Che, poi, nelle idee della Roma, è un giocatore che ha un nome e cognome precisi. Cioè il centrocampista svizzero Denis Zakaria, venticinque anni, cartellino di proprietà del Borussia Moenchengladbach fino al trenta giugno del prossimo anno, caratteristiche fisiche, tecniche e tattiche che sono state già promosse da Mourinho. Ma l'affare è tutt'altro che semplice. E non solo, come detto, perché la Roma in questo momento non ha i diciotto-venti milioni richiesti dal club tedesco per lasciare andare via un giocatore che, tra dieci mesi, rischia di dover salutare senza incassare un euro. Ci sono almeno altri due motivi per certificare come l'eventuale trattativa si è piuttosto complicata.

Il primo è relativo al fatto che il Borussia si è svegliato. Nel senso che ieri il direttore sportivo del club, herr Max Eberl, ha dato alle stampe la preoccupazione del club di perdere il giocatore a zero: «Parleremo con Zakaria e siamo intenzionati a proporgli il rinnovo del suo contratto. I giocatori devono anche pensare che, in questo periodo di pandemia, rischiano di trovarsi senza una squadra». Detto che capiamo poco la preoccupazione di herr Heberl (a zero Zakaria di squadre ne trova una vagonata), è chiaro che il club tedesco è intenzionato a lusingare il giocatore con un'offerta che gli consenta di non dare retta al cash che gli è stato prospettato da qualche altro club. E la cosa, per la Roma eventuale acquirente, non è una bella notizia. Anche perché il secondo motivo è che lo svizzero, poco più di una settimana fa, ha deciso di lasciare il suo procuratore, Ramadani, accusandolo di aver lavorato poco per lui. Ramadani, come ricorderanno i lettori più attenti, è il procuratore con cui Pinto si incontrò a Londra nei giorni di Abraham, proprio per parlare del futuro dello svizzero. Insomma, la situazione per la Roma in chiave Zakaria, si è complicata anzicheno. L'eventuale alternativa allo svizzero, potrebbe essere l'uruguaiano Nandez che è in rottura prolungata con il Cagliari.

Come detto, però, si possono fare mille nomi, ma se Pinto non ha il budget, sarà difficile accontentare Mourinho (che per onestà bisogna dire che non sta facendo particolari pressioni). E, per quello che risulta a noi, non sono alle viste addii. Per Diawara e Villar ci sono state smentite trattative avviate, mentre per gli esuberi, buonuscite a parte, non ci sono acquirenti che bussano alla porta. Compreso Robin Olsen e la cosa risulta perlomeno sorprendente considerando anche il buon Europeo che ha giocato con la sua Svezia. E allora non è da escludere che un paio degli esuberi alla fine del mercato possano essere reinseriti in rosa. Due che, come ha detto ieri Mourinho, hanno voglia di giocare piuttosto che di incassare. Ovvero Olsen e Santon. Un portiere e un esterno destro basso che potrebbero andare a coprire un paio di carenze che ci sono nella rosa attualmente a disposizione del tecnico.