Un primo incontro nel pomeriggio. Un secondo nella serata di ieri. Un terzo oggi, probabilmente decisivo. Obiettivo acquistare Abraham e liberare definitivamente Dzeko, la cessione del quale non è stata ancora certificata da un comunicato ufficiale.

Per Tiago Pinto è stata una giornata molto intensa quella di ieri a Londra. Non si è rivelata decisiva, ma in qualche modo si può definire positiva visto che le parti, anche mentre scriviamo, stanno continuando a confrontarsi (presente anche il giocatore) per trovare un punto d'incontro. La nostra sensazione di positività dei colloqui è determinata dalla logica (fosse stato detto un no, che senso avrebbe avuto continuare a incontrarsi?), anche se non si può certo escludere che il centravanti inglese e i suoi procuratori, stiano cavalcando la situazione con la speranza di un qualche rilancio da parte di un altro club (nel caso l'Arsenal più del Tottenham che ieri, secondo la stampa inglese, sarebbe entrato in corsa pure lui per Abraham).

In ogni caso la trattativa è tuttaltro che semplice. Pinto si è incontrato con il procuratore del giocatore (Neil Fewings), presente anche Federico Pastorello, cioè il procuratore che ha definito l'accordo tra Roma e Chelsea sulla base di 45 milioni pagabili in cinque anni. Il club giallorosso di sicuro in questa vicenda può contare sull'appoggio della società di Abramovich, sia per una questione di maggiore offerta, sia perché il club inglese preferirebbe che il giocatore, per ovvi motivi, non andasse a giocare in Premier, in particolare in un club rivale e concorrente come l'Arsenal. Questo Pinto lo sapeva anche prima di volare a Londra, dove è andato per convincere il giocatore. Trattativa complessa, dicevamo, perché oltre alla sirena Arsenal, squadra per cui tifa il ragazzo inglese, bisogna convincerlo a lasciare la Premier, un club come il Chelsea detentore della Champions League, che ha appena vinto la Supercoppa europea e che si andrà a giocare il mondiale per club. Ormai abbiamo i capelli bianchi e sappiamo bene che nel mondo del calcio l'unica cosa veramente convincente è soltanto il vil denaro. La prima offerta contrattuale della Roma al giocatore è stata di un quinquennale da quattro milioni più bonus, un milione in più di quello guadagna attualmente il centravanti inglese. E' probabile, se non sicuro, che sarà necessario un ulteriore sforzo, soprattutto sulla facilità di concretizzare i bonus, per strappare il definitivo sì ad Abraham. Per questa ragione le parti si sono aggiornate a questa mattina per concludere, in un senso o nell'altro, la trattativa (magari con una terza telefonata di Mourinho che ieri ha parlato per la seconda volta con il ragazzo). Ripetiamo, la sensazione è che si possa arrivare alla fumata bianca, pur nella consapevolezza che sul mercato le convinzioni sono fatte per poi essere smentite dai fatti.

Pinto, in ogni caso, si è dato tempo il prossimo fine settimana per chiudere la questione dell'attaccante a cui consegnare la maglia numero nove. Dovesse saltare Abraham, per quello che risulta a questo giornale, il favorito diventerebbe l'iraniano Azmoun, contratto con lo Zenit in scadenza il trenta giugno del prossimo anno. Il club russo per il giocatore, in tempi recentissimi, ha rifiutato un'offerta cash da diciotto milioni presentata dal Bayer Leverkusen del nostro amico Rudi Voeller. Nel caso per la Roma ce ne vorranno non meno di venti per convincere la proprietà dello Zenit a cedere il loro centravanti che, peraltro, ha già fatto sapere che sarebbe felicissimo di trasferirsi nel nostro campionato.

Oltre all'iraniano, c'è da dire che ieri si è diffusa la notizia che la Roma, in alternativa, starebbe trattando il brasiliano, ventuno anni, oro olimpico, Cunha, cartellino di proprietà dell'Hertha Berlino. Che fa una valutazione del cartellino non inferiore ai trenta milioni di euro. Il giocatore, peraltro, è più una seconda punta che un numero nove, anche se gli ottimi rapporti con i suoi rappresentanti per l'Italia, potrebbero favorire il trasferimento.