Como una volta: verso la riapertura delle trasferte per tutti i romanisti
il 18 gennaio scorso a Torino l’ultima coi tifosi anche dalla capitale. Circa mille i posti a disposizione per Como
(GETTY IMAGES)
Un parto. A nove mesi circa dall’ultima trasferta aperta (Torino, 18 gennaio), i tifosi romanisti potrebbero tornare a seguire liberamente la propria squadra lontano dall’Olimpico. Il condizionale è d’obbligo, visti i recenti cervellotici divieti. Ma si va verso l’apertura del settore ospiti a partire dalla gara di Como, in programma domenica 11 ottobre. La determinazione è attesa nelle prossime ore, probabilmente già in giornata. Stavolta senza limitazioni di residenza, in atto appunto fin dalla prima del girone di ritorno della scorsa annata, in casa dei granata. I fatti sono ormai arcinoti: quel giorno ci furono scontri in autostrada con gruppi di tifosi fiorentini e da allora verso i tifosi giallorossi è stato usato il pugno di ferro. Divieto di trasferta per tutto il resto della stagione, compresa la sfida contro il Bologna di Europa League, ma pur sempre dentro i confini.
All’inizio del 2026-27 però le brutte sorprese per i romanisti non sono finite: vietata la trasferta di Lecce ai residenti nella Capitale e nel resto della regione; decisione replicata per quella di Torino. Per quasi tutto il 2026 oltre al danno non indifferente per la squadra, che avrebbe potuto contare sul solito nutrito numero di sostenitori organizzati, è stata perpetrata soprattutto una gravissima violazione dei più elementari diritti individuali. Nemmeno i ricorsi della scorsa primavera hanno dato i frutti sperati, tanto da infondere in molti l’idea di un certo accanimento. Ragion per cui il Sinigaglia potrebbe rappresentare un banco di prova, una sorta di test per verificare se tutto scorrerà tranquillo. Se lo augurano tutti, a partire dai mille circa che troveranno posto nel settore loro dedicato.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
PRECEDENTE