Belli di papà. Dentro la stessa casa. Calcistica, s'intende. Ma anche nemici, su sponde differenti. Strana la vita dei figli d'arte nel calcio. Cresciuti all'ombra di genitori più o meno famosi, si avventurano sul terreno già solcato dai padri, nella speranza di ricalcarne le orme. Non sempre ci riescono. Ma quando li superano, è tanta roba. Due esempi su tutti, uno lontano, l'altro in casa. Paolo Maldini, che da Cesare eredita la maglia da difensore e la fascia di capitano del Milan. Il padre alza la prima Coppa Campioni rossonera, il figlio fa incetta di trofei e di Champions ne vince ben cinque.

Dalle parti nostre, Capitan De Rossi diventa la seconda bandiera della storia della Roma, numeri alla mano. Tre trofei in giallorosso, un Mondiale vinto in maglia azzurra, con la quale detiene ogni record di presenze per un romanista. Papà Alberto è un pilastro delle giovanili: allenatore della Primavera dal 2003, con cui ha vinto praticamente tutto, ma la carriera da giocatore si è fermata nelle categorie minori.

Un altro campione del mondo giallorosso, e soprattutto campione d'Italia, Bruno Conti, è padre d'arte: i figli Andrea e Daniele crescono nel vivaio di Trigoria sotto l'occhio vigile di Marazico. Il primo ha una carriera in tono minore, fra Serie C e campionato svizzero. Daniele invece, dopo una toccata e fuga in prima squadra a fine Anni 90, emigra a Cagliari e diventa una bandiera dei sardi, dispensando più di qualche dispiacere ai tifosi della Roma, verso la quale non si mostra mai troppo benevolo. A volte buon sangue mente.

Nel Bologna che stasera affronta i giallorossi, non c'è soltanto Di Francesco junior contro papà Eusebio. Un altro che ha ripercorso il cammino paterno è una vecchia conoscenza dell'Olimpico, dal quale si è distaccato senza troppi rimpianti (reciproci) e dopo un feeling mai sbocciato: Mattia Destro, figlio di Flavio, terzino di Catanzaro, Ascoli, Pescara e Cesena a cavallo fra gli Anni 80 e i 90.

Per Bologna è passato anche un altro ex giallorosso come Federico Viviani, figlio di Mauro. Lui vanta sei presenze in prima squadra, il padre ha invece indossato la maglia dei dirimpettai due volte. Di padre in figlio si migliora anche.