«Sì, sono disgustato». Mister president ci ha abituato a una trasparenza di linguaggio che tutto è meno che diplomatica. E allora, pure ieri, al termine della sfida contro lo Spal che ha visto la sua Roma tornare indietro di qualche settimana, un James Pallotta arrabiattissimo, ha concesso un bis che non avrebbe mai voluto concedere. Ribadendo il suo disgusto di fronte alla prestazione della sua squadra, lo stesso disgusto che aveva manifestato, senza perifrasi, dopo la sconfitta sul campo del Bologna. Dopo era cambiato parecchio, soprattutto erano cambiati i risultati, ma di fronte alla prima sconfitta interna, mister president ha avuto un rigurgito di disgusto che potrebbe anche legittimare qualche pensiero a proposito del futuro di Di Francesco (ricordate che la prima volta che Pallotta manifestò il suo disgusto fu all'epoca di Garcia, poi esonerato?).

E allora c'è questo rischio? A dar retta alle voci di dentro di Trigoria, non esiste la possibilità che Di Francesco venga esonerato. Lui è l'allenatore e continuerà a esserlo anche in questo momento di difficoltà. Così c'è stato risposto, senza se e senza ma. C'è da crederci, non tanto perché sul mercato non è che, Conte a parte, ci sia una scelta garantita, ma per il semplice fatto che il tecnico è stata una decisione di Monchi. E il ds continua ad avere la massima fiducia nei confronti del tecnico abruzzese. Al momento, insomma, si va avanti con Di Francesco, sperando che, come fatto in precedenza, l'allenatore riesca a venir fuori da questa situazione. Certo all'orizzonte ci sono Cska in casa, Napoli, Fiorentina e Cska in trasferta. Speriamo bene.