Umberto Gandini, ormai ex amministratore delegato della Roma, è intervenuto ai microfoni di ‘Tutti Convocati‘, trasmissione di Radio 24. Ecco uno stralcio delle sue dichiarazioni:

Ora sul mercato c'è anche lei, i tifosi sono interessati al mercato dei dirigenti 
"Avendo avuto queste esperienze al Milan (di 23 anni) e alla Roma (di 2 anni), mi sono ritrovato con piacere ad essere così conteso. Soprattutto quest'estate quando sembrava scontato che lasciassi Roma per tornare al Milan. Era piacevole vedere i tifosi della Roma dire ai milanisti: "Lasciatelo stare, cosa volete" e i milanisti dire: "Torna a casa". Purtroppo ho lasciato Roma, ma non torno al Milan per tutta una serie di motivi. Con la società e con Gazidis abbiamo convenuto che non ci fossero le condizioni per rientrare. E quindi sono sul mercato"

Gandini ora dove vuole andare? In Figc, in un club italiano o straniero? Magari l'Arsenal...
"Ci ho pensato, ma Gazidis è stato svelto una gestione duale che non prevedeva un amministratore delegato! Torno al discorso del grande manager che arriva da un club straniero"

Sarà stata dura spiegare a Pallotta la questione stadio?
"Io sono passato marginalmente in quella parte, ci sono state altre cose da spiegare. Il problema vero è sicuramente culturale. La parte probante per l'investitore straniero è quello di generare ricavi. Saltando di palo in frasca, io obiettivamente sono per la prima volta sono nella situazione di potermi guardare attorno. Se potessi sceglierei, penserei ad un grande club all'estero, ma sono realisti: sono tutti stra-occupati. Magari entrare nella nuova Federazione sarebbe stimolante. Poi c'è la Lega. Altre squadre italiane? Non lo so. Dopo 23 anni di Milan non pensavo di andare altrove in Italia, poi sono arrivato alla Roma. Ora sono più svezzato e mi guardo in giro"

Un giudizio su Monchi?
"Ci ho lavorato poco più di una stagione, ma lo conoscevo anche prima. Monchi è un grandissimo professionista, è molto preparato, ha una conoscenza molto vasta dei calciatori e ha abilità di cercarli. È facile riconoscere un campione del mondo della Francia, è difficile trovare Cengiz Under. Monchi tiene molto ai suoi metodi e ha un progetto di medio termine. Lui è qui per cercare di far diventare la Roma una squadra che stabilmente provi a vincere tutti gli anni una delle competizioni a cui partecipa. Sappiamo tutti che alla fine vince soltanto uno, ma non per questo chi non vince fallisce una stagione. Pensavamo che la Roma partisse meglio in questa stagione, ma le problematiche iniziali sono state simili a quelle dello scorso anno. Dzeko ha faticato sia all'inizio di questa stagione che nella scorsa, per esempio. Una cosa straordinaria di questo mestiere è lavorare con le emozioni delle persone, questa è una cosa che i proprietari devono imparare al più presto. Siamo troppo importanti per la vita di tutti i giorni delle persone. Le vittorie le portano i giocatori"