C'è un meme che gira sulla rete che ritrae perfettamente il momento del calcio italiano: il valzer degli allenatori da una parte, con tutti i tecnici che si stanno avvicendando tra dichiarazioni pubbliche, private, buone uscite, vai e vieni e dietrofront. Un'amaca al tramonto, dall'altra. L'amaca dei romanisti, che si godono il movimento altrui dall'alto del loro centro di gravità permanente, per dirlo con Battiato. José Mourinho, quello di All or nothing, quel del Triplete dell'Inter del 2010, uno dei più titolati allenatori della storia del calcio moderno, in poche parole lo Special one, come si è autodefinito in passato. T

anto speciale che, l'ha raccontanto Alessandro Barnaba, il banchiere romano con base a Londra che ha messo d'accordo i Friedkin e Pallotta per il deal Roma, il nuovo proprietario americano, Dan da Houston, è da sempre "in fissa" per lui. Sarà per questo che Dan e Ryan Friedkin, appena saputo che il Tottenham, suo malgrado, lo liberava si sono mossi come degli 007 e l'hanno portato alla Roma. L'hanno convinto. Anche a non aspettare neanche un attimo, leggasi la fine della stagione, che qualunque top coach si riserva per vedere i movimenti delle panchine. Mourinho ha accettato subito la Roma, dando l'avvio - per certi versi sconvolgente anche per i più ottimisti - all'effetto domino degli allenatori.

«La Roma con Mou ha fatto un grandissimo colpo - ha detto Massimo Moratti, l'ex patron dell'Inter sul tetto del mondo grazie al portoghese nella sua prima avventura in Italia -. Chissà, se avesse aspettato, magari sarebbe potuto tornare all'Inter. Io ne sarei stato contento». Già, ma Mourinho non ha aspettato - e non si può neanche dire che non si sapesse che Conte sulla panchina nerazzurra non ci stava così comodo - ed ha firmato per la Roma. All'Inter ci è andato Inzaghi, orgoglio e poi tradimento di un popolo come quello laziale, oggi ferito doppiamente: dalla perdita di un uomo Lazio per antonomasia e da quanto sa di sale la panchina altrui. Quella giallorossa, occupata da Mourinho. «Sicuramente credo faccia bene a una piazza come Roma e ai media, perché anche loro hanno bisogno di personaggi istrionici come lui. E poi ha un'esperienza e dei rapporti tali che secondo me possono diventare un valore aggiunto per Roma come società e come squadra», è il pensiero di Gigi Buffon sul ritorno dello Special One, che ha fatto parlare davvero tutti nell'ultimo (quasi) mese, dal giorno dell'annuncio cioè ad oggi.