Ciclone Mourinho. Normale per quello che riguarda l'aspetto calcistico, acquisti, cessioni, prestiti, moduli. Ma l'ufficialità dell'arrivo dello Special One sulla panchina giallorossa, ha travolto nel vero senso del verbo anche tutti gli altri aspetti della società. A cominciare da quelli commerciale, amministrativo, marketing. Il brand Mourinho, registrato in gran parte del pianeta (la Roma si sta informando a proposito dei diritti d'immagine del tecnico che sarebbero vincolati fino al 2025 dal Chelsea), è globale e la cosa non può che riflettersi anche per i ricavi che poi sono quelli che la Roma deve far lievitare per dare una sistematina al bilancio.

Dell'effetto Mourinho se ne sono dunque accorti in fretta anche, se non soprattutto, nel settore commerciale giallorosso. Al punto che tutte le trattative che erano in corso con diversi sponsor, si sono immediatamente riattivate, un po' come è successo in Borsa con la quotazione del titolo che in quarantotto ore ha guadagnato oltre il trenta per cento. Nonostante il recente addio a Giorgio Brambilla (direttore commerciale), il settore in questi giorni è stato sotto pressione. In particolare per la questione sponsor visto che il main (Qatar) è in scadenza come il back (Hyundai). Con il marchio automobilistico la firma per un anno più uno sembra imminente, mentre il marchio aereo è tornato prepotentemente a farsi vivo dopo diverse settimane in cui dal Qatar non arrivava risposta a un'offerta per un accordo biennale. Alle due questioni sta lavorando Francesco Calvo. Che, come si ricorderà, si è dimesso dal suo ruolo dirigenziale ma che fino a luglio ha firmato un contratto di consulente proprio per seguire le due vicende. Insieme a Calvo è al lavoro anche Bryan Wacker, alto dirigente del gruppo Friedkin, in pratica l'occhio della proprietà un po' in tutto il settore commerciale.

La terza gamba per le questioni sponsor ha sede a Londra. Ma non più nell'ufficio che aveva aperto Pallotta. Quella sede è stata chiusa, anche perché pare che costasse uno sproposito. Di chi lavorava in quella sede ne sono rimasti soltanto due. Una ragazza che cura la grafica, più un inglese, Alexander Schocher, che ha il compito di trovare nuovi sponsor nella city londinese. Dove, di fatto, hanno una sede tutti i gruppi più importanti al mondo. I due superstiti, chiamiamoli così, ora come sede si appoggiano a quella del gruppo Friedkin, in pieno centro di Londra, a due passi dalla celeberrima Carnaby Street. Sede dove si presenta il presidente Dan ogni volta che vola a Londra, cioè una volta a settimana, con l'obiettivo di seguire tutti i suoi affari, compresi quelli, non piccoli, che ha lasciato a Houston, sede principale del suo gruppo. Londra, oltretutto, è ancora la residenza di José Mourinho con cui è presumibile che nelle prossime settimane ci siano nuovi incontri per pianificare il futuro a breve, medio e lungo termine. Special One, inoltre, ha un contatto quotidiano con il general manager Tiago Pinto per tutto quello che riguarda il mercato. Da dove si aspetta i due-tre giocatori per rimodellare e rinforzare la sua prima Roma. Perché va bene vincere fuori dal rettangolo verde, ma Mou vuole farlo anche in campo.