Il colpo di Mourinho alla Roma ha sorpreso tutti anche in Portogallo. «Nessuno se l'aspettava», racconta Carlos Daniel, giornalista e volto di Rtp, la televisione nazionale portoghese. Un bel cambio radicale di strategia ma anche di pensiero calcistico quello che porterà avanti il club dei Friedkin da giugno in avanti con lo sliding doors tra i due tecnici portoghesi. José Mourinho non ha bisogno di presentazioni: «Si conosce perfettamente, lo conoscono tutti. È un allenatore più pragmatico, più in linea con Conte, mentre Paulo Fonseca era più vicino a Sarri. Sicuramente Mourinho ha una grande sfida davanti a sé, lavorare in un grande club che non ha l'abitudine di vincere. Il successo dipenderà molto da lui, dalla capacità di concentrarsi ancora sugli allenamenti e sul modo di giocare, ma soprattutto dalla qualità dei giocatori che potranno dargli».

Dovrà rilanciarsi il tecnico di Setubal e la Serie A, un campionato che conosce molto bene ed è a un livello ancora un po' più basso della Premier League, potrebbe essere il posto giusto. È innegabile che col Tottenham non sia finita bene, anche se ha dovuto lavorate non senza difficoltà anche extracalcistiche come il Covid che ha sconvolto anche il mondo del calcio. Difficoltà che ha dovuto fronteggiare anche Fonseca nel suo biennio: «Con la rosa che aveva a disposizione, con il Covid e altri infortuni, ha fatto un buon lavoro. Mkhitaryan e Pellegrini hanno tenuto in piedi la squadra. Dzeko e Pedro non sono stati gli stessi di sempre e Zaniolo ha saltato tutta la stagione. Ha anche cambiato il suo modo di giocare, ma non è bastato».