Mancava solo Luca Pellegrini alla festa della classe 1999: l'amico Pinamonti, con cui gioca in nazionale dal debutto in Under 16 (settembre 2014) ha raccolto la prima da titolare in A con il Frosinone, Nicolò Zaniolo l'esordio in campionato, dopo il debutto in Champions al Bernabeu. Mentre il terzino sinistro aveva cominciato a scaldarsi già nel primo tempo, quando Kolarov era rimasto a terra per una botta: solo che poi un cambio se n'è andato, chiamato da Manolas, un altro perché Zaniolo (che ha ben figurato) dopo Madrid meritava un po' di continuità.

Ma Di Francesco gli doveva qualcosa, dopo tante belle parole: a Bologna, per far rifiatare Kolarov, ha preferito adattare a sinistra Marcano. Alla prima di campionato Luca Pellegrini era stato l'unico dei 24 convocati a non trovare spazio in panchina, per Madrid non era stato convocato, già si era cominciato a parlare di un possibile prestito a gennaio, per quello che dalla scorsa estate, e poi dalla cessione di Emerson, era stato designato come vice Kolarov. Con tanto di maglia numero 3, non certo la doppia cifra col 3 o il 4 davanti che viene assegnata solitamente ai ragazzi.

Un doppio infortunio al ginocchio - prima rottura del crociato, poi microfrattura alla rotula - gli ha fatto perdere più di metà della scorsa stagione, come i dubbi sul rinnovo, poi firmato fino al 2022, sempre a cifre da piccolo adulto, non da ragazzo. Ieri un paio di minuti a bordocampo, con la palla che non voleva uscire, poi ha sostituito De Rossi, che si è preso l'ovazione per le 600 gare in giallorosso: quasi un passaggio di consegne, per un 19enne cresciuto nel vivaio, bruciando le tappe come i predestinati.

Otto minuti più due di recupero, con Kolarov passato in mezzo per farlo giocare nel suo ruolo: all'87', metà dei 10' a disposizione, il ragazzo del Casilino ha fatto il vuoto a sinistra, e messo in mezzo il pallone che il serbo ha trasformato in un comodo 4-0. Andando poi ad abbracciare il compagno che sta studiando i suoi movimenti, per rosicchiargli minuti.

«Ci teniamo i giovani come Luca Pellegrini che possono diventare dei giocatori importanti, continuando a lavorare con grande umiltà», ha chiosato Di Francesco. La corsa è cominciata.