La leggenda giallorossa, Francesco Totti, ha rilasciato una lunga intervista al Venerdì di Repubblica. Ecco uno stralcio delle sue dichiarazioni:

[...]

Con Capello ci sono stati alti e bassi. Di lui dici: "E' un tuttologo"…
"Quando parli con Capello hai sempre torto. Sa tanto, ma l'ultima parola deve essere sempre la sua. Se passa un piccione e lui dice che è un gabbiano, ti dimostrerà che è un gabbiano. E' cocciuto, perfezionista. Un maniaco".

È vero che da piccolo incollavi le figurine dei giocatori della Lazio al contrario?
"A testa in giù. Uniche in tutto l'album".

Al momento dell'addio però gli Irriducibili della Curva Nord ti hanno reso onore con lo striscione: I nemici di una vita salutano Francesco Totti…
"Ci può essere sempre il cretino che insulta o fa la battutaccia, ma quando li incontro per strada la maggior parte dei laziali sono sportivi, mi fanno i complimenti. E anche quelli delle altre tifoserie se mi vedono in tribuna a Bergamo, Milano o Torino. E pensare che quando giocavo mi facevano a pezzi. Forse anche allora gli piacevo, ma non potevano dirlo".

Tra i grandi fautori del tuo abbandono, Luciano Spalletti…
"E' quello che ha spinto di più. Con la società erano una cosa sola".

Il tuo lavoro è quello di mediatore tra il mister Di Francesco e lo spogliatoio…
"Sì, i giocatori sono bestie, sono bastardi, ma mi portano rispetto. Io ero come loro, li conosco bene, conosco il loro linguaggio segreto fatto d'occhiate, mezze parole. Cerco di rendermi utile. Nello spogliatoio ora si parla quasi solo inglese. Se non lo sai non capisci un cazzo. E si fa meno gruppo. In ritiro, rientrato dal campo, ognuno si isola in camera sua col telefonino a navigare o mandare messaggi".

Ma insomma, che vuoi fare da grande?
"Ancora non lo so. Per adesso mi godo questo momento vicino alla squadra e alla Società. Respiro l'aria del campo".

[...]