Eusebio Di Francesco è  intervenuto nella conferenza stampa che precede l'esordio in Champions League contro il Real Madrid al Santiago Bernabeu. Ecco le sue dichiarazioni.

Ha la percezione che l'entusiasmo si stia dilapidando? Quali sono le soluzioni?
Parlare di entusiasmo dilapidato è decisamente prematuro con la Champions che non è ancora iniziata. Mi sembra di stare a Roma. Sta a noi riportarlo dando più continuità a quello che facciamo e dobbiamo avere più spensieratezza.  Voglio una squadra con rabbia e desiderio di fare male agli avversari e di vincere la partita.

Cosa ha chiesto ai suoi per questo match?
Presto per cedere differenze, senza Ronaldo mi sembrano più aggressivi e più continui. Non hanno perso le loro qualità e variano dal 4-3-3 al 4-2-3-1. Dico solo che dobbiamo saper migliorare i nostri errori, con il Chievo ho visto una fase offensiva di maggior qualità ma mancava di cattiveria e determinazione quella difensiva. Dobbiamo difendere molto meglio da quel punto di vista.

Come può cambiare una squadra dopo aver perso Cristiano Ronaldo?
Siete tutti molto frettolosi nel volere giudizi. Questo Real mi piace, soprattutto Asensio, credo sia il futuro della squadra, non è Ronaldo ma lavora sia benissimo per la squadra sia per i compagni. Io penso però che il Real nella sua storia si sia fatto riconoscere come squadra, non Real Ronaldo.

La solidità difensiva sembra perduta. Cosa la preoccupa di più?
Sono convinto che Dzeko abbia le caratteristiche per aiutarci. Mi preoccupa di più il fatto della fase difensiva. Dobbiamo lavorare tutti meglio ed è giusto ora dare maggiore solidità alla fase difensiva qualitativa e poi ne gioverà anche quella offensiva. Dobbiamo lavorare meglio di squadra, tutti insieme.

Se dovesse prendere un giocatore al Real chi sarebbe?
Prenderei Sergio Ramos perché sa fare tutto con grande qualità.

Pensa sia una serata in cui ci può sorprendere con le sue scelte?
Potrei anche sorprendere ma non lo dico qui. Ho tanti pensieri ma alla fine devo fare scelte ponderate. Partita insidiosissima ma bellissima da vivere, da giocare. Voglio che si riaccenda l'anima della Roma, al di là dei sistemi di gioco, si pensi agli atteggiamenti e alla presenza durante la gara.

Vedendo insieme Nzonzi e De Rossi questo le impone di cambiare l'assetto visto nel finale con il Chievo?
Tatticamente sono due giocatori che possono coesistere, il fatto che Nzonzi possa fare la mezzala può avvenire già domani. Domenica è stata una scelta legata al fatto che la squadra subiva le imbucate tra le linee e di fatto l'aveva risolto. Avevamo avuto le difficoltà già con il 4-3-3. Può accadere di vederli insieme ma non deve spostare gli equilibri di questa squadra che deve essere corta e aggressiva per quanto ce lo permetterà il Real.

Domani in panchina servono 7 giocatori che comporta ulteriori scelte. A proposito, come sta Perotti?
Perotti va in panchina. Io sono qui per fare delle scelte, anche importanti e alcuni andranno in tribuna. Tante volte una tribuna aiuta i giocatori a farli crescere.

Monchi ha detto che Kluivert può essere il giocatore del futuro. Questo futuro può iniziare già domani?
Per Kluivert faccio un discorso di crescita, parlare di domani è riduttivo. Lui deve lavorare e migliorare nei movimenti. Ha grandissimi mezzi e farà bene in questa Roma, dirvi ora che farà un campionato e una Champions importante è prematuro, ma vi assicuro che ha grandissimi mezzi ed è soltanto un '99.

Per lei immagino si possa trattare di un argomento delicato. Commenta in qualche modo quanto successo tra suo figlio e Douglas Costa?
Sono indignato per delle accuse per delle presunte frasi dette da mio figlio a Douglas Costa. Federico è stato l'unico a subire uno sputo, è stato un grande uomo. Sono orgoglioso come padre ed è assurdo che sia stato l'unico a non ricevere scuse e lo dico da padre. In questo momento è giù, passato da vittima a colpevole, questo sono i social. Non dico altro.

Pensi che la Roma possa ripetere il cammino dello scorso anno in Champions? 
C'è un percorso di crescita da fare, ovviamente quando si ottiene quanto abbiamo fatto l'anno scorso si creano grandi aspettative. Dobbiamo essere i primi a crederci, abbiamo fatto qualcosa di straordinario: è giusto crederci e provare a ripetersi, viviamo per le cose straordinarie.