Dove eravamo rimasti? Serve un riassunto, sicuro, e alla fine si arriverà alla conclusione che l'unico elemento del centrocampo che ha buone probabilità di giocare entrambe le sfide con Chievo e Real Madrid sia Steven Nzonzi. Ma prima il riassunto: perché nelle pur sapienti mani dell'artigiano di Sambuceto, al secolo Eusebio Di Francesco, il centrocampo giallorosso in queste prime tre partite di campionato è stato forse l'oggetto che con maggior difficoltà ha preso forma definita. Si è partiti a Torino, con un schieramento che prevedeva De Rossi e Strootman su una linea e Pastore su un'altra. Quasi un trequartista a sua insaputa. Poi è stata la volta di Roma-Atalanta, con Cristante, De Rossi e Lorenzo Pellegrini in campo secondo un triangolo stavolta col vertice basso in un orribile primo tempo che ha indotto ancora una volta l'artigiano a rimodellare la sua creatura a metà corsa: fuori i due ragazzi, dentro Nzonzi e Kluivert, per una sorta di 424 che a un certo punto diventerà persino un irripetibile, epperò produttivo, 325. Infine Milano, con un 3412 che ha sistemato quattro uomini su una stessa linea, ma sempre in difficoltà nelle chiusure in un altro pessimo primo tempo, prima di un nuovo aggiustamento, con il ritorno nella ripresa al 4231, con due mediani assistiti da un trequartista, un po' come a Torino.

In totale fanno 270 minuti giocati per De Rossi, 243 per Pastore (compresi però i minuti giocati da punta aggiunta con l'Atalanta), 135 per Nzonzi, 97 per Cristante e 45 per Pellegrini, oltre ai 90 per Strootman che dopo l'unica gara da titolare è volato a Marsiglia, giusto per dar voce alle ultime vedove. Difficile, con questi elementi, capirci qualcosa in prospettiva futura. Però poi sono arrivati gli indizi che ci portano a pensare che la soluzione dell'enigma sulle scelte che l'artigiano farà in vista del doppio confronto Chievo-Madrid non sia poi così difficile da decifrare.

Vediamo: intanto De Rossi benissimo non sta. Gli è stata già risparmiata l'amichevole di Benevento e ieri ha fatto solo palestra, saltando l'allenamento con i compagni. Non ha niente di grave, sia chiaro, ma è solo la naturale gestione di un atleta 35enne che conosce perfettamente il suo corpo. E già questo porta a pensare che nell'immediato, se l'allenatore sarà chiamato a fare una scelta, potrebbe anche restare a riposo. Dunque, a logica potrebbe fermarsi domenica, quando alle 12,30 la Roma affronterà il Chievo, sperando di riaverlo al cento per cento a Madrid, per la delicata sfida di Champions. Secondo elemento: nell'allenamento di giovedì Nzonzi è stato provato come mezzala e pare anche che sia andato bene. Terzo elemento: le prove in Nazionale hanno confermato che Lorenzo Pellegrini e Cristante devono ritrovarsi prima psicologicamente e poi fisicamente e pensare che entrambi giochino tutte e due le partite che la Roma giocherà in tre giorni pare esercizio eccessivamente ottimistico. Quarto elemento: gli altri due centrocampisti a disposizione del roster, Coric e Zaniolo, devono ancora completare il loro inserimento nei meccanismi della prima squadra ed è quindi improbabile che siano loro ad essere mandati in campo a breve termine.

Dunque: De Rossi a riposo domenica, Nzonzi lo sostituisce nel suo ruolo naturale, regista, con al fianco Pellegrini e Cristante. Poi per Madrid De Rossi tornerà nel suo ruolo, ma sarà difficile rinunciare al contributo di esperienza di Nzonzi e quindi ci potrà essere modo di dar seguito pratico all'esperimento tattico sviluppato in questi giorni nel laboratorio di Trigoria, con lo spostamento in avanti di qualche metro, sulla linea delle mezze ali. E il terzo a scendere in campo contro il Real sarà quello che, tra Cristante e Lorenzo Pellegrini, avrà dato le migliori garanzie nella partita di campionato contro il Chievo.

Tutto torna, insomma, sempre tenendo presente che sono semplici deduzioni e che nello spazio di un allenamento un tecnico può valutare in maniera diversa un elemento tanto da rivedere ogni certezza, figuriamoci queste deduzioni. Però insomma questi sono gli elementi sul tavolo, Chievo e Real Madrid sono gli avversari a breve termine e il 433 è la base su cui Di Francesco non ha mai smesso di lavorare. E visto che le versioni riviste e molto corrette messe in campo con l'Atalanta e il Milan non hanno portato a risultati significativi, si ricomincia dal 3. E l'unico che a oggi si può considerare blindato nella doppia candidatura tra tutti i centrocampisti della rosa è proprio Steven Nzonzi. La sua scalata nelle gerarchie dell'allenatore è stata rapidissima.