Parleranno. Non si sa quando, ma parleranno. Forse. Del resto anche a Dan e Ryan Friedkin sono arrivate le voci critiche nei confronti di una proprietà che, a parte un paio di virgolettati in altrettanti comunicati, non ha ancora mai fatto sentire la sua voce. Una scelta precisa di basso profilo, decisa anche in controtendenza rispetto al precedente proprietario, scelta probabilmente anche per darsi il tempo per capire, approfondire, valutare tutte le dinamiche interne ed esterne di una società di calcio. Ora, a otto mesi di distanza dal loro sbarco a Roma, all'interno della stessa società più di qualcuno sta provando a pianificare una comunicazione meno silenziosa di quella che c'è stata fino a questo momento. L'obiettivo in tempi brevi, diciamo entro la fine di questa stagione agonistica (speriamo il ventisei maggio e non aggiungiamo nient'altro), è quello di organizzare un incontro con i media, tv, radio, giornali, siti, per un primo approccio diretto tra le parti, con Dan e Ryan, soprattutto Ryan che ormai ha metabolizzato una certa confidenza con la nostra lingua, intenzionati a spiegare a grandi linee come intendono lavorare sulla Roma.

Si sta discutendo, per esempio, anche come, quando sarà, organizzare l'incontro con la stampa. Da quando è scoppiata la pandemia, le conferenze a Trigoria sono organizzate a distanza. Le testate giornalistiche il giorno precedente inviano la domanda, ventiquattro ore dopo Fonseca risponde. Un meccanismo, non ci vuole molto a capirlo, che presenta dei limiti oggettivi non propedeutici per un normale scambio di idee (per dire: l'intervistato sa con un giorno d'anticipo a quali domande dovrà rispondere). A Trigoria si sta provando a immaginare, per la prima volta dei Friedkin, una conferenza in presenza in modo da consentire un contatto diretto, ovviamente con tutte le precauzioni del caso a causa di questa maledetta pandemia. In alternativa si sta pensando a una conference call da organizzare su una piattaforma, senza cioè dover inviare le domande con ventiquattro ore d'anticipo. I Friedkin al momento non sembrano troppo convinti a interrompere il loro silenzio, ma l'impressione è che alla fine decideranno di presentarsi facendo sentire anche la loro voce.

È chiaro che decideranno loro. Come del resto succede, da quando hanno acquistato la società, su tutto quello che ruota intorno alla società giallorossa. E come accadrà, giusto per fare un esempio, per la scelta del nuovo allenatore della Roma. Tiago Pinto ha il compito di valutare tutte le opzioni (Fonseca compreso) per poi presentare la sua relazione alla proprietà. Poi, a quel punto, sarà il presidente Dan a indicare il nome de tecnico che guiderà la loro prima, autentica, Roma.