Nainggolan ha già fatto felici i tifosi dell'Inter. Strootman quelli del Marsiglia. Bryan Cristante e Lorenzo Pellegrini ancora no quelli della Roma. È questa l'estrema sintesi delle prime tre partite ufficiali dei giallorossi, con i due giovani azzurri che hanno sì raccolto un'eredità pesante, ma sui quali la società ha investito in maniera altrettanto pesante, al punto da rinunciare a due punti fermi della squadra degli ultimi anni. C'era da aspettarselo, in qualche misura, che ci sarebbe voluto bisogno di tempo per riuscire a far sbiadire il ricordo della cresta belga e della scucchia olandese, ma ora per entrambi è arrivato il momento di dare conferme alla fiducia che gli è stata accordata.

La questione del modulo

A meno di clamorose sorprese, Di Francesco ripartirà dal suo amato quattro-tre-tre. Cioè un vertice basso e due interni. Ricioè l'unico modulo che può garantire sia a Cristante che a Pellegrini una maglia da titolare. A meno che Di Francesco non torni ancora a provare Pastore in mezzo al campo o, peggio ancora per i due azzurri, a schierare Nzonzi in quel ruolo di interno che ha frequentato, pure con una certa frequenza, quando ha vestito la maglia del Siviglia. A breve, considerando anche che adesso ci saranno tre settimane da tre partite, tendiamo a escludere che De Rossi e Nzonzi vadano in campo contemporaneamente. In particolare nella sfida di domenica prossima all'ora di pranzo contro il Chievo all'Olimpico. Con il Capitano o il francese vertice basso, potrebbe toccare nuovamente ai due azzurri posizionarsi nel ruolo di interni. È già accaduto, nella partita contro l'Atalanta, e tutto è stato meno che un successo, sostituiti alla fine del primo tempo dopo aver inseguito il pallone per quarantacinque minuti senza sostanzialmente mai prenderlo. I primi a saperlo sono i due protagonisti che ora, il più in fretta possibile, devono fare in modo di dare ragione alle scelte che ha fatto la società.

Quattro mesi di tempo

Cristante e Pellegrini devono fare in fretta a convincere tecnico, società, tifosi. Devono far capire di poter essere funzionali e utili al progetto giallorosso. Per ora non ci sono riusciti. Dove è finito lo splendido Cristante, ventitrè anni, ammirato per un anno e mezzo nella formidabile Atalanta costruita da Gasperini? E dove è finito il Pellegrini, ventidue anni, che a Sassuolo aveva convinto tutti diventando uno dei centrocampisti più ambiti sul mercato? Devono tornare quei due giocatori per garantirsi presente e futuro nella Roma. Non abbiamo dubbi sul fatto che ne abbiano qualità, ma dovranno dimostrarlo in campo, da subito, da domenica prossima contro il Chievo. Anche perché nei due ruoli di interno, da gennaio sicuramente avranno un concorrente in più. Anzi un titolare in più, visto che tutte le voci che continuano a girare sul mercato, indicano nella Roma la squadra favorita per acquistare il messicano Herrera dal Porto. Pur augurandoci con tutto il cuore che Cristante e Pellegrini riescano a far vedere le loro qualità, di sicuro a gennaio Di Francesco avrà un altro centrocampista a disposizione. Ed Herrera in questo momento è il netto favorito. Il messicano non ha rinnovato il contratto con il Porto in scadenza il prossimo trenta giugno, a gennaio il prezzo del suo cartellino può essere più o meno di un terzo rispetto ai quaranta milioni previsti dalla clausola del suo contratto con il club portoghese. Più di un contatto tra le due società già c'è stato, così come con il giocatore che in sostanza ha già detto sì al trasferimento. Cristante e Pellegrini prendano tutto questo come una motivazione per far sì che se e quando arriverà il messicano, sia costretto a conquistarsi il posto.