Sette partite in ventidue giorni, che potrebbero diventare otto in ventisei giorni nel caso in cui (come tutti speriamo) la Roma dovesse superare l'Ajax e qualificarsi per la prima volta nella sua storia alle semifinali della moderna Europa League. Per ritrovare una tale sequenza di partite in casa giallorossa, bisogna andare indietro di tre anni quando, nel 2018, la Roma di Di Francesco giocava otto gare tra campionato e Champions League (compresi il doppio confronto, leggendario, con il Barcellona e l'andata della semifinale contro il Liverpool).

Dall'Emilia alla Sardegna

Un vero e proprio tour de force attende i giallorossi ad aprile: è il prezzo da pagare per essere l'unica squadra italiana ancora in corsa in Europa, perciò Fonseca e i suoi sono ben lieti di pagarlo. Sette sfide, tutte cruciali, a questo punto della stagione: perché dopo i ko con Parma e Napoli il quarto posto si è allontanato, ma dieci giornate sono tante e tutto è ancora possibile. L'obiettivo è il quarto posto, o meglio, la qualificazione alla prossima Champions: traguardo raggiungibile anche vincendo l'Europa League, e dal momento che la Roma è ancora in corsa, provarci non è un lusso, ma un imperativo. Si parte tra una settimana, Sabato Santo al Mapei contro il Sassuolo degli azzurri Locatelli e Berardi; i neroverdi saranno peraltro reduci da tre settimane di stop a causa del rinvio della sfida con l'Inter. Cinque giorni dopo, un'altra trasferta attende Pellegrini e compagni: alla Johan Cruijff Arena di Amsterdam, l'andata dei quarti di Europa League con l'Ajax (giovedì 8 alle 21). Neanche settantadue ore, domenica alle 18 il match casalingo con il Bologna, e il 15 il ritorno all'Olimpico con i Lancieri. Quindi la visita al Torino (di nuovo di domenica alle 18) e giovedì 22 il turno infrasettimanale contro l'Atalanta a Roma. La Festa della Liberazione, che quest'anno cade di domenica, vedrà i giallorossi di scena a Cagliari (per la terza volta alle 18). E, in caso di doppio confronto positivo con l'Ajax, giovedì 29 gli uomini di Fonseca sarebbero chiamati all'andata della semifinale di Europa League con la vincente di Granada-Manchester United. In ogni caso, meglio ragionare di partita in partita.

Dovrà farlo anche il tecnico portoghese, chiamato inevitabilmente a gestire le risorse e a ruotare gli elementi nei vari undici titolari per evitare di sovraccaricare le gambe di pochi. C'è dunque da aspettarsi dei mini-turnover di volta in volta, per permettere a tutti di dosare le forze. A tal proposito, diventano fondamentali i recuperi di Smalling, Veretout e Mkhitaryan, elementi chiave al momento ai box per infortunio. Quando i tre saranno di nuovo abili e arruolati, Paulo Fonseca avrà ulteriori opzioni nelle rotazioni. Con un solo obiettivo: andare il più avanti possibile in Europa e cercare di centrare la qualificazione alla Champions.