Sarri ha già detto sì. Allegri pure, ma prima di Maurizio. Nagelsmann non vede l'ora di trasferirsi all'ombra del Colosseo. Juric è la sintesi giusta tra il vorrei ma non posso. De Zerbi sta contando i giorni per salutare il Sassuolo. E via di questo passo. Tutti dicono, garantiscono, profetizzano, scommettono che il prossimo allenatore della Roma, sempre se ci sarà un prossimo allenatore giallorosso (e se il buon Paulo portasse da queste parti l'Europa League con annessa qualificazione alla prossima Champions League?) sarà quello pronosticato da loro, tralasciando chi ne mette una decina augurandosi che non ce ne sia un undicesimo a vietargli di poter gridare io l'avevo detto.
Noi non partecipiamo. Per il semplice motivo che abbiamo troppo rispetto dei tifosi giallorossi e della nostra Roma. Che, se qualcuno se lo fosse dimenticato, dovrà giocare altre dieci partite di campionato, almeno due di Europa League, speriamo quattro, magari cinque. Noi, nella consapevolezza che anche alle nostre orecchie sono arrivate confidenze, chiacchiere, mormorii, scegliamo con onestà di scrivere quello che sappiamo con ragionevole certezza. E una cosa è sicura: il casting, almeno al momento, è, sarà, il frutto di un programma, un software che, una volta istruito con alcune indicazioni specifiche, ha (dovrà) sfornare i nomi dei possibili pretendenti. È il software di mister Charles Gould, giovane imprenditore born in the Usa, titolare della società Retexo speccializzata in cacciatori di teste, cioè selezionare, su richiesta, i migliori nomi (sulla carta) da proporre al cliente di turno. Un po', come ricorderete, è successo per la ricerca del direttore sportivo, tanti nomi, altrettanti incontri, risultato l'arrivo di un general manager dal Portogallo, Tiago Pinto.

Dunque, il software. Partiamo da qui. Da quello cioè che siamo venuti a sapere. Che indicazioni mister Gould, su indicazione della proprietà, ha inserito nel suo freddo computer? Siamo in grado di rivelarne almeno qualcuna. Ovvero: 1) giovane; 2) rampante; 3) capace di valorizzare i giovani; 4) in grado di dare una precisa e riconoscibile identità di gioco alla squadra; 5) bravo nello stilare una programmazione pluriennale; 6) dimensione europea. Di sicuro di indicazioni al computer californiano di Gould (negli ultimi tempi sempre più spesso a Roma) ne saranno state date anche altre, ma quelle che abbiamo elencato ci sembrano già sufficienti per provare a capire quali nomi il computer potrebbe aver elaborato.
Giovane, si diceva. Indicazione che, per esempio, escluderebbe senza neppure discutere, i due nomi forti del casting in corso per la panchina giallorossa. Cioè Massimiliano Allegri e Maurizio Sarri che, con tutto il rispetto, non si possono etichettare come giovani rampanti. Eppure, sempre per quello che ci risulta, almeno con Massimiliano Allegri qualche tempo fa, un paio di contatti ci sono stati. Chiamiamoli esplorativi, comunque ci sono stati. Detto che il tecnico dei cinque scudetti con la Juventus ci garantiscono che possa essere lusingato dalla possibilità di trasferirsi a Trigoria, i contatti di cui sopra all'epoca si interruppero in maniera piuttosto netta. Questione di soldi si potrebbe legittimamente pensare. Non è così. In realtà a noi risulta che non si sia andati avanti nel confronto, perché i Friedkin hanno preferito riflettere su tre richieste imprescindibili che Allegri avrebbe fatto: 1) totale libertà nella scelta dello staff che si porterebbe alla Roma; 2) un concreto controllo delle operazioni di mercato in entrata e in uscita; 3) controllo del settore giovanile. Di fronte a questi punti presentati da Allegri, i Friedkin avrebbero scelto di prendere tempo. Su Sarri, a noi al momento non risultano contatti ravvicinati. Oltretutto ieri, una persona molto vicina al tecnico toscano, ci ha spiegato che prima di impegnarsi con qualsiasi altro club, Sarri deve risolvere il suo legame con la Juventus. È vero che va in scadenza il prossimo trenta giugno, ma c'è un'opzione per un ulteriore anno, opzione unilaterale a vantaggio della Juventus, a fronte di una penale da due milioni e mezzo a vantaggio del tecnico in caso di non rinnovo. Tra le parti, c'è sempre stato spiegato, i rapporti sono molto pesanti, perché la Juventus non ha gradito la rigidità di Sarri nel momento in cui hanno trattato la rescissione. E questo potrebbe portare Andrea Agnelli a esercitare comunque l'opzione per garantirsi un altro anno da disoccupato di Sarri.

Ma torniamo al software. Ha già elaborato nomi e, nel caso, quali? Possiamo dire che tra le indicazioni proposte, di sicuro ci sono i nomi di Juric e, udite udite, di Sergio Conceicao, attuale tecnico del Porto, in passato calciatore nella Lazio. Ma al di là di suggestioni ai confini dell'offensivo, il primo nome digitato dai microchip californiani è stato quello di Julien Nagelsmann. Tedesco, trentaquattro anni il prossimo luglio, da due anni sulla panchina del Lipsia che sta sfidando sul serio il Bayern per la conquista del titolo, la passata stagione semifinalista di Champions League, una carriera in costante ascesa. Può davvero arrivare il tedesco? No. Ce lo ha spiegato una nostra fonte teutonica, solitamente molto bene informata di cose di Bundesliga: «Non c'è neppure una possibilità che Nagelsmann venga alla Roma. A Lipsia sta e guadagna bene, ha altri due anni di contratto, è apprezzato moltissimo dalla società e in testa ha già il suo preciso percorso. E la prossima tappa, ora se Flick dovesse andare in nazionale, o fra due anni, è Monaco di Baviera, panchina del Bayern». Chissà se di questo hanno informato anche il software.