Dalla sentenza sul caso Diawara al rinvio di Juventus-Napoli: mai come ora il campionato sembra avere una propaggine extra-campo, con la Roma suo malgrado al centro. Il Romanista ha chiesto un parere all'avvocato Mario Stagliano, fra i massimi esperti di diritto sportivo. Cominciando dal famigerato 0-3 di Verona. «Quando esplose il caso, la sanzione era in linea con una norma blindata. Poi il ricorso della Roma è stato argomentato bene sulla sanzione sproporzionata. Ricordo i recenti episodi riguardanti le espressioni blasfeme, che prevedono la sanzione minima di un turno. Altra norma bloccata, ma poi disapplicata. Invece Inzaghi, Gattuso e Buffon hanno ottenuto la pena pecuniaria. Allora si potevano avere aspettative sull'esito positivo del ricorso. Evidentemente la Roma fa sempre giurisprudenza, dal caso Destro all'utilizzo della Var».

Fa discutere la strategia del Verona, che ha sottinteso l'incapacità dei dirigenti romanisti. Stagliano apre ulteriori scenari: «Un comportamento non in linea con le consuetudini sportive. Qualora il punto fosse decisivo per la Champions, Longo potrebbe essere chiamato a rispondere dei danni». Anche dalla querelle con la Lega sullo spostamento di Juve-Napoli, il club non ha ottenuto giustizia. «La Roma non può fare nulla. Se vogliamo interpretare la risposta della Lega, ci sono non figli e figliastri, ma parenti strettissimi e trovatelli: richiamare l'articolo 29 è un obbrobrio giuridico, la richiesta di rinvio del Napoli è lecita, ma si sono calpestati gli interessi sportivi di un altro club affiliato e impegnato nelle coppe. Il senso della risposta della Lega è "Facciamo come ci pare, perché lo statuto ce lo consente". Da nessuna parte è scritto che le società possono modificare il calendario, la Lega sì, ma non esageri col rispetto dello statuto». Su Suarez e caso tamponi intanto tutto sembra fermo: «Distinguiamo le due vicende: su Suarez mi pare che la procura di Perugia si sia avvalsa della facoltà di non trasmettere gli atti alla procura federale: se è così, è evidente che non si può fare nulla. Sul caso tamponi è stato fatto tanto e alla prossima udienza si dovrebbe avere la sentenza di primo grado. L'unico motivo di rinvio sarebbe l'esame di un non tesserato: non esistono mezzi coercitivi. Normalmente nella giustizia sportiva chi sbaglia paga».